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Carenza di medici di medicina generale. Un problema che non ammette deroghe

di Alberto Finazzi (Fimmg Formazione)

25 SET - Gentile Direttore,
la medicina generale si appresta oggi a vivere uno dei momenti tra i più significativi della sua storia. Si è in attesa della nuova convenzione che definirà gli assetti organizzativi e strutturali della medicina generale del domani e mai come oggi si mira a definire un livello di cura ed assistenza al cittadino tanto performante.
 
Tutto ciò, mentre sia la medicina del territorio che la specialistica si devono necessariamente confrontare con il grave problema della carenza di personale medico adeguatamente formato.
 
Chi scrive è un giovane medico lombardo in formazione, iscritto al III anno del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale e Coordinatore regionale di FIMMG Formazione Lombardia, che tre anni fa ha scelto di intraprendere un percorso formativo con l’obiettivo di diventare medico di famiglia e che oggi si interroga sul futuro di questa scelta di vita consapevole.
 
Crea sgomento e preoccupazione vedere come il problema della carenza in medicina generale sia sempre stato rimandato dalla classe politica, nonostante i ricorrenti appelli delle associazioni sindacali. Ebbene quel problema oggi non ammette deroghe o rinvii, pena la sostenibilità dell’intero Sistema Sanitario Nazionale.
 
La situazione odierna è figlia della totale assenza di programmazione nel garantire risorse adeguate all’iter formativo post-laurea, in considerazione del massivo pensionamento di medici di medicina generale e del troppo ridotto numero di medici che hanno conseguito il titolo richiesto dalle norme nazionali ed europee per accedere agli incarichi.
 
Gli studi demografici effettuati a riguardo dimostrano che ampie fasce di popolazione mancheranno del medico di famiglia. Dai dati forniti dal ministero della salute al 2013 circa il 65% dei medici in convenzione aveva già 27 aa di anzianità di laurea, mentre di fatto non si è mai definito un sostanziale adeguamento del numero di borse regionali stanziate annualmente per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. La conseguenza sarà un numero di medici drammaticamente insufficiente a colmare quel gap, che impone oggi delle soluzioni imminenti e che viene ancor più gravato a motivo delle condizioni contrattuali in cui versano i giovani medici in formazione, che spesso si trovano a dover rinunciare alla borsa vinta per necessità.
Il corsista in formazione a fronte del percepimento di una borsa di studio equiparata a reddito da lavoratore dipendente, assoggettata a IRPEF e mai adeguata negli anni al crescente costo della vita, oltre che soggetta a totale incompatibilità professionale con altre forme d’attività dall'altra parte non gode di tutele quali la malattia, le ferie, la maternità.
 
In regione Lombardia lo stato di carenza è ormai definito, molti ambiti carenti per la medicina generale non vengono assegnati per mancanza di personale ed è ormai prassi consolidata per le Aziende Sanitarie il tentativo di mettere qualche pezza al sistema, ricorrendo all’impiego di figure professionali che da “sostituti” in modo del tutto temporaneo e per la maggior parte privi dei requisiti previsti dalla normativa, non garantiscono certo quegli standard assistenziali d’eccellenza che ci si propone.

Il tutto ricordando come il rapporto fiduciario, considerato alla base del rapporto di cura tra medico e paziente, decada completamente. Ed infatti proprio in Lombardia, con seduta del 30 Gennaio 2017 X/6164 viene approvata e resa attuativa la delibera del “Governo della domanda: avvio della presa in carico di pazienti cronici e fragili”, che definisce un nuovo assetto di presa in carico della cronicità. Un progetto che nasce come sperimentazione ma è molto significativo, a mio parere, che questo si verifichi in una regione con circa 10.000.000 di abitanti ed in un momento storico tanto decisivo, volendo proporre una valida alternativa alla presa in carico del paziente cronico e fragile.

Il medico di medicina generale, come più volte ribadito dalla giunta regionale, avrebbe un ruolo cardine all’interno della riforma, potendosi candidare a gestore ovvero a titolare-coordinatore della presa in carico del paziente (se e solo se in forma associativa), o a co-gestore collaborando con altri enti gestori, il tutto ovviamente in virtù della libera scelta del paziente. Ebbene già il solo fatto che il medico di medicina generale venga considerato un candidato tra altri nella gestione della cronicità del proprio assistito deve far riflettere e molto: sembra quasi che si stiano sperimentando vie diverse volte a fronteggiare il problema carenza a prescindere da una più adeguata programmazione delle risorse in ottica formazione post-laurea.
 
In tutto ciò, la data dei concorsi per l’accesso alle scuole di specialità slitta a fine Novembre e si è peraltro ancora in attesa del relativo bando e se si considera la data del concorso per l’accesso al Corso di Formazione in Medicina Generale del 25 Ottobre gli scenari che ci attendono son a dir poco drammatici: potenzialmente tutte le borse stanziate per il corso di formazione risulterebbero perdibili in quanto non riassegnabili qualora i candidati ammessi ed assegnatari di borsa si posizionassero in posizione utile per la medicina generale e nel contempo vincessero una borsa di specialità universitaria e decidessero di perseguire quella strada. Un paradosso se correlato allo stato di carenza in cui versa già ora il SSN.
 
Per questi motivi e per richiedere garanzie concrete al governo noi giovani medici di FIMMG Formazione di tutta Italia ci ritroveremo a Roma il giorno 28 Settembre insieme ad ANAAO Giovani per manifestare alle autorità la nostra disapprovazione circa quanto “NON” fatto sino ad ora e per chiedere un confronto costruttivo per pianificare insieme soluzioni, che garantiscano la medicina italiana di oggi e di domani.
 
Alberto Finazzi
Coordinatore regionale FIMMG Formazione Lombardia 


25 settembre 2017
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