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13 GIUGNO 2021
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Covid. L’impegno dei Mmg in Veneto

di Maurizio Cancian

06 LUG - Gentile Direttore,
numerosi sono stati gli apprezzamenti per l’impegno dei medici di famiglia in Veneto durante la pandemia: l’accesso regolato agli ambulatori, che ha evitato diventassero focolai di contagio, il costante e quotidiano contatto soprattutto telefonico con i propri assistiti per evitare l’assalto ai Dipartimenti di emergenza e agli ospedali, l’assistenza continua ai famigliari, le informazioni continue sulle misure di prevenzione da adottare, l’identificazione immediata  e le tempestive raccomandazioni sull’isolamento fiduciario dei casi sospetti, sono le attività più importanti messe in campo dai medici di famiglia del Veneto, rivelatesi efficaci grazie al  rapporto di fiducia radicato da sempre con i propri assistiti.

Da 1 mese è ripresa in pieno l’attività verso tutti gli assistiti, per recuperare quanto non è stato possibile fare nei mesi della pandemia, mantenendo per prudenza gli accessi regolati, la sanificazione, le distanze. Tutto ciò richiede lavoro di organizzazione, allungamento dei tempi, mantenimento dei contatti telefonici, utilizzo del fascicolo sanitario e della posta elettronica, delle audio e video consultazioni, insomma moltissimo lavoro e giornate che non finiscono mai.


Oltre a tutto ciò, la S.I.M.G. Società scientifica della Medicina Generale Italiana ha messo a punto COVID Alert, un sistema di rilevazione nazionale dei nuovi casi sospetti che si basa sulle segnalazioni quotidiane dei medici di famiglia sentinella. Sono oltre 1500  i Medici di Famiglia che in Veneto utilizzano un gestionale informatico che ogni giorno segnala dati anonimi relativi alla propria attività clinica quotidiana, tra questi anche i casi sospetti di COVID 19. La segnalazione dei casi sospetti precede di circa una settimana l’informazione che proviene dai tamponi e anche durante il picco della epidemia regionale ha dimostrato di poter anticipare le diagnosi di laboratorio. Avere questo segnale di allarme precoce che si integra con i sistemi di monitoraggio capillare messi in atto dalla Regione aggiunge ulteriori margini di sicurezza nella malaugurata ipotesi che il contagio dovesse riprendere, come i focolai di questi giorni lasciano presagire.

Inoltre è in fase avanzata una importante ricerca, denominata COVID MMG e promossa da S.I.M.G. nel Veneto, con il supporto organizzativo della S.Ve.M.G. Scuola Veneta di Medicina Generale. La ricerca ha ricevuto l’approvazione del Comitato Tecnico Scientifico Regionale, vi partecipano a titolo volontario oltre 150 ricercatori Medici di famiglia che assistono un campione di oltre 160.000 cittadini residenti. I medici nei mesi scorsi hanno raccolto con estrema precisione i sintomi di esordio dei casi sospetti di coronavirus e sottoposti a tampone, grazie alla circolare regionale che ha reso disponibile anche per i Medici di famiglia la possibilità di prescrivere la ricerca del coronavirus.

L’obiettivo di COVID MMG Veneto è descrivere come questa malattia si presenta nelle prime fasi a noi Medici di Famiglia che siamo la vera prima linea. Nei mesi scorsi le prime indicazioni individuavano come casi sospetti coloro che presentavano tosse, febbre e difficoltà di respiro, questo quadro clinico in realtà riguarda i pazienti più gravi che arrivavano in Pronto Soccorso, ma noi vogliamo capire se esiste un insieme di sintomi che ci debbano subito indurre il sospetto, aspettando giorni si rischia che nel frattempo il contagio sia ripartito e potremo non essere in grado di governarlo. Stiamo valutando i dati relativi a circa 2.000 casi individuati e sottoposti a tampone dei quali stiamo studiando sia i sintomi di esordio che le malattie croniche associate e il loro grado di fragilità. Speriamo che l’epidemia si esaurisca, ci auguriamo che un vaccino efficace e sicuro sia disponibile presto, ma intanto vogliamo essere pronti qualora in autunno vi fosse una ripresa del contagio, che associata alle altre infezioni virali stagionali potrebbe creare una situazione ingovernabile.

Maurizio Cancian
Medico di Medicina Generale
Coordinatore S.I.M.G. del Veneto


06 luglio 2020
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