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Nel 2017 spesa sanitaria a 114,1 mld, disavanzo in crescita a 1,1 mld e spesa privata a quota 30,5 mld. Ecco il report della Ragioneria dello Stato. “Indispensabile affrontare il tema della sostenibilità dei costi”

Pubblicato l’ultimo rapporto sul monitoraggio sulla spesa sanitaria italiana. Spesa in crescita di 1,6 mld rispetto al 2016, tornano a salire anche i disavanzi (ante coperture) che sfondano l’asticella del miliardo. La spesa sanitaria privata per un terzo riguarda le cure odontoiatriche. Stabile la spesa per il personale mentre cresce quella per beni e servizi. IL RAPPORTO

04 FEB - Nel 2017 la spesa sanitaria si è attestata a quota 114,1 mld, in crescita di 1,6 mld rispetto all’anno precedente. E a crescere è anche il disavanzo delle Regioni. I risultati d’esercizio (senza le coperture) segna infatti un -1,1 mld in crescita di 168 mln rispetto ai 934 mln del 2016. Le spese sanitarie sostenute dai cittadini a quota 30,5 mld.
 
A contribuire all’aumento della spesa è principalmente la farmaceutica ospedaliera, e gli acquisti di beni e servizi. Stabile invece la spesa per i redditi da lavoro, mentre scende la spesa per la farmaceutica convenzionata.  Sono questi alcuni dei numeri contenuti nell’ultimo rapporto della Ragioneria dello Stato sul Monitoraggio della spesa sanitaria 2017.
 
“Come emerge – rileva la Ragioneria -  dagli indicatori elaborati dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e dall’Organizzazione mondiale della sanità, la performance del nostro SSN si colloca ai primi posti nel contesto europeo e mondiale, per la qualità delle prestazioni, nonché per l’equità e l’universalità di accesso alle cure. Tuttavia, il mantenimento degli standard qualitativi raggiunti rende indispensabile affrontare il tema della sostenibilità dei costi del sistema sanitario pubblico in presenza di livelli di finanziamento condizionati dai vincoli finanziari necessari per il rispetto degli impegni assunti dall’Italia in sede comunitaria. Ciò richiede che si prosegua nell’azione di consolidamento e di rafforzamento delle attività di monitoraggio dei costi e della qualità delle prestazioni erogate nelle diverse articolazioni territoriali del SSN, in coerenza con l’azione svolta negli ultimi anni”.
 
La Ragioneria chiarisce poi che “esistono margini di efficientamento e di razionalizzazione del sistema che possono essere utilmente attivati per far fronte agli effetti dell’invecchiamento della popolazione senza compromettere la qualità e l’universalità dei servizi erogati”.
 
La spesa sanitaria: Nel 2017 a quota 114,1 mld
La spesa sanitaria corrente di CE è passata nel periodo 2002-2017 da 78.977 milioni di euro a 114.177 milioni di euro con un incremento in valore assoluto pari a 35.200 milioni di euro e un tasso di crescita medio annuo del 2,5%. Nello stesso periodo il PIL è passato da 1.345.794 milioni di euro a 1.716.935 milioni di euro, con un aumento in valore assoluto di 371.141 milioni di euro e un tasso di crescita medio annuo pari all’1,6%.
 
In rapporto al PIL, la spesa sanitaria di CE è passata da un’incidenza del 5,9% del 2002 al 6,7% del 2017. Come già evidenziato, la dinamica della spesa sanitaria rispetto agli anni precedenti risulta sensibilmente diversa a partire dal 2006. Infatti, dal 2002 al 2005 la spesa sanitaria corrente è cresciuta in valore assoluto di 17.160 milioni di euro, con un incremento medio annuo del 6,8%. Nel quinquennio successivo, la crescita è stata in valore assoluto di 14.437 milioni di euro, con un tasso medio annuo del 2,8%. Nell’ultimo periodo (2011-2017), la spesa è risultata sostanzialmente stabile, con un tasso di crescita medio annuo dello 0,5%.
 
Va sottolineato, al riguardo, che nei confronti delle autonomie speciali non opera il sistema premiale e, pertanto, le politiche di contenimento sono state meno efficaci.
 


 
I risultati di gestione: il disavanzo riprende a crescere e supera il miliardo
La Ragioneria evidenzia inoltre come analizzando i risultati d’esercizio delle Regioni nel 2017 emerge un disavanzo di 1,1 mld, in crescita di 168 mln rispetto ai 934 mln del 2016.
 
Le Regioni con il maggior disavanzo sono quelle autonome (nel complesso 821 mln) anche se nel caso delle Autonomie speciali, la Ragioneria chiarisce che “l’esplicitazione di un eventuale disavanzo non implica necessariamente un risultato di esercizio negativo del settore sanitario, in quanto l’eccesso di spesa rispetto alla quota parametrata al livello di finanziamento inglobato nell’Intesa Stato-Regioni sul riparto può trovare copertura mediante l’utilizzo di risorse proprie”.
 
Fatta la premessa, qui di seguito la tabella:
 

 
 
Il report fornisce poi l’andamento della spesa per singole voci:
 
Redditi da lavoro dipendente.La spesa (valori CN) è pari a 34.917 (il 30,7%) milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 2016. Tale dinamica conferma gli effetti positivi derivanti dagli strumenti di governance del settore sanitario introdotti dagli Accordi tra lo Stato e le Regioni intervenuti in materia.
 
L’invarianza osservata nel 2017 è influenzata dai seguenti fattori: ·il blocco del turn over in vigore nelle regioni sotto piano di rientro nell’ambito delle manovre di contenimento della dinamica della spesa; ·le politiche di contenimento delle assunzioni messe in atto autonomamente dalle regioni non sottoposte ai piani di rientro; ·gli automatismi introdotti dalla vigente legislazione in materia di rideterminazione dei fondi per i contratti integrativi in relazione al personale dipendente cessato.
 
Consumi intermedi. La spesa è pari a 32.823 milioni di euro (28,9%), in crescita rispetto al 2016 del 4,2%. La dinamica complessiva dell’aggregato è determinata sia dal tasso di crescita della spesa per l’acquisto dei prodotti farmaceutici (+4,4%) sia dall’aumento della restante componente dei consumi intermedi (+4,1%).
 
La dinamica della spesa registrata nei consumi intermedi, al netto della componente farmaceutica, risulterebbe quindi non aver beneficiato pienamente delle vigenti misure di contenimento della spesa per acquisto di beni e servizi, fra le quali segnala la Ragioneria:
 
· lo sviluppo dei processi di centralizzazione degli acquisti anche tramite l’utilizzo degli strumenti messi a disposizione da CONSIP e dai Soggetti aggregatori;
 
· la messa a disposizione in favore delle regioni, da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), dei prezzi di riferimento di un insieme di beni e servizi, quale strumento di programmazione e controllo della spesa;
 
· la fissazione, in ciascuna regione, di un tetto alla spesa per l’acquisto di dispositivi medici, pari al 4,4% del fabbisogno sanitario regionale standard.
 
Prestazioni sociali in natura corrispondenti a beni e servizi prodotti da produttori market. La spesa è pari a 39.561 milioni di euro (34,8%), sostanzialmente stabile rispetto al 2016.
 
Con riferimento alle principali componenti dell’aggregato, la Ragioneria registra quanto segue:
· la spesa per l’assistenza farmaceutica convenzionata è pari a 7.605 milioni di euro, in riduzione del 6,1% rispetto al 2016. Tale risultato conferma la contrazione registrata negli ultimi anni, a seguito delle misure di contenimento della spesa farmaceutica previste dalla legislazione vigente e, in particolare, della fissazione di un tetto di spesa, con attivazione del meccanismo del pay-back;
· la spesa per l’assistenza medico-generica da convenzione è pari a 6.695 milioni di euro, di poco superiore al valore del 2016 (+0,1%);
· la spesa per le altre prestazioni sociali in natura da privato (ospedaliere, specialistiche, riabilitative, integrative ed altra assistenza) è pari a 25.261 milioni di euro, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente.
 
Per la Ragioneria “la dinamica di tale componente di spesa risente:
di una migliore regolazione, in particolare nelle regioni sotto piano di rientro, dei volumi di spesa per le prestazioni sanitarie acquistate da operatori privati accreditati, realizzata attraverso la definizione di tetti di spesa e l’attribuzione di budget, con il perfezionamento dei relativi contratti in tempi coerenti con la programmazione regionale;
 
- dell’effetto delle disposizioni previste dalla normativa vigente sugli importi e sui volumi di acquisto di prestazioni, erogate da soggetti privati accreditati, per l’assistenza specialistica e ospedaliera.
 
- dagli effetti dei processi di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria con particolare riferimento al potenziamento dell’assistenza territoriale.
 
Altre componenti di spesa. Il livello di spesa è pari a 6.298 milioni di euro (il 5,5%), con un decremento del 2% rispetto al 2016.
 
Spese sanitarie sostenute dai cittadini a quota 30,5 mld
Il rapporto della Ragioneria contiene anche una rilevazione delle spese sanitarie sostenute dai cittadini (Medici e Strutture accreditate del SSN, ticket, strutture sanitarie e socio-sanitarie non accreditate, medicinali veterinari, farmacie, parafarmacie, ottici e diverse categorie professionali) ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata.
 
In totale nel 2017 sono state trasmesse spese per un ammontare di 30,5mld. Di queste il 33% riguardano le spese odontoiatriche, il 22% per strutture autorizzate non accreditate, il 20% per strutture private, il 18% per i medici e il 7% per spese presso strutture pubbliche.
 
L.F

04 febbraio 2019
© Riproduzione riservata


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