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Nel Sis 118 ha semplicemente prevalso la tesi della maggioranza

di Gino Bonanni

14 LUG - Gentile Direttore,
in merito alla lettera del dr. Andrea Andreucci, Vice Presidente SIIET va ribadito che la SIS118 non esprime il parere di un singolo professionista, ma quello di tutti i professionisti ed operatori che sono al suo interno, quotidianamente impegnati in trincea, a tutti i livelli di competenza e di responsabilità.
 
Andreucci rinnova le critiche alla rappresentatività della SIS118 per una “spaccatura” al suo interno. Non sfugge a nessuno che ciò che è avvenuto nell’ambito della SIS118, culminato nel congresso di Catania, è invece segno di maturità e di crescita ed è stato frutto di un dibattito interno perdurante da tempo su opposte concezioni.
 
Ha prevalso la tesi sostenuta dalla maggioranza degli iscritti. Se alcuni della minoranza non hanno accettato le risultanze del dibattito ed hanno ritenuto di percorrere altre strade, non può essere un problema della SIS118 e, ancor più, non deve essere un problema di Andreucci, che non è neanche un suo iscritto.
 
Il famoso “strappo di Catania” del 2019 ha rappresentato il momento finale della contrapposizione, oramai insanabile, fra una parte, per lo più del nord Italia, schierata sulla validità dell’attuale modello di 112, priva di dubbi, ed un’altra, per lo più del centro-sud d’Italia, fra il dubbioso ed il contrario netto, per le ragioni che man mano si stanno esplicando e che diventeranno sempre più chiare alla comunità.
 
Strabiliante è la considerazione di Andreucci sul 112: “…un accesso diretto al 118 da parte dell’utenza porterebbe, oltre che ad un evidentissimo spreco di risorse a causa, ad esempio ma non solo, di una inutile ridondanza di tecnologia, al fallimento del sistema 112…”.
 
Che significa? Sono forse falliti i 112 delle altre nazioni in cui è rimasto disponibile l’accesso diretto dei cittadini al numero dell’emergenza sanitaria? Perché dovrebbe fallire in Italia, quando entrambi, 112 e 118, si gioverebbero della complementarietà e della reciproca collaborazione e si eviterebbe il notevole spreco di risorse economiche legate alla istituzione di mastodontiche CUR (è questa la ridondanza!)? Come si può confondere ed accomunare il 112 laico con il 118 sanitario?
 
Cosa c’è sotto? Non è forse il contrario, cioè che questa mezza verità sottende gli obiettivi reconditi di un 112, così come si vorrebbe imporlo in Italia, che mira invece proprio a gestire il 118, anche a costo di allungare i tempi degli interventi e renderli più complessi? Perché Andreucci sponsorizza un siffatto 112 a danno del 118, mentre si professa difensore degli infermieri dell’emergenza territoriale?
 
Si rigettano poi  le provocazioni sulla minore qualità sanitaria del Centro-Sud rispetto al Nord.
Il merito del Centro-Sud (altro che “fortuna”), è stato quello di avere propri modelli assistenziali capaci di strategie e risposte integrate di elevato livello sanitario prestazionale.
 
Vuote di contenuti, ed ingiuriose, le affermazioni circa il modello dipartimentale, la cui modernità, efficacia ed economicità motiveremo in altra sede facendo confronti rispetto ad altre faraoniche costosissime realtà.
 
Chiariamo, ancora una volta, che gli infermieri della SIS118, operativi in trincea, vogliono fare gli Infermieri con la “I” maiuscola e non essere impiegati come medici dilettanti per il piacere di qualcuno. L’incitazione a compiere atti illeciti, non consentiti, non pertinenti, esporrebbe a conseguenze personali ledendo i diritti del cittadino/paziente.
 
Se l’obiettivo è quello di consentire a pochissimi “eletti” di fare carriera e raggiungere posti di potere al costo del sacrificio e dei rischi personali della maggior parte degli appartenenti alla categoria, noi ci opporremo.
 
Anche per il gruppo postosi in coalizione contro la SIS 118, rassicuriamo: non vi è alcun problema al confronto, a prescindere dalla effettiva rappresentatività dei singoli componenti e della loro attinenza con l’attività di emergenza extraospedaliera.
 
In ultimo, Andreucci si chiede a chi si sia affidata la Senatrice Castellone. Rispondiamo subito: si è affidata a quanti negli ultimi 25 anni hanno fornito, con ampia evidenza di riscontro documentale, i contributi fondativi e di maggiore spessore culturale proprio nel settore specifico della Medicina di Emergenza Territoriale 118.
 
Ringraziamo la Senatrice Castellone e i Parlamentari tutti, determinanti per il futuro dell’emergenza sanitaria extraospedaliera, al momento troppo esposto ad ingerenze ed opportunismi esterni.
 
Gino Bonanni
Infermiere - Gruppo Formazione SIS118

14 luglio 2020
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