Commissione d’inchiesta Covid, tra orgoglio (no vax?) e pregiudizio

Commissione d’inchiesta Covid, tra orgoglio (no vax?) e pregiudizio

Commissione d’inchiesta Covid, tra orgoglio (no vax?) e pregiudizio
Tra i compiti della nuova commissione d'inchiesta ci sarà anche quello di “verificare” gli atti di rolling review sui vaccini anti Covid e le decisioni di Commissione europea e Ema sulla loro autorizzazione. Alla luce delle continue esternazioni di scetticismo sulla loro sicurezza ed efficacia da parte di esponenti della maggioranza c'è da chiedersi con quale spirito verranno portate avanti queste verifiche tecniche. E di certo non stupisce troppo il flop della campagna vaccinale.

La Commissione d’inchiesta sull’operato del Governo nella gestione dell’emergenza Covid, sulla base di quanto previsto dalla proposta di legge approvata in via definitiva ieri dalla Camera, avrà anche il compito di “verificare gli atti del processo di revisione continua (rolling review) sui vaccini anti Sars-CoV-2 e le decisioni in merito della Commissione europea e dell’Agenzia europea per i medicinali precedentemente all’autorizzazione all’uso del vaccino anti Sars-CoV-2”.

Un passaggio, questo, che lascia quantomeno interdetti alla luce delle continue prese di posizione da parte di diversi componenti della maggioranza che sembrano ricalcare i peggiori luoghi comuni no vax. Ultimo esempio in ordine di tempo l’ha offerto ieri in aula la relatrice del provvedimento, Alice Buonguerrieri (FdI). Nel suo intervento, tuonando contro le opposizioni, Buonguerrieri spiegava come questa commissione sia stata chiesta “da tutti quegli italiani che ancora oggi soffrono per le reazioni avverse (da vaccino ndr), che chiedono aiuto e che si sentono rispondere che le reazioni avverse non esistono”. E ancora: “Magari ci spiegheranno quanti soldi sono stati spesi per i vaccini”. Perché, per la relatrice di FdI, questa commissione “si basa sul dolore, sulla sofferenza” patito dalle persone. Non poteva infine mancare un passaggio sulle cure domiciliari negate: “Perché è stato imposto il protocollo della tachipirina e vigile attesa, precludendo soluzioni alternative come le cure domiciliari”, ha concluso Buonguerrieri.

Insomma, il consueto copione di luoghi comuni utilizzati dai no vax in questi anni: dalla pericolosità dei vaccini, con le reazioni avverse negate nonostante tutti i rapporti di vaccinovigilanza pubblicati; alla polemica sulle cure alternative negate che volutamente ignora la sentenza del Consiglio di Stato di febbraio 2022 che aveva dato ragione al Ministero della Salute. Le indicazioni terapeutiche pubblicate, spiegava infatti la sentenza, “non contengono prescrizioni vincolanti per i medici e non hanno un effetto precettivo cogente”.

Sempre restando nell’attualità, come dimenticare le reazioni di una fetta della maggioranza alla pubblicazione della bozza del nuovo piano pandemico inviato dal ministero della Salute alle Regioni. Il sottosegretario alle Infrastrutture, Galeazzo Bignami (FdI), in un’intervista a La Verità spiegava che il richiamo ai vaccini presente in quel documento, definiti come “misura preventiva più efficace”, sarebbe da intendersi come valida solo nel caso di “vaccini debitamente testati, approvati dalle autorità competenti e di comprovata sicurezza: non per dei farmaci sperimentali”. Quasi a sottolineare che le autorità regolatore – quantomeno dell’interno continente europeo – potrebbero aver approvato i vaccini contro il Covid pur non avendoli adeguatamente testati. Un’affermazione se non grave perlomeno controversa.

Come non ricordare poi l’intervento dell’attuale sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, su Rai Due nel novembre del 2022: “Io registro che per larga parte della pandemia l’Italia è stata prima per mortalità e terza per letalità quindi questi grandi risultati non li vedo”. E quando il vice direttore del Corriere della Sera Aldo Cazzullo gli fa notare che senza i vaccini sarebbe stato peggio: “Questo lo dice lei, non abbiamo l’onere della prova inversa ma io non cado nella trappola di schierarmi a favore o contro i vaccini”. Un’affermazione talmente sopra le righe da costringere il sottosegretario ad una precisazione a stretto giro: “Ho sempre sostenuto la validità dei vaccini e la capacità che hanno di proteggere soprattutto i più fragili. Siamo passati dall’emergenza alla convivenza con il virus anche grazie ai vaccini, adesso è tempo di guardare avanti”.

Alla luce di tutto ciò sorge più di qualche dubbio sullo spirito con il quale la maggioranza porterà avanti queste “verifiche” tecniche sui meccanismi di autorizzazione per i vaccini Covid. E possiamo aggiungere che in fondo non stupisce poi troppo il flop dell’attuale campagna vaccinale. Di certo è complicato convincere le persone a sottoporsi a vaccinazione se i rappresentanti delle istituzioni continuano pubblicamente a palesare, ogni volta che se ne presenta l’occasione, infondati dubbi e perplessità sull’autorizzazione e l’efficacia di questi vaccini, per tacere dei timori sulla loro potenziale pericolosità.

Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

15 Febbraio 2024

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