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Coronavirus. Smi: “Bene investimenti epr la sanità. Ma serve anche commissariamento per regioni inadempienti”


"Chiediamo di fronteggiare questa fase anche con un aumento del monte ore per la specialistica ambulatoriale e per i medici dei servizi negli ambiti distrettuali". Così lo Smi facendo riferimento al decreto legge approvato venerdì scorso dal Governo con le misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale.

09 MAR - "Bene le nuove misure e i nuovi investimenti annunciati che dovranno essere integrati, se non bastassero, a costo di innalzare ulteriormente il deficit con l’Europa", così in una nota stampa della Segretaria Nazionale del Sindacato Medici Italiani commenta il decreto legge approvato venerdì scorso che introduce misure straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale dal Governo e di cui è attesa la prossima pubblicazione.
 
"Siamo d’accordo che il decreto preveda prestazioni dai privati per far fronte all’emergenza sanitaria, ma bisogna stare molto attenti a verificare il tipo di prestazioni, la qualità di esse e pretendere che il personale delle strutture private venga assunta secondo contratti vigenti".
 
"Positivo, il nostro giudizio, sugli incentivi per i medici dipendenti, ma questa situazione mette in evidenza, anche, le criticità dello status giuridico del medico convenzionato con il Ssn (toccherebbe probabilmente ripensarlo). Il medico convenzionato con il Ssn è di fatto un libero professionista e in questo caso si sente poco tutelato, tanto che risulta essere escluso dalle misure di sostegno previste dal governo per i lavoratori autonomi", continua la nota dello Smi.
 
"Questa emergenza epidemiologica può essere l’occasione del varo di misure strutturali come l’istituzione della scuola di specializzazione nazionale di medicina generale, superando la frammentazione della formazione regionale e avviando così alla professione decine migliaia di nuovi medici di medicina generale".
 
"Chiediamo di fronteggiare questa fase anche con un aumento del monte ore per la specialistica ambulatoriale e per i medici dei servizi negli ambiti distrettuali e pensiamo che sarebbe giusto prevedere il commissariamento delle regioni, in base all’articolo 120 della Costituzione, che non siano capaci di applicare le misure governative. Questa crisi deve servire ad un ripensamento del federalismo in sanità, alle politiche di tagli che tanto male hanno fatto al Servizio Sanitario Nazionale ed essere l’occasione per aprire un grande stagione di assunzioni per i medici e i sanitari in tutto il Paese. Questi investimenti diventino strutturali per il rilancio della sanità nel nostro paese e non siano solo legati a questa urgente necessità", conclude la nota del Sindacato Medici Italiani.

09 marzo 2020
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