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Appropriatezza e innovazione sostenibile. La sfida per la sanità in un convegno Agenas


Nel corso dei lavori è stata presentata una ricerca, finanziata dal Ministero della Salute e coordinata da Agenas, che ha l’obiettivo di garantire l’accesso alle innovazioni tecnologiche, dismettendo nello stesso tempo quelle obsolete. Il tutto attraverso un’attenta pianificazione che tenga conto della disponibilità delle risorse, dei bisogni della popolazione, delle innovazioni del Sistema sanitario e delle pratiche cliniche e organizzative locali.

29 SET - Armonizzare e coordinare le linee progettuali delle Regioni partecipanti (Lombardia, Puglia, Umbria, Abruzzo, Sicilia, Piemonte, Lazio, Emilia Romagna, Veneto) che hanno individuato specifici ambiti di ricerca: la diagnostica per immagini, le pratiche cliniche oncologiche, il programma di prevenzione del tumore della cervice uterina, maggiormente rispondenti alle loro esigenze di politica programmatoria. Questo l’obiettivo di una ricerca, finanziata dal Ministero della Salute e coordinata da Agenas, che ha l’obiettivo di garantire l’accesso alle innovazioni tecnologiche, dismettendo nello stesso tempo quelle obsolete, attraverso un’attenta pianificazione che tenga conto della disponibilità delle risorse, dei bisogni della popolazione, delle innovazioni del Sistema sanitario e delle pratiche cliniche e organizzative locali.

I risultati sono stati presentati oggi nel corso del convegno ‘Metodi per investimenti e disinvestimenti e pianificazione delle tecnologie sanitarie nelle regioni italiane’, (Methods for investments/disinvestments and distribution of health technologies in Italian regions” - MIDDIR) che si è tenuto oggi, presso la sede dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

“Il progetto risponde appieno all’attuale esigenza di appropriatezza del servizio sanitario, alla capacità del sistema sanitario di aprirsi ad un’innovazione “sostenibile” - ha affermato il Presidente di Agenas, Giuseppe Zuccatelli - che ha il coraggio di abbandonare tutto ciò che è inappropriato e inefficace per consentire qualità e sicurezza delle prestazioni erogate, riduzione delle inefficienze legate al malfunzionamento, abbattimento delle liste d’attesa e dei costi di gestione complessivi”.

“La ricerca evidenzia un nuovo approccio - ha dichiarato il Direttore Generale di Agenas, Francesco Bevere - che fornirà un prezioso supporto tecnico alle politiche programmatorie, affinché le scelte siano sempre guidate dalla qualità, dalla sicurezza, dall’efficienza, dall’efficacia. Il progetto dimostra, inoltre, che grazie al lavoro dei professionisti sanitari, attraverso il coinvolgimento e la condivisione dei risultati tra le Unità operative regionali, è possibile rinnovare l’intero sistema sanitario”.

Durante il convegno, il dirigente Agenas, Marina Cerbo, responsabile scientifico del progetto, nel presentare i risultati del progetto di ricerca “Methods for investments/disinvestments and distribution of health technologies in Italian regions” – MIDDIR” ha chiarito: “Le direttrici della ricerca sono state l’identificazione del fabbisogno per la programmazione degli interventi di investimento, l’analisi del livello di obsolescenza delle tecnologie, attraverso il coinvolgimento dei professionisti sanitari nelle scelte di dimissione, nonché il monitoraggio dell’impatto di tali scelte sull’organizzazione dei servizi sanitari.Mediante una serie di casi studio regionali – ha aggiunto - il progetto di ricerca ha indagato, introdotto e sperimentato nuove metodologie basate su prove scientifiche robuste e, dunque agevolmente trasferibili nei diversi contesti regionali”.

La metodologia che ha guidato la ricerca “è fortemente innovativa, ancora poco sperimentata nel nostro Paese e ormai validata da criteri scientifici internazionali, che supporta i decisori nella dismissione di tecnologie e modalità assistenziali obsolete, ossia che presentano un beneficio clinico scarso, incerto o nullo, nonché ad alto tasso di inappropriatezza – ha concluso - In un contesto storico di spending review è urgente approfondire, indagare e condividere con le Regioni metodi e strumenti affinché nuove tecnologie si possano sostituire e non semplicemente aggiungere a quelle obsolete, consentendo un utilizzo efficace delle risorse nel rinnovamento e nella rimodulazione dell’offerta sanitaria”.

29 settembre 2015
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