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Osmed 2010: nei consumi dei farmaci in Italia vincono ancora cuore e tumori


Presentata a Roma l’edizione 2010 del Rapporto Osmed sull’uso dei farmaci in Italia, consultabile sul sito del Iss. Poche le novità rispetto agli anni precedenti: la categoria di medicinali più utilizzata nel nostro Paese è ancora quella dei farmaci cardiovascolari. Mentre per quanto riguarda il consumo ospedaliero, il primato va agli antitumorali.
 

07 LUG - “Novità sostanziali poche”. Ad affermarlo è stato Roberto Raschetti coordinatore del Gruppo di lavoro Osmed che dal 2000 a oggi fornisce indicazioni preziose agli organismi regolatori nazionali e regionali. Che ha anche rilevato come anche in questa edizione del Rapporto, riferito alla spesa farmaceutica nazionale, ci sia una conferma della sostanziale stabilità del suo andamento in costante crescita. Ma anche una conferma di come questo andamento sia connotato, come è avvenuto negli ultimi dieci anni, da una forte variabilità regionale, che – ha ancora osservato Raschetti – meriterebbe analisi approfondite, sia per quanto riguarda la diffusione delle patologie sul territorio, sia per una verifica della reale equità nell’accesso ai medicinali nelle varie Regioni. A questo proposito Raschetti si è riferito alle profonde differenze esistenti nel sistema della compartecipazione dei cittadini alla spesa – i ticket – e alla necessità di un “processo di armonizzazione nazionale” delle normative regionali sui farmaci.
Ma veniamo ai numeri del Rapporto Osmed 2010, cominciando con quelli relativi al mercato farmaceutico totale (prescrizione territoriale ed erogazione di medicinali attraverso strutture pubbliche come Asl, aziende ospedaliere, Policlinici universitari ecc.) che lo scorso anno ha superato la soglia dei 26 miliardi di euro. Di questi il 75% è stato a carico del Ssn. E, in pratica, ha visto spendere in media per ciascun cittadino di 434 euro.
La spesa territoriale pubblica e privata è rimasta sostanzialmente stabile (la variazione è stata dello 0,1%) rispetto al 2009, mentre quella a carico del Ssn è cresciuta dello 0,4%. Restano invariate anche le differenze regionali rispetto al 2009: la spesa pubblica per farmaci della classe A più alta è stata infatti registrata in Calabria (268 euro procapite) contro quella della Provincia di Bolzano, risultata la più bassa con circa 153 euro pro capite (in questo capitolo non si è tenuto conto della spesa per la distribuzione diretta o “per conto” che in alcune Regioni ha dimensioni rilevanti).
La spesa privata per farmaci (di classe A acquistati privatamente, classe C e Otc) assomma a 6.068 milioni di euro. Ma anche qui la variabilità regionale è elevata: si va infatti dai 64 euro pro capite del Molise ai 123 euro della Liguria.
Guardando a quanti medicinali di classe A ( a carico del Ssn), il Rapporto Osmed rivela come il consumo sia aumentato del 2,7% rispetto al 2009: per ogni mille abitanti sono state prescritte 952 dosi di farmaco giornaliero (DDD); attraverso il sistema delle farmacie pubbliche e private sul territorio nel 2010 sono stati acquistati 1,8 miliardi di confezioni , cioè 30 confezioni per cittadino.
Un’ulteriore conferma delle rilevazioni Osmed degli ani precedenti viene anche dalle rilevazioni sui medicinali più “gettonati”. In assoluto sono ancora una volta quelli per il sistema cardiovascolare che con oltre 5 miliardi di euro (il 35,9% della spesa) si assicurano il primato (la spesa è coperta dal Ssn per circa il 93% suddiviso tra il 90,5% della spesa Ssn territoriale e il 2,6% di quella ospedaliera) ). Seguono poi i farmaci gastrointestinali (12,9% della spesa), quelli del Sistema nervoso centrale (12,7%), e gli antineoplastici. Questi farmaci costituiscono il 12,6% della spesa e detengono il primato per quanto riguarda la spesa farmaceutica ospedaliera. Vengono infatti erogati esclusivamente a carico del Ssn e prevalentemente attraverso le strutture pubbliche.
Il primato della spesa privata ce l’hanno i farmaci dermatologici (88%), seguiti da quelli del sistema genito-urinario ed ormoni sessuali (57%) e da quelli per l’apparato muscolo-scheletrico (52%).
Per quanto riguarda gli utilizzatori dei farmaci, costituiscono il 76% della popolazione: i dati a disposizione dell’Osmed hanno anche permesso la suddivisione tra uomini (70%) e donne (81%).
Non ne sono esenti i bambini: 8 bambini su 10, infatti, ricevono almeno una prescrizione all’anno (antibiotici e antiasmatici soprattutto). Gli anziani costituiscono un capitolo a parte: la predisposizione alle malattie croniche li porta a un uso di farmaci vicino al 100%. E il Rapporto Osmed rivela anche che per un assistito di età superiore ai 75 anni si ha una spesa media 13 volte superiore a quella di un cittadino tra i 25 e i 34 anni. In ogni caso va sottolineato come gli over 65 assorbono il 60% dell’intera spesa e delle DDD, mentre la popolazione sotto i 14 anni, pur ricevendo molte prescrizioni, fa registrare appena il 3% delle DDD e della spesa.
La presentazione del Rapporto Osmed, avvenuta presso la sede dell’Istituto superiore di sanità, è stata anche occasione per numerosi interventi: da quello di Giorgio Bignami, già dirigente di ricerca dell’Iss, su “Il farmaco nei 150 anni dell’Unità d’Italia”, a quello di Ovidio Brignoli, della Simmg, sui nuovi strumenti a disposizione dei medici di medicina generale per una corretta prescrizione, di Piergiorgio Zuccaro, del Dipartimento del farmaco dell’Iss sulla “terapia del dolore”, di Luisa Muscolo dell’Aifa sui farmaci e le malattie rare, di Nicola Vanacore del centro di Epidemiologia dell’Iss, sui farmaci per la demenza, di Anna Maria Marata del Ceveas, sui biosimilari, e, infine di Nicola Magrini sugli scenari futuri del sistema di assistenza farmaceutica. Di particolare interesse, tra gli altri, l’intervento di Luigi Mezzalira del Servizio farmaceutico della Regione Veneto che si è soffermato in particolare sull’attività dei servizi farmaceutici regionali che, anche a livello di conferenza, non sono ancora riusciti, a elaborare una proposta unitaria per dare un assetto uniforme a modalità di distribuzione quali, ad esempio, la distribuzione “per conto”. Questa, a detta di Mezzalira, attuata attraverso forme che prevedano l’acquisto dei farmaci del PHT da parte delle strutture pubbliche e la loro distribuzione da parte delle farmacie territoriali dietro un compenso fisso da stabilire a livello nazionale, potrebbe liberare da compiti impropri i farmacisti del Ssn che così potrebbero utilmente essere utilizzati come supporto tecnico alla prescrizione dei medici degli Ospedali.
Ricordiamo che l’Edizione 2010 dekl Rapporto Osmed è consultabile e scaricabile in formato PDF sul sito dell’Istituto superiore di sanità (www.iss.it) nella sezione “Primo Piano”.
 

07 luglio 2011
© Riproduzione riservata


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