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Legge di stabilità. Oggi i sindacati in piazza a Roma. Le rivendicazioni di Cgil, Cisl e Uil


Per il settore pubblico, anche per difendere e riqualificare l'insieme dei servizi, i sindacati chiedono al Governo e al Parlamento di dare certezza alla stabilizzazione dei precari delle PA e riconoscere e valorizzare, ripristinando il contratto nazionale, le professionalità dei dipendenti pubblici.

13 NOV - Prosegue la mobilitazione unitaria, promossa da Cgil Cisl Uil, per cambiare la legge di Stabilità. Dopo gli scioperi dell'11 novembre nella provincia di Cosenza, in Calabria, e di ieri a Potenza e Matera, in Basilicata, oggi, giovedì e venerdì, tutte le province d'Italia saranno interessate dallo sciopero nazionale proclamato dai sindacati confederali lo scorso 21 ottobre contro la ex legge Finanziaria. Saranno quattro le ore di sciopero che coinvolgeranno i lavoratori di tutti i settori e che si articoleranno a livello territoriale.
 
Oggi, in particolare, lo sciopero interessa il Lazio e la Toscana, con numerose manifestazioni articolate a livello provinciale. Giovedì sarà la volta dell’Emilia Romagna, della Liguria e delle provincie di Belluno, Treviso e Verona, in Veneto. Venerdì, infine, lo sciopero interesserà tutte le altre provincie e regioni del Paese.
 
I sindacati chiedono misure per diminuire le tasse sui lavoratori e sui pensionati, così come risorse per rivalutare le pensioni, insieme all'adozione di iniziative per affrontare i nodi irrisolti nella Pa e dare efficienza alla spesa pubblica. Il tutto attraverso un ventaglio di proposte che mirano, tra le altre cose, al taglio degli sprechi e dei costi della politica. Per il settore pubblico, anche per difendere e riqualificare l'insieme dei servizi, i sindacati chiedono al Governo e al Parlamento di dare certezza alla stabilizzazione dei precari delle PA e riconoscere e valorizzare, ripristinando il contratto nazionale, le professionalità dei dipendenti pubblici.

Ricordiamo infatti che, per quanto riguarda la sanità, l'art. 11 della legge di Stabilità, prevede risparmi per 1,150 miliardi nel biennio 2015-2016 tutti imputabili alle norme sul personale dipendente e convenzionato del Ssn e in particolare al blocco dell’indennità di vacanza contrattuale fino al 2017 sui valori in godimento al 31 dicembre 2013 (140 mln nel 2015 e 210 mln nel 2016) e su una serie di interventi sul trattamento accessorio (400 mln per ognuno dei due anni). Viene inoltre confermato, nel testo del Ddl, il blocco del rinnovo della parte economica del contratto e delle convenzioni fino a tutto il 2014. Il rinnovo di contratti e convenzioni potrà invece essere negoziato ma solo per la parte normativa, senza possibilità di recupero per la parte economica.

Le misure, infine, si sono concentrate anche sugli starordinari. In particolare è prevista la proroga fino al 2014 del blocco degli emolumenti sui livelli registrati nel 2010 e poi che, a decorrere dal 1 gennaio 2015, le risorse destinate annualmente al trattamento economico accessorio, siano decurtate di un importo pari alle riduzioni operate nel periodo di vigenza del blocco.

13 novembre 2013
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