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Se gli specializzandi sono usati solo per coprire pecche ed errori

di Dipartimento Medico

11 DIC - Gentile direttore,
è incredibile e sbalorditivo come alcune menti, se così le si può definire, possano generare dei decreti che non solo sviliscono una professione, ma addirittura la danneggiano. L’ultima trovata sarebbe quella di far lavorare gli specializzandi a titolo gratuito per eseguire vaccinazioni di massa, non come attività extraformativa, ma come attività formativa. Come categoria non ci siamo MAI tirati indietro, nonostante gli orari disumani, l’allontanamento forzato dai nostri cari, i contagi per essere sempre in prima linea per il nostro Paese. Abbiamo abbondantemente dimostrato che per noi il denaro viene dopo la passione per il nostro lavoro. Questo, però, sta facendo credere a qualcuno che allora siamo carne da macello, utile solo a coprire le pecche di errori ventennali.
 
Come se non bastasse, per paura di una ribellione delle categorie del nostro SSN allo stremo delle forze, abbiamo tollerato i tentativi pessimi di una parte della politica di metterci gli uni contro gli altri, al fine di poter applicare la più antica delle strategie politiche: dividi et impera. Così i medici neolaureati vengono messi contro quelli già in specializzazione, quelli della medicina generale contro gli ospedalieri, gli infermieri contro gli Oss e così via. Ora sembra che la follia degli ultimi mesi raggiunga il suo apice.
 
Il motivo è semplice, se i colleghi specializzandi facessero un qualcosa di formativo, questo non dovrebbe essere retribuito con alcun centesimo in più di quanto preveda il proprio contratto, se invece lo Stato ammettesse la realtà dei fatti ovvero che si sta facendo qualcosa che con la formazione post-laurea non c’entra nulla, dovrebbe prevedere un compenso superiore alla borsa di studio prevista. Sorvolando su ciò che diciamo da anni, ovvero che i medici in formazione post-laurea non sono più studenti perché medici abilitati e quindi professionisti, quindi lavoratori non solo quando fa comodo al sistema, una cosa come associazione la vogliamo dire forte e chiara: non siamo eroi, perché come dimostrato facciamo molto volentieri solo il nostro dovere, ma non siamo neanche orchidometri al servizio della misurazione della politica più populista e ridicola degli ultimi anni.
 
Non solo per anni è stato umiliato, tagliato e depauperato ogni servizio alla formazione professionale vera del futuro del nostro SSN, creando file per pazienti e generando anche morti per diagnosi tardive, ma ora, dopo le ipocrite pacche sulle spalle della prima ondata Covid-19 della scorsa primavera, si mina in continuazione l’operato di medici di medicina generale, infermieri, migliaia di aspiranti specializzandi in attesa di poter dare il proprio contributo, OSS, specializzandi già in corsia che senza battere ciglio coprono i buchi annunciati e creati nel passato dalla politica, insieme per di più a tutti i colleghi anche più anziani che rinunciano al loro giusto e dovuto riposo pensionistico per rispettare un giuramento e una  scelta di vita, perché questo è per noi essere veri operatori della Sanità pubblica, non eroi, non casta come qualche furbacchione continua falsamente a dire nascondendo le buste paga e le borse di studio ferme a 15 anni fa e con cui, di certo, non si fa i nababbi come invece possono permettersi alcuni di voi decennali parlamentari.
 
L’avviso che vogliamo dare è molto chiaro: o si inverte immediatamente la rotta oppure manderemo tutti i pazienti a dare calorosi abbracci ai politici a Piazza Montecitorio e Palazzo Madama, perché ci mobiliteremo per organizzare un blocco nazionale di categoria e staremo a vedere se alcune menti ben pensanti, inizieranno a piantarla di tirare una corda fin troppo fragile.
 
La maggioranza dei sindacati e associazioni di categoria è con noi. Il credito di fiducia lo avete avuto anche per troppi anni. Il tempo è scaduto.
 
Dipartimento Medico*
*Dipartimento Medico è una Associazione no profit nata nel 2012 per la formazione continua per le professioni mediche

11 dicembre 2020
© Riproduzione riservata

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