Cannabis terapeutica. Disegno di legge a rischio blocco: la Difesa chiede 12 mln per la produzione nello stabilimento di Firenze

Cannabis terapeutica. Disegno di legge a rischio blocco: la Difesa chiede 12 mln per la produzione nello stabilimento di Firenze

Cannabis terapeutica. Disegno di legge a rischio blocco: la Difesa chiede 12 mln per la produzione nello stabilimento di Firenze
Nella relazione tecnica depositata in Commissione Bilancio alla Camera si richiama inoltre alla necessità di un incremento del fabbisogno di personale per l'aumento della produzione prevista. Da qui il rischio di un parere negativo durante l'esame che dovrebbe aver luogo nella giornata di domani. La ministra Pinotti apre a possibili modifiche. Ma ora è corsa contro il tempo per apportare i correttivi su quell'articolo 6 osteggiato anche dal Ministero della Salute. Come extrema ratio la relatrice non esclude un suo possibile ritiro. LA RELAZIONE

Il disegno di legge sulla cannabis terapeutica rischia di bloccarsi. È stata depositata ieri, in Commissione Bilancio, la relazione tecnica al provvedimento. Qui, all'articolo 6 in tema di produzione e trasformazione della cannabis, si evidenzia che a fronte dell'aumento del fabbisogno nazionale saranno necessari 12 milioni di euro per poter implementare la capacità produttiva da parte dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Si indica, inoltre, la necessità di un incremento del fabbisogno di personale.
 
L'articolo 6 apre poi alla possibilità, da parte del Ministero della Salute, di autorizzare altri enti o imprese alla produzione di cannabis qualora ciò risultasse necessario per richieste superiori rispetto ai livelli di produzione da parte dello Stabilimento di Firenze. Anche in questo caso, però, la relazione evidenzia "maggiori oneri" al momento "non quantificabili". Questi i principali nodi da sciogliere per evitare una bocciatura da parte della Commissione Bilancio dal momento che la legge non ha copertura finanziarie.
 
Proprio l'articolo 6, ed in particolare le aperture alla possibile produzione al di fuori dello stabilimento militare sono state da subito osteggiate dal Ministero della Salute. Non a caso, la maggior parte degli emendamenti al provvedimento presentati in Aula – anche soppressivi – sono arrivati proprio da Ap, il partito della ministra della Salute Beatrice Lorenzin
 
Aperture a possibili modifiche sulle richieste avanzate dalla Difesa sembrano però essere giunte nelle ultime ore dalla ministra Roberta Pinotti che, interpellata sul punto dalla relatrice del provvedimento Anna Margherita Miotto (Pd), ha lasciato intendere la sua volontà di non essere la 'mandante' di questo possibile blocco di un provvedimento nato per dare risposte a tanti malati. Da qui ora la corsa contro il tempo per un possibile correttivo al parere, ormai depositato, che dovrebbe essere esaminato domani pomeriggio dalla Commissione Bilancio.
 
Ad ogni modo, in caso di bocciatura da parte della V Commissione, per non impedire l'approdo in Aula del testo già previsto per martedì 17 ottobre, la relatrice Miotto, come extrema ratio, potrebbe decidere di riportare il testo in Commissione Affari Sociali per eliminare l'articolo 6 oggetto del contendere. Per avere in quadro più chiaro della situazione non resta ora che attendere l'esito dei lavori in Commissione domani.
 
Giovanni Rodriquez

11 Ottobre 2017

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