No ai luoghi comuni sulla prevenzione

No ai luoghi comuni sulla prevenzione

No ai luoghi comuni sulla prevenzione

Gentile direttore,
la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), che conta tra i suoi soci gli specialisti in Igiene e Medicina Preventiva e gli Operatori sanitari della Prevenzione che, in gran parte, lavorano nei Dipartimenti di Prevenzione del SSN, senza entrare nell’esame e nella valutazione complessiva della proposta del Prof. Cavicchi, sente la necessità di esprimere tutto il suo perplesso stupore per la parte del documento che riguarda appunto i Dipartimenti di Prevenzione, che appalesa una superficiale ed obsoleta visione delle attività di prevenzione, previste dai LEA e dal Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 (PNP), e che i SSR garantiscono ai cittadini mediante i Dipartimenti di Prevenzione.

Ridurre la prevenzione alla mera attività di controllo ufficiale sulla Sicurezza alimentare e nei Luoghi di Lavoro, significa non conoscere il significato ed il ruolo che la Prevenzione deve avere nell’ambito della Sanità Pubblica e soprattutto ignorare le complesse attività svolte dai Dipartimenti di Prevenzione.

I Dipartimenti di Prevenzione non sono stati istituiti dalla Legge 833/1978 ma dal D-LGS 502/1992, e le attività di vigilanza e controllo sono parte, sì importante, ma tutt’altro che preponderante delle attività preventive.

Basti qui ricordare le vaccinazioni, gli screening oncologici, la sorveglianza delle malattie infettive, il contrasto alle malattie croniche non trasmissibili, come le malattie cardiovascolari ed il diabete, la preparazione e la risposta alle emergenze per la salute pubblica, le variegate attività di promozione della salute e tutte le altre linee di attività previste nei LEA ed in gran parte richiamate nell’ultimo PNP, i cui macrobiettivi rendono palese come le attività dei Dipartimenti di Prevenzione in Italia abbraccino, attraverso una serie di Programmi Predefiniti (scuole, comunità attive, luoghi di lavoro, dipendenze, ambienti di vita, edilizia e agricoltura, malattie professionali, ambiente clima e salute, antibioticoresistenza), i molteplici setting nei quali tutti i cittadini crescono, vivono, lavorano, invecchiano.

Del resto le recenti indicazioni normative come il DM 77 e l’istituzione del SNPS (Sistema Nazionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici) sono importanti segnali di una rinnovata fiducia del legislatore e del rilievo che il Dipartimento d Prevenzione dovrà assumere nei Servizi Sanitari Regionali per il governo complessivo delle attività preventive previste dai LEA a dal PNP e come supporto tecnico scientifico a tutti gli Enti e Agenzie impegnati nella risposta alle emergenze infettive, climatiche ed ambientali.

Più che perseguire fantasiose e improbabili riforme degli assetti dei Servizi Sanitari è importante impegnarsi perché alla prevenzione siano garantite sufficienti ed adeguate risorse, soprattutto in termini di risorse umane. Ben venga dunque un tavolo di concertazione per promuovere la sostenibilità del SSN, ma a condizione che al tavolo siedano professionisti competenti ed esperti del settore, per avviare con le forze politiche un dialogo che poggi su solide basi epidemiologiche e scientifiche e non su “luoghi comuni”.

La Giunta Esecutiva
Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI)

14 Giugno 2023

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