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Mortalità materna. Msd lancia un progetto per ridurla del 75% entro il 2015

Per l’iniziativa “Msd for Mothers”, l'Azienda ha stanziato 500 mln di dollari. Ogni giorno in tutto il mondo circa 800 donne perdono la vita a causa delle complicanze di una gravidanza o di un parto. Nei prossimi anni potrebbero morire 3 milioni di madri: il 99% delle morti avviene nei Paesi in Via di Sviluppo.

16 APR - L’obiettivo è ambizioso: salvare 3 milioni di vite entro il 2015 e fare in modo che ‘nessuna madre debba più morire mentre dà alla luce un figlio’. Oggi a Roma è stato presentato il progetto Msd for Mothers promosso da Msd per contribuire all’obiettivo delle Nazioni Unite di ridurre la mortalità materna del 75% entro il 2015. Cinquecento milioni di dollari sono stati stanziati a supporto di progetti di assistenza sanitaria, farmaceutica, formazione degli operatori e informazione delle popolazioni che vivono in Paesi dell’Africa sub-sahariana e dell’Asia Meridionale. Nell’ambito dell’iniziativa, Msd Italia sostiene in Mozambico il Programma Dream avviato dalla Comunità di Sant’Egidio in dieci Paesi africani per contrastare la diffusione dell’AIDS e in particolare la trasmissione madre-figlio del virus dell’Hiv.

“La mortalità materna è un’emergenza che si consuma lontano dai riflettori, ma costituisce una vera e propria catastrofe umanitaria, soprattutto in alcuni Paesi dell’Africa e dell’Asia del Sud con un impatto devastante sulla vita di milioni di persone ed un costo annuo per l’economia mondiale di 15 miliardi di dollari”, ha osservato Pierluigi Antonelli, Presidente e Amministratore Delegato di Msd Italia.

“È una vera e propria piaga che va gestita dalla comunità internazionale, ciascuno facendo la propria parte - ha proseguito - Msd ha deciso di avviare Msd for Mothers, un progetto molto ambizioso che, attraverso la collaborazione con rilevanti organismi internazionali e una serie di partnership pubblico-privato, punta a ridurre in maniera importante la mortalità materna mettendo a disposizione le migliori soluzioni possibili e le terapie più innovative”.

Ogni giorno in tutto il mondo circa 800 donne perdono la vita a causa delle complicanze di una gravidanza o di un parto: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che, nel solo 2010, siano state 287.000. La mortalità materna è causa di oltre 1 milione di orfani l’anno; nei prossimi anni, tre milioni di donne potrebbero morire per complicanze legate alla gravidanza e al parto.
Il 99% di questi decessi avviene in Paesi in Via di Sviluppo e in contesti a risorse limitate, dove la maggior parte degli eventi potrebbe essere evitato se solo le donne avessero accesso all’assistenza durante la gravidanza e il parto. Nei Paesi in Via di Sviluppo la mortalità materna è devastante non solo per la famiglia, ma per l’intera comunità: i bambini che sopravvivono alle madri hanno maggiori probabilità di morire prima dei due anni e gli altri figli sono 10 volte più a rischio di abbandono scolastico, cattiva salute e morte precoce. Inoltre, per ogni donna che muore al momento del parto, almeno altre venti rimangono disabili a vita.

Msd for Mothers si concentrerà sulle due principali cause di mortalità materna: le emorragie post-partum, responsabili del 35% dei decessi, e la pre-eclampsia o ipertensione gestazionale, responsabile di un altro 18%. Altra rilevante causa di mortalità materna è rappresentata dall’infezione Hiv e a questo fronte è rivolto il Programma Dream della Comunità di Sant’Egidio. Ogni anno in Africa sono circa 1,4 milioni i casi di gravidanza in donne infette da Hiv. Il Mozambico, dove l’11% della popolazione adulta è Hiv-positiva, è uno dei Paesi più colpiti: nel 2011 erano 27.000 i bambini infetti alla nascita.

“Senza cure appropriate solo la metà dei bambini che sono stati infettati per via verticale raggiungeranno il secondo anno di vita. Inoltre le madri sieropositive che arrivano al parto con un’infezione acuta nell’organismo vedono aumentato il rischio di decesso in gravidanza - ha affermato il Direttore Scientifico del Programma Dream, Leonardo Palombi, Professore ordinario di Igiene e Sanità Pubblica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata - Nell’ambito del Programma Dream, la trasmissione madre-bambino ad un anno si riduce dal 40% al 2-3% e i decessi materni vedono una flessione pari ad almeno il 70% di quelli osservati in donne senza terapia”.

Fulcro del programma è la somministrazione dei farmaci antiretrovirali e l’assistenza continuativa alle donne in gravidanza e nel periodo successivo alla nascita del bambino. Il sostegno non si concretizza solo nel trattamento farmacologico: prevede assistenza domiciliare, supporto alla famiglia, collaborazione di altre donne che seguono la donna in gravidanza a casa aiutandola ad assumere la terapia. Inoltre è importante il supporto nutrizionale.

“Salvare una madre significa anche non vedere compromesso il futuro degli altri figli, oltre che la vita del nascituro. Uno dei grandi problemi dell’Africa è la generazione di orfani creati dall’HIV. Evitare che questo accada ha enormi benefici di tipo sociale ed economico. Inoltre, maggiore è il numero delle persone sieropositive che si curano, minore è il numero delle persone che si contagiano e il tasso di infettività complessivo di una comunità si abbassa – ha affermato Paola Germano, Direttore Esecutivo del Programma Dream - la partnership stipulata quest’anno con Msd Italia ci permette di allargare il Programma Dream dai Centri da noi gestiti a tutto il Mozambico, sulla base di un accordo con il Ministero della Sanità del Mozambico, focalizzandoci su 11 Centri e coinvolgendo le strutture sanitarie pubbliche”.

L’impatto del Programma è testimoniato dal racconto di Cacilda Isabel Massango, 36 anni, donna del Mozambico che ne ha beneficiato: “Nel 2002 subito dopo la nascita di mia figlia ho scoperto di essere sieropositiva: anche la mia piccola bambina era malata e sembrava impossibile una cura, una terapia che ci potesse far continuare a vivere. Andare al Centro Dream fu il primo passo di un cammino lungo di speranza che mi ha portato fino a qui. Oggi sono mamma di una bambina di 11 anni, anche lei in cura, e stiamo bene, lei è anche molto brava a scuola. Adesso ho un futuro e come madre mi sento responsabile di costruirlo non solo per la mia bambina ma per un’intera generazione, per un’Africa migliore”.

Il progetto Msd for Mothers è stato messo a punto sulla base delle indicazioni fornite da più di un centinaio di esperti del settore e si regge su tre pilastri: accesso più ampio e veloce alle soluzioni più efficaci, utilizzando i migliori trattamenti e strumenti diagnostici e di prevenzione; ricerca e sviluppo di tecnologie e prodotti sanitari innovativi; educazione e sensibilizzazione, per coinvolgere le popolazioni e il maggior numero di operatori del settore pubblico e privato in uno sforzo congiunto.

“Msd for Mothers si inserisce nel solco di una lunga tradizione della nostra Azienda: nel solo 2012, abbiamo investito oltre 1,3 miliardi di dollari in programmi di responsabilità sociale, posizionandoci nelle prime posizioni delle classifiche delle aziende maggiormente responsabili - ha concluso Antonelli - attinge ai programmi da noi già sviluppati e ai loro principi ispiratori per fare la differenza rispetto a un’emergenza drammatica. Se anche riuscissimo a salvare una sola madre, sarebbe un successo straordinario per tutti. Ma l’obiettivo è salvarne milioni”.
 

16 aprile 2013
© Riproduzione riservata


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