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Responsabilità professionale. “Ottimo provvedimento, più garanzie per i medici e per i cittadini”. Intervista a De Filippo

"I cittadini potranno rivalersi per eventuali errori esattamente come avviene oggi. La loro azione verrà però indirizzata non più nei confronti dei singoli operatori ma verso le strutture sanitarie. Anche con la possibilità di un'azione diretta nei confronti delle compagnie assicuratrici. I medici potranno così svolgere in maniera più serena il loro lavoro". E sulla medicina difensiva: "Dobbiamo essere cauti su questo tema, il fenomeno è certo ma il suo effettivo peso economico resta incerto".

28 GEN - "Sono molto soddisfatto per l'approvazione di un ottimo provvedimento che finalmenta riesce ad intervenire, dopo anni di tentativi, sui diversi aspetti che interessano il tema della responsabilità professionale". Così il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, in quest'intervista a Quotidiano Sanità commenta a caldo l'approvazione da parte dell'Aula della Camera del Testo unificato delle proposte di legge in materia di responsabilità professionale del personale sanitario.
 
Sottosegretario, qual è il suo giudizio sull’impianto delle norme sulla responsabilità professionale appena approvate dalla Camera?
Si tratta di un ottimo provvedimento, per la prima volta dopo molti anni e numerosi tentativi di disciplinare questa materia, siamo riusciti a mettere mano su tutti quegli aspetti che interessano la responsabilità professionale degli esercenti la professione sanitaria, sia sotto il punto di vista delle sue ricadute negative in termini economici, e dunque di ricorso alla medicina difensiva, sia sotto il profilo prettamente giurisprudenziale riguardante il rapporto tra medico e paziente.


Quale ruolo ha ricoperto il Ministero della Salute nella stesura di questo testo?
Come Ministero abbiamo avviato un’importante attività di approfondimento della materia con l’istituzione di una commissione ad hoc guidata da Guido Alpa. Alcuni degli spunti emersi dai lavori di questa commissione sono stati totalmente ripresi dal testo del disegno di legge oggi approvato a Montecitorio. Penso ad esempio alla nuova disciplina di tipo extracontrattuale, in ambito civilistico, per gli esercenti la professione sanitaria ed a quella contrattuale per le strutture.

Proprio questo punto, però, che comporta un dimezzamento dei tempi di prescrizione per gli esercenti la professione sanitarie e l’inversione dell’onere della prova a carico dei pazienti, ha visto sollevare forti critiche non solo da parte delle associazioni di cittadini e pazienti, ma anche da alcune organizzazioni mediche.
Io non penso che le garanzie dei cittadini vengano meno con questo testo. Anzi, a mio parere, se si guarda il provvedimento nel suo complesso, queste vengono rafforzate con l’istituzione di un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria, e ancora, penso dall’attivazione di un’adeguata funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio (risk managment) in tutte le strutture sanitarie. C’è poi da sottolineare che i cittadini potranno rivalersi per eventuali errori esattamente come avviene oggi. La loro azione viene però indirizzata non più nei confronti dei singoli operatori ma verso le strutture sanitarie. Alla stessa maniera è stata loro garantita anche la possibilità di un’azione diretta nei confronti delle compagnie assicuratrici. Infine, gli stessi operatori sanitari grazie all’individuazione di apposite linee guida e al richiamo alle buone pratiche clinico assistenziali potranno svolgere il loro lavoro in maniera più serena.
 
Pensa che con questa legge si riuscirà a ridurre il contenzioso medico-legale?
Io penso proprio di sì. Come dicevo, la legge va letta nel suo complesso. Si è puntato molto sull’attività di prevenzione del rischio. Vi sono norme ad hoc sul risk managment già inserite nella legge di stabilità. A queste si aggiungono le istituzioni dei centri per la gestione del rischio e la sicurezza del paziente e dell’osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità. Insomma si è fatto un grande lavoro per prevenire in ogni modo i possibile il verificarsi di errori in sanità.

Nei sui interventi lei ha sottolineato più volte l’importanza del provvedimento anche in termini finanziari per il contrasto alla medicina difensiva, pur asserendo che i dati su questo fenomeno sono solo il frutto di alcune stime ed è dunque difficile un calcolo effettivo del possibile risparmio atteso.
E’ vero, sulla medicina difensiva non abbiamo cifre certe, dobbiamo essere cauti su questo. Quello che abbiamo sono solo alcune stime approssimative. Di certo esiste il fenomeno che comporta un’iperprescrizione di farmaci, oltre al ricorso a ricoveri inappropriati e ad esami diagnostici non necessari. Possiamo quindi dire che il fenomeno è certo mentre il suo effettivo peso economico resta incerto. Con questa legge tentiamo di rifondare un nuovo equilibrio nel rapporto tra medico e paziente. Dando agli operatori una maggiore serenità nello svolgimento del loro lavoro contiamo di limitare quel dispendio inutile di risorse del Servizio sanitario nazionale. 
 
Giovanni Rodriquez

28 gennaio 2016
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