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Riforme. Confindustria: “Rivedere gestione della sanità, principale fonte di crisi finanziarie regionali”

Lo dice il documento sulle riforme istituzionali di Viale dell’Astronomia che chiede istituzioni più moderne, regole migliori, un’organizzazione amministrativa più efficiente. E sulla sanità scrive che va rivista la gestione “principale fonte delle crisi finanziarie regionali”, attraverso “l’introduzione di un sistema ad autonomia condizionata e dinamica”. Il documento.

20 MAR - L’autonomia regionale non è un “dogma intangibile, ma un premio da conquistare sul campo”. Anzi, sarebbe il caso di introdurre per le regioni un sistema ad autonomia “condizionata e dinamica” perché le regioni in questi anni non hanno saputo gestire la loro autonomia e di conseguenza la sanità che è diventata “la principale fonte delle crisi finanziarie regionali”.
 
A dirlo è il documento sulle riforme istituzionali approvato dal Consiglio Direttivo di Confindustria. Riforme istituzionali per sbloccare il Paese. Infatti, per Viale dell’Astronomia le riforme “rappresentano il primo banco di prova di quello spirito costituente e di rinascita su cui si gioca il futuro del Paese”.
 
E gli obiettivi Confindustria li mette nero su bianco: “Istituzioni più moderne, regole migliori, un’organizzazione amministrativa più efficiente. Tutti presupposti imprescindibili per rilanciare la crescita e la competitività ed essere al passo con le altre Regioni d’Europa”.
 
Al centro di tutto, si legge ancora, la revisione del Titolo V che “deve essere il cuore della riforma costituzionale, passando per l’ampliamento della competenza esclusiva dello Stato, la reintroduzione del principio dell’interesse nazionale, una cabina di regia unitaria in materia di politica industriale che non neghi il ruolo chiave delle Regioni nello sviluppo dei territori”.

 
Sulle riforme l’Associazione degli Industriali guidata da Giorgio Squinzi si muove dunque il linea con le proposte del Governo Renzi dove si propone di “rivedere l’assetto parlamentare e il procedimento legislativo, in modo da superare il bicameralismo perfetto e istituire un Senato delle Autonomie”. 


 
C’è poi l’esigenza di “snellire una macchina pubblica ormai elefantiaca”. Questo significa “abolire le Province, istituire le Città metropolitane e fissare una soglia minima per i Comuni a 5mila abitanti”.
 
Il capitolo sanità
Infine, è prioritario recuperare il buono stato delle finanze di Regioni ed Enti locali. E qui entra in gioco la sanità dove si chiede, come detto, di “rivedere la gestione della materia sanitaria, che è stata la principale fonte delle crisi finanziarie regionali. In questo contesto, una possibile e inedita via d’uscita sarebbe di delineare un sistema in cui l’autonomia concessa alle Regioni si configuri come “condizionata e dinamica”, vale a dire non un dogma intangibile, ma un premio da conquistare sul campo. 
In altri termini, essa dovrebbe dipendere dalla capacità delle Regioni stesse di garantire i livelli gestio- nali, di trasparenza e qualità dei servizi sociosanitari determinati dallo Stato centrale. Funzionale a questo obiettivo è la necessità che le Regioni e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale assicurino una contabilità e sistemi di misurazione dell’outcome trasparenti, con dati omogenei e confrontabil”i.
 
In concreto, spiega Confindustria “alle Regioni meno virtuose dovrebbe essere riconosciuto un grado inferiore di autonomia, per cui esse verrebbero affiancate dallo Stato o da altre Regioni più virtuose in un percorso di progres- sivo miglioramento delle performance.
Più in generale, è prioritario riproporre il tema della responsabilità degli Enti territoriali, sfrut- tando i margini che l’intervento della Corte ha lasciato al legislatore e riproponendo questa linea di indirizzo secondo procedure più compatibili con la Costituzione. Andrebbe assicurata dignità costitu- zionale al principio di responsabilità, integrando la disciplina vigente sui poteri dello Stato. In partico- lare, le norme sanzionatorie relative alla scorretta gestione della finanza pubblica, tra cui soprattutto il fallimento politico, costituiscono un valido punto di chiusura volto a rendere effettivo il disegno del federalismo fiscale”.
 
Infine, conclude l’analisi di Viale dell’Astronomia “andrebbe valutata l’introduzione in via generalizzata, se necessario dotandoli anche di una base costituzionale, dei processi di commissariamento e pianificazione negoziata, volti a risolvere le emergenze finanziarie locali. Da questo punto di vista, utili spunti potrebbero trarsi proprio dell’esperienza dei piani di rientro in materia sanitaria, emendandoli dei loro profili di criticità. Occorrerebbe muovere, ad esempio, da principi di indipendenza e terzietà dei Commissari, in quanto l’esperienza della legislazione sanitaria dimostra che invece quelli incaricati provengono dalla stessa Regione che ha prodotto il danno o, peggio, ne sono essi stessi i responsabili”.

20 marzo 2014
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