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Debiti Pa. Anche la Camera approva. Il decreto è legge. Per la sanità 14 miliardi in due anni

Finalmente legge il decreto che accelera le procedure per i pagamenti delle pubbliche amministrazioni. La Camera dice sì al testo approvato l'altro ieri dal Senato. Per la sanità già pronto il riparto dei fondi alle Regioni che potranno così onorare parte dei loro debiti sanitari. Il testo.

06 GIU - La Camera ha approvato ieri in via definitiva il disegno di legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali. Disposizioni per il rinnovo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
 
Nell’aprile scorso era già stato messo a punto il decreto sul riparto delle risorse per il 2013 (5 miliardi di euro) destinati al ripiano dei debiti sanitari delle Regioni. Per il 2014 sono previsti altri 9 mld per un totale di 14 miliardi.
Ma veniamo al riparto di anticipazione di liquidità per quest’anno. Esso è costruito, come riporta lo stesso decreto, in proporzione agli ammortamenti non sterilizzati negli anni 2001-2011 (gli investimenti in edilizia sanitaria ex articolo 20, che per un precedente accordo con l’Economia dal 2001 al 2011 non sono state realmente coperte), ponderati al 50%  e in proporzione dei crediti verso la Regione per spesa corrente o per ripiano perdite, sempre ponderati al 50%.

 
In testa alla graduatoria con i rimborsi più alti c’è il Lazio con 786,741 mln, seguito dal Veneto 777,231 mln e dal Piemonte 633,899 mln. Alla Sicilia vanno 606,097 mln e alla Campania 531,970 milioni di euro.In coda, zero euro per la Pa di Bolzano, seguita dalla Valle d’Aosta (2,945 mln) e dalla Basilicata (16,209 mln).
 
Ma il decreto, oltre al riparto dei 5 miliardi previsti per il 2013, riporta anche l’ammontare, suddiviso per Regione, sia degli ammortamenti non sterilizzati 2001-2011 per un totale di 7,3 miliardi di euro, sia quello dei crediti verso la Regione per spesa corrente o per ripiano delle perdite, che ammontano a 16,2 miliardi di euro.
 
Sul calcolo degli ammortamenti non sterilizzati, la quota più alta è quella del Veneto (2,044 miliardi di euro), seguito dall’Emilia Romagna con 1,198 mld. Dal lato invece dei crediti verso le Regioni. In testa c’è il Lazio con 4,229 miliardi di euro, cui segue la Sicilia con 3,353 mld e il Piemonte a quota 2,540 miliardi di euro.

06 giugno 2013
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