Asma. Se manca la vitamina D, utili gli integratori

Asma. Se manca la vitamina D, utili gli integratori

Asma. Se manca la vitamina D, utili gli integratori
La carenza di vitamina D può rappresentare un ulteriore problema per chi soffre di asma. Uno studio condotto in Spagna ha fatto luce su questo aspetto, giungendo alla conclusione che l’integrazione di vitamina D po' aiutare il paziente nella gestione della patologia. “L’assunzione dell’integratore potrebbe determinare una riduzione dell’infiammazione e una miglior risposta al trattamento farmacologico”, dice Ruben Andujar-Espinosa, principale autore dello studio

(Reuters Health) – Gli adulti asmatici che presentano anche una carenza di vitamina D potrebbero ottenere un miglior controllo dell’asma assumendo integratori di calcifediolo. È quanto emerge da uno studio pubblicato da Thorax e condotto in Spagna.

112 adulti asmatici e con livelli di 25-idrossivitamina-D3 al di sotto di 30 ng/ml sono stati randomizzati a ricevere integratori per via orale con 16.000 UI di calcifediolo a settimana o un placebo, in aggiunta al trattamento abituale per l’asma. L’endpoint primario dello studio era il punteggio al test di controllo dell’asma (ACT), che oscillava da 5 punti per uno scarso controllo a 25 punti per un controllo eccellente.

Al basale i punteggi medi all’ACT si attestavano a 17,71 nel gruppo dell’intervento e a 19,02 in quello di controllo. Dopo sei mesi, i punteggi medi erano di 20,49 nel gruppo dell’intervento e 18,23 in quello di controllo, una differenza clinica statisticamente significativa di 3,66 punti.

“Il messaggio per i medici è che i pazienti dovrebbero ricevere misurazioni della vitamina D nel siero e, in caso di carenza, dovrebbe essere somministrato un integratore”, dice l’autore principale dello studio, Ruben Andujar-Espinosa del reparto di pneumologia presso il Virgen de la Arrixaca University Clinical Hospital di Murcia.”L’assunzione dell’integratore potrebbe determinare una riduzione dell’infiammazione e una miglior risposta al trattamento farmacologico”.

L’età media dei partecipanti era di 55 anni. 87 (pari al 78% del campione) erano donne. I livelli di 25-idrossivitamina-D nel siero al basale erano pari a 16,71 ng/ml nel gruppo trattato e 17,48 ng/ml in quello di controllo.

Un endpoint secondario era la percentuale di partecipanti che raggiungevano livelli di 25-idrossivitamina-D nel siero al di sopra di 30 ng/ml. A sei mesi, tutti i soggetti tranne sette nel gruppo dell’intervento (13%) hanno soddisfatto questo endpoint, mentre nel gruppo di controllo lo hanno raggiunto solo in due (4%).

Non si è verificato alcun evento avverso grave e non vi sono stati casi di ipercalcemia, colica renale o decesso. Gli effetti collaterali più comuni sono stati problemi gastrointestinali, manifestati da due persone a cui è stato somministrato placebo e da tre partecipanti che hanno ricevuto integratori di vitamina D.

Fonte: Thorax

Lisa Rapaport

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

24 Novembre 2020

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