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Tumore colon-retto metastatico. Via libera della Commissione Ue per nivolumab più ipilimumab


L’approvazione si basa sui risultati dello studio clinico di Fase 2 CheckMate -142 che mostra come circa due terzi dei pazienti abbiano risposto alla associazione di nivolumab e ipilimumab con risposte durature. Nivolumab più ipilimumab è il primo regime di duplice immunoterapia approvato nell’Unione Europea per il tumore del colon-retto. 

03 LUG - Bristol Myers Squibb annuncia che la Commissione Europea (EC) ha approvato nivolumab più ipilimumab per il trattamento di pazienti adulti con tumore del colon-retto metastatico (mCRC) con deficit di riparazione del mismatch (dMMR) o elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) dopo una precedente chemioterapia di combinazione a base di fluoropirimidine.
 
La decisione della Commissione Europea si basa sui risultati dello studio di Fase 2 CheckMate -142 nel quale l’associazione di nivolumab più ipilimumab ha dimostrato un miglioramento clinicamente significativo del tasso di risposta obiettiva (ORR) nei pazienti con tumore del colon-retto metastatico (mCRC) con deficit di riparazione del mismatch (dMMR) o elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) che avevano ricevuto un precedente trattamento con fluoropiridine, oxaliplatino e irinotecan. Il profilo di sicurezza di nivolumab più ipilimumab era coerente con gli studi precedenti sulla associazione in altri tipi di tumori.
 
“Il tumore del colon-retto metastatico è una malattia aggressiva a prognosi sfavorevole, che evidenzia la necessità di ulteriori opzioni terapeutiche per i pazienti oltre alla chemioterapia standard,” afferma Ian M. Waxman, M.D., development lead, gastrointestinal cancers, Bristol Myers Squibb. “Con questa approvazione i pazienti europei con tumore del colon-retto metastatico con deficit di riparazione del mismatch o elevata instabilità dei microsatelliti avranno ora a disposizione il primo trattamento basato su una duplice immunoterapia, e siamo impazienti di lavorare con le parti interessate per portare avanti questa combinazione.”
 
L’associazione di nivolumab e ipilimumab è la prima opzione di trattamento basata su una duplice immunoterapia approvata nell’Unione Europea (EU) per i tumori gastrointestinali. Questa associazione è approvata nell’Unione Europea anche per il tumore del polmone non a piccole cellule e per il carcinoma a cellule renali. L’autorizzazione permette di utilizzare nivolumab più ipilimumab in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, così come in Norvegia, Islanda e Liechtenstein.
 
A luglio 2018 nivolumab più ipilimumab ha ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration (FDA) americana per il trattamento dei pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 12 anni con tumore del colon-retto metastatico (mCRC) con deficit di riparazione del mismatch (dMMR) o elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) in progressione a seguito di terapia con fluoropirimidine, oxaliplatino e irinotecan. A settembre 2020 nivolumab più ipilimumab è stato inoltre approvato dal Ministry of Health, Labour and Welfare (MHLW) giapponese per il trattamento del tumore del colon-retto non resecabile avanzato o ricorrente con elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) in progressione dopo chemioterapia.
 
Lo studio CheckMate -142 – Risultati di efficacia e sicurezza
I risultati dello studio CheckMate -142 con un follow-up minimo di 46,9 mesi comprendono:
- ORR (tasso di risposta obiettiva): nello studio, il 64,7% (Intervallo di Confidenza 95%: 55,4 – 73,2) dei pazienti ha risposto al trattamento con nivolumab più ipilimumab, con il 12,6% di risposte complete.
- DOR (durata della risposta): la durata mediana della risposta non è stata raggiunta nel braccio nivolumab più ipilimumab (1,4 – 58,0+ mesi).
- Sicurezza: le reazioni avverse più frequenti, verificatesi nel 10% o più dei pazienti trattati con nivolumab più ipilimumab, erano stanchezza (58%), diarrea (41%), dolore muscoloscheletrico (39%), eruzione cutanea (38%), prurito (35%), nausea (30%), tosse (29%), piressia (29%), dolore addominale (22%), artralgia (22%), diminuzione dell’appetito (22%), infezione delle vie respiratorie superiori (21%), vomito (21%), cefalea (19%), dispnea (19%), ipotiroidismo (18%), stipsi (18%), edema (compreso edema periferico) (16%), capogiro (14%), ipertiroidismo (12%), secchezza cutanea (11%), ipertensione (10%). La maggior parte delle reazioni avverse erano da lievi a moderate (Grado 1 o 2).
 
Lo studio CheckMate -142
Lo studio CheckMate -142 includeva una coorte multicentrica, non randomizzata, in aperto per l’analisi di nivolumab più ipilimumab nei pazienti con tumore del colon-retto metastatico (mCRC) con deficit di riparazione del mismatch (dMMR) o elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) con progressione di malattia durante o dopo precedente trattamento chemioterapico con fluoropirimidine, oxaliplatino o irinotecan.
 
In questa coorte di associazione, i pazienti hanno ricevuto nivolumab 3 mg/kg con ipilimumab 1 mg/kg ogni tre settimane per quattro dosi, seguiti da nivolumab come agente singolo 3 mg/kg ogni due settimane fino a progressione di malattia, morte o tossicità inaccettabile. Le misure di efficacia comprendevano il tasso di risposta obiettiva (ORR) valutato da una revisione centrale indipendente in cieco utilizzando i Criteri di Valutazione della Risposta nei Tumori Solidi (RECIST v1.1), e la durata della risposta (DOR).
 
Il tumore del colon-retto con deficit di riparazione del mismatch (dMMR) o elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H)
Il tumore del colon-retto (CRC) è un cancro che si sviluppa nel colon o nel retto, che fanno parte dell’apparato digestivo o gastrointestinale. A livello globale, il tumore del colon-retto è il terzo tumore più comunemente diagnosticato nel mondo. Nel 2020 sono stati stimati circa 1.931.000 nuovi casi della malattia, che risulterà la seconda causa principale di morte per cancro tra uomini e donne calcolati nell’insieme.
 
Il deficit di riparazione del mismatch (dMMR) si verifica quando le proteine che riparano gli errori di mismatch nella replicazione del DNA sono carenti o non funzionanti, causando tumori ad elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H). Circa il 5% dei pazienti con tumore del colon-retto metastatico presenta le forme dMMR o MSI-H. I pazienti con questi biomarcatori hanno meno probabilità di trarre beneficio dalla chemioterapia tradizionale e normalmente hanno una prognosi sfavorevole. 

03 luglio 2021
© Riproduzione riservata

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