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Mamme poco informate sui bisogni nutrizionali dei bebè


Un’indagine dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano rivela che due mamme su cinque non sanno che il latte di mucca è sconsigliato per i bambini al di sotto di un anno. Molte non hanno la consapevolezza che l’alimentazione nei primi mesi di vita influisce sullo stato di salute da adulti. 

13 LUG - Le informazioni sulla corretta nutrizione nella prima infanzia, il periodo che va dagli 0 ai 3 anni, è non solo una tappa basilare per lo sviluppo immediato ma anche un investimento nella loro salute futura. Per questa ragione, la clinica pediatrica dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano ha promosso un’indagine sul tema mettendo a confronto i soggetti più frequentemente coinvolti nell'alimentazione dei più piccoli.Condotta su un campione di circa 450 bambini degli asili nido associati ad Assonidi, l’indagine ha coinvolto i responsabili delle strutture, i genitori e i pediatri.
I responsabili dei nidi hanno dimostrato una buona conoscenza dei principi nutrizionali e sono consapevoli del fatto che il latte vaccino sia sconsigliato sino ai 12 mesi di vita. Il 100% degli asili nido che hanno partecipato al sondaggio sceglie il latte formulato tenendo conto dei valori e delle caratteristiche nutrizionali, il 70% prende in considerazione anche il rapporto qualità-prezzo come elemento della scelta, mentre il 29,4% segue anche le indicazioni del nutrizionista della ASL o si affida alle tabelle dell'Azienda Sanitaria Locale.Diverso il caso dei genitori: soltanto il 59% di essi ha mostrato di sapere che il latte di mucca dovrebbe essere somministrato solo dai 12 mesi, mentre il 30% ritiene erroneamente che questo alimento possa essere introdotto prima dell'anno di età. C’è anche un 7% che pensa sia adatto anche prima dei sei mesi di vita.

Infine, i pediatri. L’indagine ha chiesto loro un parere sulle credenze e l'atteggiamento delle mamme, rilevando che il 65% ritiene che tra le mamme di bambini da 0 a 3 anni non ci sia una sufficiente consapevolezza del fatto che squilibri nutrizionali nella prima infanzia possano avere conseguenze sulla salute in età adulta. Secondo i medici le mamme temono, nell'ordine le allergie, l’asma, le intolleranze alimentari mentre l'obesità è sottovalutata e compare al terz'ultimo posto. Tra i timori, anche l'anemia e la carenza di ferro.
“Questo dimostra che i genitori riconoscono l'importanza del ferro come micronutriente essenziale, ma anche che hanno una visione a breve termine degli effetti dell'alimentazione. Infatti pongono l'obesità solo al terz'ultimo posto delle loro preoccupazioni e abbiamo rilevato errori di fondo nei fattori creduti responsabili di sovrappeso e obesità”, ha spiegato Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della struttura che ha realizzato l’indagine. “La colpa viene attribuita a grassi e zuccheri, mentre solo il 12% individua correttamente il principale responsabile: l'eccesso di proteine” ha aggiunto. 

13 luglio 2010
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