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Interrogazioni/1. Coletto su decessi Spedali Civili Brescia: “Le morti in neonatologia sembrerebbero tra loro non correlabili”

"I decessi sarebbero ascrivibili a grave prematurità, a quadri di entercolite necrotizzante e ad infezioni sistemiche da agente ignoto, oltre che a malformazioni incompatibili con la stessa vita". Così il sottosegretario alla Salute ha risposto ieri in Commissione Affari Sociali alla Camera all'interrogazione sul tema presentata da Rostan (LeU).

11 APR - "I decessi dei quattro neonati nell'Unità operativa di terapia intensiva neonatale dell'azienda socio sanitaria territoriale degli Spedali Civili di Brescia non sembrerebbero tra loro correlati, in quanto ascrivibili a grave prematurità, a quadri di entercolite necrotizzante e ad infezioni sistemiche da agente ignoto, oltre che a malformazioni incompatibili con la stessa vita".
 
Così il sottosegretario alla Salute, Luca Coletto, ha risposto ieri in Commissione Affari Sociali alla Camera all'interrogazione presentata da Michela Rostan (LeU) sulle infezioni presso il reparto di terapia intensiva degli Spedali Civili di Brescia.
 
Questa la risposta integrale del sottosegretario Coletto:
 
"Desidero innanzitutto comunicare che non appena ricevuta la notizia del decesso dei quattro neonati nell'Unità operativa di terapia intensiva neonatale dell'azienda socio sanitaria territoriale degli Spedali Civili di brescia, il Ministro della salute ha disposto una visita ispettiva a carattere d'urgenza presso il nosocomio, che è iniziata il giorno 10 gennaio 2019, da parte di una Commissione composta, oltre che da rappresentanti del Ministero della salute, anche da referenti dell'istituto Superiore di Sanità, dell'Agenas e dai Carabinieri del NAS.

Nel corso dell'ispezione sono stati acquisiti documenti ed auditi tutti gli operatori coinvolti, al fine di rilevare eventuali criticità di tipo clinico/organizzativo e di predisporre le conseguenti, opportune azioni di correzione e miglioramento.

È importante precisare che ancor prima dell'attività ispettiva, già in data 4 gennaio 2019, i Carabinieri del NAS avevano effettuato una prima ispezione presso il reparto di terapia intensiva neonatale, a seguito della segnalazione, da parte della madre di un neonato, poi deceduto in data 5 gennaio 2019, della situazione di criticità in cui versava il proprio figlio.
Inoltre, lo stesso 5 gennaio 2019, a seguito del collegamento, effettuato da alcuni organi di stampa, tra i decessi avvenuti presso il medesimo Ospedale, i Carabinieri del NAS hanno effettuato un'ulteriore ispezione.
Bisogna, peraltro, precisare che sui primi tre decessi è intervenuta anche l'autorità giudiziaria, che ha subito disposto autopsia.

In merito ai decessi dei quattro neonati, fortemente pretermine, avvenuti presso la terapia intensiva neonatale tra il dicembre 2018 ed il gennaio 2019, la Commissione ispettiva, sulla base dell'analisi della documentazione disponibile e dei colloqui con tutti i professionisti dell’équipe che ha seguito i quattro neonati, ha potuto escludere – con un ampio margine di certezza – una connessione tra i casi di infezione verificatisi nell'estate 2018 e i casi più recenti.
Peraltro, anche i quattro decessi non sembrerebbero tra loro correlati, in quanto ascrivibili a grave prematurità, a quadri di entercolite necrotizzante e ad infezioni sistemiche da agente ignoto, oltre che a malformazioni incompatibili con la stessa vita.
Va inoltre precisato che la Commissione ha rilevato il progressivo miglioramento delle capacità diagnostico/terapeutiche del reparto, evidenziato dai dati di epidemiologia degli armi 2016-2018, i quali indicano che il numero dei decessi di neonati partoriti a meno di 26 settimane di gestazione è passato dal 56 per cento nel 2016 al 35,3 per cento nel 2018.

Si deve soggiungere, altresì, che anche la Regione Lombardia ha avviato una propria attività ispettiva, dando mandato all'Agenzia di tutela della salute di Brescia di attivare una Commissione d'inchiesta regionale, istituita lo scorso 7 gennaio, al fine di effettuare tutti i controlli necessari per accertare le cause dei decessi.
Quanto all'evento avvenuto nell'estate 2018 presso lo stesso reparto, relativo ad un «cluster» di infezione dovuto a «SerratiaMarcescens», con interessamento di nove neonati (colonizzati/infetti) ed il decesso di uno di loro, nel corso dell'ispezione i vertici aziendali, i responsabili dei servizi ospedalieri di prevenzione ed i professionisti operanti nel reparto hanno illustrato le varie misure adottate per delimitare il diffondersi del contagio e per bonificare l'intero reparto.
Sono state sviluppate anche iniziative per prevenire la trasmissione di detto microrganismo, tra cui i corsi di aggiornamento sulle tematiche delle infezioni nosocomiali.

Le misure di prevenzione e controllo per contenere e debellare l'evento epidemico dovuto a «SerratiaMarcescens» sono culminate, in data 10 ottobre 2018, nelle analisi della Fondazione IRCCS-Policlinico «San Matteo» di Pavia, che ha refertato che l'evento epidemico riscontrato presso la terapia intensiva neonatale degli Spedali Civili di Brescia è stato sostenuto da un singolo clone di «SerratiaMarcescens», rilevabile sia negli isolati clinici che nei campionamenti ambientali analizzati.
La Regione Lombardia ha inteso precisare che, presso l'Unità Operativa di terapia intensiva neonatale dell'ASST «Spedali Civili» di Brescia, a partire dal 20 luglio 2018 ad oggi, sono in corso interventi di intensificazione della pulizia ambientale con bonifica delle sale di degenza, della stanza per le mamme destinata alla «raccolta latte», della «Banca del latte umano donato» e del «Lactarium».
Tali azioni di prevenzione e controllo delle infezioni in ambito ospedaliero interessano, in particolare, le postazioni letto, i macchinari, gli ausili, i carrelli, i muri ed i pavimenti.

Sempre la Regione ci ha informato, inoltre, che si è provveduto alla sostituzione sia di tutta la rubinetteria, adottando i meccanismi di azione a pedale per i lavandini, sia di tutte le confezioni/erogatori di detergente ogni sette giorni, indipendentemente dal loro effettivo esaurimento.
Inoltre, saranno a breve collocati adeguati filtri in 18 lavandini.
Sono state sostituite anche le dotazioni di «mouse» e tastiere «pc», con strumenti medicali più facilmente sanificabili.
È stata, inoltre, data assicurazione che la struttura ospedaliera tratta direttamente i vestiti, la biancheria, le cuffie e i vari dispositivi tessili dei neonati degenti nelle stanze di terapia intensiva e nelle stanze di isolamento.

A rinforzo delle attività di disinfezione degli ambienti di degenza e di lavoro, si è proceduto all'acquisto di micro nebulizzatore di perossido d'idrogeno e argento solfato per via aerea.
Oltre a tali costanti interventi di sanificazione ambientale, si è provveduto, infine, alla revisione delle procedure mirate alle varie operazioni di bonifica dei locali e delle attrezzature medicali in uso presso la terapia intensiva neonatale".
 
In sede di replica, Giuseppina Occhionero (LeU), nel ribadire lo sconcerto per quanto accaduto presso il reparto di terapia intensiva neonatale di Brescia, osserva che la ricostruzione fornita nella risposta dovrà essere confermata dalle indagini della magistratura in corso. In ogni caso, invita ad una riflessione politica sul grave tema delle infezioni ospedaliere, causate anche da procedure di sanificazione non corrette e da un uso eccessivo di antibiotici, che provocano ogni anno in Italia migliaia di morti. Ribadisce l'esigenza di un intervento in tal senso, considerato che almeno la metà delle infezioni sono prevenibili. 

11 aprile 2019
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