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I disabili in Italia: sono 3,2 milioni di cui il 78% anziani


03 DIC - Con l’indagine Istat sulle condizioni di salute condotta negli anni 2012-2013 è stato rilevato il fenomeno della disabilità utilizzando gli strumenti già impiegati nelle precedenti edizioni dell’indagine (a partire dal 1990).
Tuttavia, la definizione impiegata nell’edizione del 2013 dell’indagine è stata modificata, come ha spiegato Linda Laura Sabbadini, Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali e ambientali in una recente audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera (15 ottobre 2014) . Non si parla più infatti di “persone con disabilità” ma di “persone con limitazioni funzionali” in accordo con la nuova definizione derivante dalla classificazione dell’International classification of health and functioning (Icf), che individua il fenomeno della disabilità nella presenza di restrizioni alla partecipazione associate a problemi di salute.
 
Nel 2013, le persone con limitazioni funzionali sono circa 3,2 milioni, di cui 2 milioni e 500 mila sono anziani. Più alta la quota tra le donne, 7,1% contro il 3,8% tra gli uomini.Lo svantaggio femminile non è unicamente ascrivibile alla maggiore longevità delle donne. Infatti, già a partire dai 55 anni, lo scarto tra uomini e donne emerge in tutte le fasce d’età.
Il 3,4% della popolazione di 6 anni ha difficoltà ad espletare le principali attività di cura della persona (come vestirsi o spogliarsi, lavarsi mani, viso, o il corpo, tagliare e mangiare il cibo, ecc.). Complessivamente, sono quasi 2 milioni le persone con questo tipo di limitazioni, oltre la metà è ultraottantenne.
 
Hanno limitazioni di tipo motorio 1 milione 500 mila persone, pari al 2,6% della popolazione di 6 anni e più, con quote molto più alte dopo i 75 anni. Le difficoltà nella sfera della comunicazione, quali le difficoltà nel vedere, sentire o parlare, coinvolgono circa 900 mila persone di 6 anni e più, pari all’1,5% della popolazione della stessa età.
La situazione di maggiore riduzione dell’autonomia riguarda il 2,5% della popolazione di 6 anni e più (1,4 milioni di persone) che riferisce di essere costretta a stare a letto, su una sedia o rimanere nella propria abitazione per impedimenti di tipo fisico o psichico. Tra le persone anziane la percentuale raggiunge il 9,7%. Tra gli ultraottantenni la quota sale al 22,7% ed è sempre molto più elevata tra le donne (27% contro 14,8%).
 
Nella maggioranza dei casi (55,5%) le persone cumulano più tipi di limitazioni funzionali (1 milione 800 mila persone). In particolare, sono circa 900 mila (pari al 29,3%) le persone che riferiscono sia limitazioni motorie che difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane.
Nel Sud e nelle Isole, analogamente a quanto accade per gli altri indicatori, laquota di persone con limitazioni funzionali si mantiene significativamente più elevata rispetto alle altre aree territoriali.

03 dicembre 2014
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