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Assistenti sanitari figura nevralgica per la riforma dei servizi territoriali

di Rosita Cranco

23 APR - Gentile Direttore,
siamo in una fase cruciale della pandemia, perché ci chiediamo a che punto siamo arrivati ora, ma soprattutto perché in tanti ci chiediamo quale strada intraprendere e, se da una riflessione individuale può nascere una proposta individuale, da tante riflessioni e altrettante proposte, se condivise, si può approdare ad un progetto collettivo.
 
Personalmente mi sono imbattuta in diversi articoli in cui si propongono valide idee a supporto del cambiamento dei servizi maggiormente coinvolti, a livello territoriale, nella gestione dell’emergenza Covid 19. Un punto fondamentale, che accomuna diverse proposte, è costituito dalla necessità e dalla priorità di potenziare i servizi territoriali e le relative capacità operative. Bisogna ripartire dall’Igiene Pubblica, riscoprendone la “peculiare missione” a livello territoriale, coinvolgendo le opportune risorse umane che, in tale contesto, possono operare secondo competenze professionali trasversali e specifiche.
 
Ecco lo snodo cruciale: quali sono le risorse? Gli Igienisti, gli Epidemiologi, gli Infettivologi sono medici che rivestono un ruolo notevole nel contesto dell’Igiene Pubblica, soprattutto se consapevoli dello stesso, sanno riconoscere le priorità di intervento e definire le strategie operative lavorando in équipe con i professionisti sanitari che già dispongono delle competenze necessarie: gli Assistenti Sanitari.
 
Il D.M. 69/97 definisce il profilo professionale dell’Assistente Sanitario e individua in questa figura professionale, peraltro storica nel panorama del sistema sanitario italiano, l'operatore sanitario addetto alla prevenzione, promozione ed educazione per la salute, svolgendo nello specifico attività di sorveglianza, per quanto di competenza, delle condizioni igienicosanitarie nei contesti di comunità e controllo dell'igiene dell'ambiente e del rischio infettivo. In sintesi, gli Assistenti Sanitari, al pari di Medici Epidemiologi e Igienisti, sono i professionisti sanitari che meritano di essere considerati quali autentiche risorse per il potenziamento e, laddove necessario, la “ristrutturazione “ dei servizi territoriali.
 
Durante il percorso universitario, della durata di tre anni, noi Assistenti Sanitari impariamo a “maneggiare” lo strumento proprio della professione, l’inchiesta epidemiologica. Impariamo non solo a porre genericamente domande, ma a porre quelle giuste, nei tempi e nei modi adeguati. E impariamo ad ascoltare le risposte degli utenti, poiché consapevoli di quanto dalle loro risposte emergano i bisogni , a volte espressi ed altre per niente, che devono essere colti e ai quali, tutti insieme, i professionisti della salute devono dare riscontro.
 
Si parla tanto di “contact tracing”, bene, è proprio grazie ad un’inchiesta epidemiologica opportunamente condotta che si rileva la fonte del contagio, si individuano i contatti stretti ed occasionali, si instaura la sorveglianza sanitaria, si predispongono le dovute misure preventive e di screening e si promuovono le corrette norme igieniche in un’ottica di educazione alla salute. Se non sbaglio ho appena descritto una delle migliori armi di cui già disponiamo per contrastare Covid 19. Dobbiamo renderla più potente, ben venga la tecnologia, ad esempio lo sviluppo di applicazioni che, senza ombra di dubbio, costituiscono a loro volta uno strumento, un supporto ma di certo non la soluzione.
 
Un’applicazione, così come tutti gli strumenti, può essere gestita dai professionisti “smart del contact tracing”: proprio gli Assistenti Sanitari. Non è abbastanza pensare che possa essere sufficiente un’app oppure personale volenteroso “disposto a porre domande e a raccogliere dati”, non basta se il progetto effettivo è di ripensare all’Igiene Pubblica, è questa l'occasione, se ci troviamo d'accordo rispetto al fatto che le attuali strategie, organizzazioni e risorse non hanno funzionato come avrebbero dovuto nella lotta a Covid 19.
 
Si sente parlare di sfida epocale, ma ritengo di definirla tale solo se tutti abbiamo il coraggio di pensare alle persone giuste al momento giusto. Coloro che decidono devono conoscere le risorse di cui dispongono, noi Assistenti Sanitari abbiamo, credo, il dovere professionale di farci conoscere e riconoscere. Siamo presenti in questa fase, con le inchieste, la sorveglianza, l’esecuzione dei tamponi e ci saremo se e quando in futuro arriverà il vaccino per Sars Cov-2.
 
È importante pensare, fin da ora, che sarà necessario un numero notevole di Assistenti Sanitari per continuare a fare ciò che stiamo già facendo e per rispondere alle esigenze di copertura vaccinale adeguata, pertanto gli ambulatori vaccinali dovranno poter contare su forze, tante, giovani, motivate e formate presso i Corsi di Laurea in Assistenza Sanitaria di tutta Italia, incrementando i numeri dei corsi già attivi e promuovendo l’attivazione degli stessi in quelle regioni che non ne sono ancora provviste, come il Piemonte. Ci siamo, ora, nel presente. Ci mettiamo a disposizione per il futuro. Ma siamo pronti e preparati noi Assistenti Sanitari. Sempre.

Rosita Cranco
Assistente Sanitaria Presidente Commissione Albo Assistenti Sanitari Ordine TSRM PSTRP Novara VCO
 


 

23 aprile 2020
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