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Ordine degli psicologi. Le modifiche al codice deontologico saranno sottoposte a referendum


Nuove regole per le prestazioni online, divieto di insegnamento agli estranei alla professione e obbligo di aggiornamento. Sono le proposte, elaborate dal consiglio nazionale, su cui gli 80 mila iscritti sono chiamati a esprimersi. 

10 MAG - Estendere le regole deontologiche alle prestazioni psicologiche erogate online, vietare agli iscritti di insegnare ad estranei alla professione di psicologo strumenti e tecniche conoscitive e di intervento riservati alla professione stessa, introdurre l’obbligo di aggiornamento professionale. Sono le modifiche al codice deontologico degli psicologi italiani elaborate dal Consiglio nazionale e che saranno a breve sottoposte a referendum tra tutti gli 80mila iscritti all’Ordine.

“Le tre modifiche – spiega in una nota il consiglio nazionale - nascono dall’esigenza di tutelare il diritto alla salute dei cittadini e da quella di contrastare sempre più efficacemente comportamenti nei quali possa ravvedersi un abuso della professione, rafforzando altresì la responsabilità e la funzione sociale degli psicologi italiani”.

Per contrastare i fenomeni di abuso della professione, la proposta è quella di non consentire agli psicologi di trasferire ad estranei -  partecipando come docenti a corsi di formazione, solitamente organizzati da privati e nella stragrande maggioranza dei casi senza alcun controllo in termini di serietà e di qualità – gli skills propri della professione.

Viene inoltre proposto di rendere obbligatorio un percorso di formazione  e di aggiornamento professionale permanente, in linea con l’esigenza di garantire una sempre più elevata qualità delle prestazione erogate dagli psicologi italiani.

“Dopo l’approvazione della legge sulle cosiddette professioni non regolamentate – sottolinea Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli psicologi – che scelleratamente rischia di legittimare le pseudo-professioni e gli altrettanti pseudo-professionisti a svolgere attività anche nel campo della salute, dobbiamo essere ancora più attenti e pronti a controllare con ogni possibile mezzo che siano tutelati i sacrosanti diritti dei cittadini”.
 

10 maggio 2013
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