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I vaccini? Pieni di “fetenzie”! L'unico puro è quello per i gatti! Il dibattito scientifico dei nostri parlamentari

Dalla "purezza" del vaccino per gatti alle "fetenzie" presenti nella composizione di quelli per gli umani. E ancora, dalla "nota" presenza di "plastica, acciaio, metalli pesanti e tungsteno", fino ai "vaccini fatti con i feti di bambini morti". Una panoramica delle affermazioni più sconcertanti ascoltate durante il dibattito al Senato per la conversione in legge del decreto vaccini. “Cose che voi umani non potreste immaginarvi", direbbe il replicante di Blade Runner

21 LUG - Il Senato, dopo una settimana di acceso dibattito, ha approvato ieri il decreto vaccini. Al di là delle novità introdotte dal provvedimento, ciò che ha realmente contraddistinto i lavori dell'Aula è stata l'allarmante permeabilità a bufale e fake news riscontrabile in molti interventi nel dibattito parlamentare.
 
Seguendo le ultime cinque sedute dell’Assemblea del Senato, vi assicuro che, come direbbe il replicante di Blade Runner, "ho sentito cose che voi umani non potreste immaginarvi".

Tutto comincia martedì 11 luglio, con l’esame delle pregiudiziali costituzionali ed il seguente intervento di Vincenzo D’Anna (Ala-Sc) che racconta all’Aula come i vaccini siano "impuri”, per poi proseguire sostenendo che “non possiamo esporre i nostri bambini, dai tre ai dodici mesi, all'alea delle complicanze delle fetenzie che stanno dentro i vaccini”.
 
Rivolgendosi poi ai giornalisti, il senatore del Gruppo Ala-Sc ha dichiarato: “Qua nessuno mette in dubbio la bontà delle terapie vaccinali, ma in questi vaccini - è stato dimostrato con il microscopio elettronico - si trovano plastica, metalli pesanti, residuati di tungsteno e acciaio. Perché a questi bambini devono essere somministrati vaccini che non hanno il grado di purezza del 100 per cento? Ce ne è uno solo in commercio ed è un vaccino per i gatti che è immune da qualsiasi tipo di impurità. Sfido chiunque in quest'Aula a dirmi che può mettere la mano sul Vangelo e dire che le impurità contenute molteplici volte in questi vaccini non possono dare né interferenze, né complicanze”.

 
A dire il vero, va riconosciuto a D'Anna, nessuno ha giurato sul Vangelo... Ma prestate attenzione ai richiami alla fede perché, come vedrete più avanti se avrete la pazienza di leggere tutto, ci riserveranno sviluppi interessanti.

Ma ora è il turno di Bartolomeo Pepe (Gal) che dichiara la sua contrarietà al decreto legge “perché non dispone di alcuna procedura di verifica delle componenti che garantisca l'innocuità del farmaco”. Farmaci che, ricordiamo sommessamente, sono in commercio e somministrati da anni senza aver provocato alcuno sfracello.
 
Sempre Pepe incalza sottolineando come il decreto non “prevede un monitoraggio sul paziente che garantisca la sua predisposizione ad eventuali reazioni avverse che, in assenza di indagini specifiche, non siano certamente escludibili, ovvero che non sia certa l'assoluta innocuità della tecnologia imposta dal decreto-legge. Tutto questo è gravissimo”. Tutto questo in barba all’attività di vaccinovigilanza dell'Aifa.
 
Insomma, per il senatore Pepe il vero rischio è quello di “un'abnorme epidemia di danni da vaccinazione, che esistono e che sono un problema reale e riconosciuto, ma che il Governo nega, nonostante le evidenze e nonostante i fondi stanziati ogni anno a risarcimento dei danneggiati, riconosciuti dallo Stato stesso, che sono tanti, anche se una minoranza, che non sarà più possibile tentare di nascondere, come è avvenuto sino ad oggi, se la situazione degenererà”.

Sempre nel corso della seduta pomeridiana dello scorso martedì, D’Anna è tornato alla carica sul contenuto dei vaccini, soffermandosi ancora una volta sulla incomparabile “purezza” del vaccino per gatti”, contrariamente ai vaccini per gli umani al cui interno, secondo il senatore, “ci sono la plastica, l'acciaio, i metalli pesanti e il tungsteno”. “Inoculate queste sostanze a decine a tre e dodici mesi - dice minaccioso il senatore - chi ci può dire qual è il disturbo alla fisiologia dell'apparato immunologico e immunitario di quei bambini?. Potremmo fare i vaccini monodose e puri, come quello per i gatti a cui facevo riferimento nel mio intervento precedente. Perché non lo facciamo? Quanti casi di danni cerebellari abbiamo avuto in Italia in bambini vaccinati?”.
 
E arriviamo a mercoledì 12 luglio, seduta pomeridiana. I protagonisti sono sempre gli stessi, così come le loro argomentazioni. D’Anna: “Prove di microscopia elettronica fatte in diverse università, non solo italiane, hanno dimostrato che all'interno dei vaccini, tranne quello per immunizzare il gatto, vi è la presenza di una serie di sostanze quali la plastica, il tungsteno, l'acciaio, l'alluminio, di tracce di metalli e, di recente, anche la presenza di qualche centinaio di nanogrammi di mercurio. Rispetto a questa evidenza, qualcuno si preoccupa di chiedere dei vaccini puri, che non contengano queste fetenzie? Nei vaccini c'è la fetenzia che non deve esserci. Quei vaccini inoculati in bambini di tre o dodici mesi vanno a disturbare e a interferire con un apparato immunitario: su questo non ci sono dubbi”.
 
L’accento sulla necessità di vaccini “puliti” è stato successivamente ripreso anche da Pepe: “I vaccini devono essere puliti: vaccini anche con piccolissime quantità di mercurio o di allumino non devono esserci. Vanno dati vaccini puliti”.
 
E si arriva così alla seduta pomeridiana di martedì 18 luglio. E chi potevamo trovare tra i protagonisti della giornata? Vincenzo D’Anna che attacca così la ministra Lorenzin sui dati contenuti nel rapporto Aifa sulla vaccinovigilanza: “Il Ministro ha omesso di informare il Parlamento su questi dati, avendo ricevuto, sia l'Aifa che la signora Ministra, una denuncia da parte del Codacons per omissione di rivelazione di questi dati. Sono 21.658 casi di reazioni avverse, di cui 454 gravi e 5 bambini morti in tre anni. Non stiamo parlando della pantomima di uno su un milione. Questo lo dico a chi vuole ascoltare e a chi non vuole ascoltare”.
 
In realtà il rapporto Aifa è pubblico e consultabile da tutti e, a differenza di quanto sostenuto dal Senatore, il numero delle reazioni avverse riportate rappresentano dei sospetti e non la certezza di una relazione causale tra prodotto medicinale (vaccino) somministrato ed evento avverso. Nesso causale che per le 5 morti citate da D'Anna è stato decisamente escluso dalla verifiche successive alle segnazioni. “Infatti – come spiega la stessa Aifa - alcuni eventi possono essere interpretati come reazioni avverse perché si manifestano in coincidenza temporale con la vaccinazione”. Una distinzione molto importante soprattutto quando si parla di reazioni sospette con esiti fatali e quindi la morte del paziente vaccinato.

Passiamo a giovedì 13 luglio, stavolta a prendere la parola, rivolgendosi a Lorenzin, è Domenico Scilipoti (FI): “Lei sa che in alcuni vaccini esiste una percentuale di alluminio e una di mercurio, che, anche in piccole dosi, parlo dal punto di vista scientifico, alterano la velocità di crescita della cellula e delle membrane cellulari, che sono il primo passaggio per la formazione della patologia degenerativa e, conseguentemente, della patologia tumorale. Visto che parla (Lorenzin, ndr) dal punto di vista scientifico, la invito a rispondere e a dire se effettivamente quello che noi sosteniamo e abbiamo appreso dai giornali, cioè che qualche vaccino contiene mercurio e alluminio, non corrisponde alla verità”.

Subito dopo il senatore D’Anna ha riportato all’Aula del Senato la seguente notizia: “Non so se siete informati del fatto che in queste ore la Food and Drug Administration americana ha ritirato dal commercio e posto in quarantena il vaccino riguardante il meningococco dei gruppi A,C e Y e l'oligosaccaride della difterite. Questo a riprova del fatto, con tutto il rispetto dei medici qui presenti e di tutti i cultori della verità, che le verità vengono confutate di giorno in giorno. Questo era un vaccino che tra qualche mese poteva essere iniettato ai nostri figli e ai nostri nipoti. C'è qualcuno che può confutarlo?”. In realtà anche questa notizia è facilmente confutabile dal momento che la Fda ha ritirato a scopo precauzionale solo un lotto, non il vaccino.

Illustrando poi il contenuto dei suoi subemendamenti il senatore del gruppo Ala-Sc ha spiegato: “Quali subemendamenti ho proposto? Sempre quelli derivanti dal buonsenso: ho proposto, oltre all'eliminazione delle parole 'di norma', che lo Stato italiano chieda per tutti i vaccini, sia per quelli monodose e monocomponente che per quelli polivalenti, che contengano solo ed esclusivamente l'antigene dell'agente patogeno batterico virale che riguardi la vaccinazione che intendiamo praticare e non contengano assorbenti, additivi, nanoparticelle e altre sostanze che niente hanno a che vedere con l'effetto immunizzante del vaccino”.
 
Ma l’apogeo si è raggiunto probabilmente con il “problema etico” sollevato da Paola De Pin (Gal): “Signor Presidente, chiedo gentilmente al senatore D'Anna di poter sottoscrivere i suoi emendamenti, in quanto mi si pone anche un problema etico, in quanto cattolica e cristiana. È scritto anche nel ‘bugiardino’ che questi vaccini sono composti da cellule di bambini e di feti morti”. 
 
Giovanni Rodriquez

21 luglio 2017
© Riproduzione riservata


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