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Covid. Priorità vaccinale per pazienti con cirrosi epatica. Qualcosa non funziona

09 MAR - Gentile direttore,
desidero segnalare un problema che riguarda la vaccinazione dei pazienti con diagnosi di cirrosi epatica. Questi pazienti, secondo il piano vaccinale attualmente in vigore, dovrebbero essere vaccinati subito dopo gli operatori sanitari insieme ad altre categorie di pazienti definite “ad alto rischio”. D’altra parte la mortalità nel paziente cirrotico con infezione Covid può incrementare sino al 50%.
 
Da un punto di vista etico e scientifico, indicare la vaccinazione prioritaria per questi pazienti ha un senso logico ed encomiabile.
 
Nella realtà pratica stiamo assistendo ad una strana anomalia burocratica in grado di compromettere le buone intenzioni.
In particolare citiamo la possibilità di prenotare online la vaccinazione tramite esenzione per patologia (es. Lazio, Molise).
Questo ha un senso logico, ma non si tiene conto dell’universo variegato delle esenzioni per la stessa patologia, che possono essere numerose e inaspettate.
 
Abbiamo appena terminato un sondaggio online sui pazienti affetti da cirrosi epatica, il cui obiettivo era quello di capire di quale esenzione dispongono.
Avevamo già alcuni dati disponibili, ma abbiamo voluto approfondire. Il sondaggio ha coinvolto 518 partecipanti con diagnosi di cirrosi epatica e questi sono i risultati:
 
Il 52,3% dei partecipanti ha confermato di avere una esenzione per patologia di cirrosi epatica, la 008. Il 39,6%, invece, afferma di avere una esenzione diversa (invalidità civile, reddito, etc) e, nello specifico parliamo delle esenzioni C03, C01, E01 C02, E02, E02, N01, ed altre. L’8,1% dichiara di non avere alcuna esenzione per patologia.
 
Esenzioni possedute da pazienti per diagnosi di cirrosi epatica. Sondaggio EpaC Onlus, Feb. 2021

 
Noi sappiamo molto bene che i sondaggi online presentano sempre dei bias statisticamente e scientificamente rilevanti. Tuttavia, li possiamo inquadrare all’interno di un +/- 10% rispetto alla realtà dei fatti. Riteniamo non rappresenti un deficit poi così rilevante, soprattutto se prendiamo in considerazione l’argomento trattato.
 
In altre parole, la prenotazione online della vaccinazione Covid attraverso le esenzioni per patologia può escludere una percentuale di aventi diritto molto significativa, tale per cui va pensata una impostazione diversa da quella attuale.
 
In effetti la Regione Lazio ha già previsto altri 2 canali di prenotazione vaccinale: attraverso le strutture ospedaliere che hanno in carico i pazienti o con l’aiuto del medico di famiglia. Questa soluzione consente di ridurre notevolmente la possibilità di escludere gli aventi diritto che vorrebbero prenotare online ma detengono una esenzione per patologia diversa da quella ufficiale.
 
Pertanto, un accorgimento utile, potrebbe essere quello di indicare sul portale delle prenotazioni online che i possessori di esenzioni diverse devono utilizzare i canali alternativi messi a disposizione.
 
La sensazione – pur senza evidenze da riportare – è che tale scenario sia riproducibile anche su altre patologie croniche attenzionate e oggetto di priorità.
 
In sintesi, questa vuole essere una critica costruttiva al fine di migliorare l’accesso alla vaccinazione per le persone ad alto rischio, così come indicate dal piano vaccinale.
 
Ivan Gardini
Presidente Associazione EpaC onlus

09 marzo 2021
© Riproduzione riservata


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