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Specializzazione. Le condizioni dell’Anaao Giovani

di A.Conte e M.D’Arienzo

22 MAG - Gentile Direttore,
l'opera teatrale di Beckett "Aspettando Godot" è generalmente riconosciuta come metafora di una vita di surreale attesa, in assenza di qualsiasi intervento per modificare una situazione sgradita, ebbene l'attesa passiva non è propriamente la specialità di Anaao Giovani e, come già fatto in passato, è di nuovo giunto il momento di accendere i riflettori sul prossimo esame per l'accesso alle scuole di Specialità.
 
Il bando, atteso per il 30 aprile, proprio come Godot, non si è palesato, in sua vece un messaggero, ancora come nell'opera, che riferisce "Arriverà ad ottobre e sarà tutto nuovo".
 
Ebbene, pur non potendo non ribadire l'ovvia gravità di questo inaccettabile ritardo, che pesa sui programmi, sulla quotidianità e sul futuro di schiere crescenti di giovani Colleghi, assieme alle loro famiglie, quello che ci rimane da fare è metterci da subito al lavoro, Ministeri coinvolti, istituzioni, Fnomceo e tutte le associazioni di categoria, non solo quelle più gradite, perché l'attesa di un concorso migliore non rimanga inerte e, chissà, vana.
 
Nero su bianco, le criticità fin qui rilevate sono note, da tempo, come lo sono le proposte per modifiche sostanziali e credibili.
 
Le sedi d'esame dovranno essere drasticamente ridotte, si sa.Per garantire correttezza e solidità alla prova concorsuale, necessarie ad arginare il devastante problema degli accessi in sovrannumero, laddove non fosse possibile, ovviamente dando conto dell'impossibilità, convergere sulla sede unica nazionale, individuare massimo tre sedi macroregionali, più le isole.
 
La bibliografia di riferimento, la grande ed ingiustificata assente delle puntate precedenti; promessa, garantita, ma mai pervenuta. Di fatto, la sua assenza apre molteplici inaccettabili scenari: in primis il disagio di chi concorre, quindi il persistere di domande inutilmente nozionistiche nel pool di quesiti ed infine il fiorire di un vero e proprio mercato parallelo di corsi e seminari che arricchiscono quanti campano sulle speranze altrui, alla faccia dell’etica medica tanto sbandierata di questi tempi.
 
Va quindi ribadito, una volta di più, che dichiarare per tempo la bibliografia di riferimento e spostare finalmente l'orientamento dei quesiti sul problem solving e sulle capacitá critico-analitiche sia l'unica strada da percorrere per un esame meritocratico, serio, inappuntabile ed in definitiva in linea con l'evoluzione stessa della professione.
 
A costo di sembrare ripetitivi ricordiamo come i vari casi di domande ambigue, che hanno rappresentato solidi appigli alle brame di ricorso di alcuni, con bibliografia di riferimento sarebbero stati cartucce a salve, inutile dirlo.
 
Infine la graduatoria. Scorrimenti infiniti, quasi a rendere omaggio a Beckett, un meccanismo quasi perverso di prime scelte, seconde scelte, sedi preferite e via dicendo che fa sembrare l'accesso alla professione più la vincita ad un concorso a premi che il giusto conseguimento di un percorso di eccellenza e dedizione.
 
Ancora una volta la strada è già tracciata: graduatoria unica, come in più occasioni proposta, ove gli unici punti in gioco siamo quelli di un esame serio e rigoroso, senza curriculum o pubblicazioni con i noti "vizi di forma".Tale scelta, pensiamo, ridurrebbe di molto lo spreco di borse che si verifica, anno dopo anno, quando chi ha deciso di occupare un posto vacante nella scuola fanalino di coda tra le sue scelte decide di riprovare l'esame, un'emorragia di risorse imperdonabile nell'attuale scenario.
 
Carne al fuoco non ne manca; tempo, purtroppo, per scelte di altri, ce n'è, ma, come detto, non abbiamo nessuna intenzione di perderci in chiacchiere nell'attesa stantia dei protagonisti dell'opera, chiediamo quindi al Ministro Fedeli di convocare prima dell'estate tutte le associazioni ed istituzioni coinvolte per le azioni necessarie per far sì che questo esame, lungamente atteso, almeno compensi il fastidioso ritardo in meritocrazia e regolarità.
 
Non possiamo non citare la recente mozione della CRUI, che chiede addirittura altri due anni di tempo per l’adeguamento al DM 68/2015 sul riordino delle scuole di specializzazione; squallida appare la guerra di intenti tra tale Conferenza e il MIUR, volta a preservare interessi di bottega a discapito dei giovani medici.
 
Al termine dei primi due atti dell'opera di Beckett, Estragone domanda all'altro protagonista "Allora andiamo?" e Vladimiro risponde sconsolato "Andiamo".Ma nessuno si muove. Anaao Giovani rivolge a quanti hanno in mano il futuro di tanti giovani Colleghi la stessa domanda, con la consapevolezza che l'immobilità sarà scelta di cui rendere conto: "Allora andiamo?!"
 
Alessandro Conte
Direttivo Nazionale Settore Anaao Giovani
 
Matteo D’Arienzo
Responsabile Regione Emilia Romagna Settore Anaao Giovani

22 maggio 2017
© Riproduzione riservata

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