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Covid. Primo vertice in Europa per Draghi: oggi e domani Consiglio europeo per una svolta nelle vaccinazioni che stagnano


O almeno questo ci si aspetta dai Capi di Stato e di Governo della UE nel vertice che si occuperà anche di sicurezza, difesa e medio oriente. Ma è certo che è la partita vaccinazioni quella più delicata visti i ritardi e l’affanno per far partire la campagna di massa che tutti stanno aspettando. Sul tavolo anche la questione dell'apertura delle frontiere.

25 FEB - Oggi e domani i capi di Stato e di Governo della UE si riuniranno in sede di Consiglio europeo (il primo per il neo premier italiano Mario Draghi) in videoconferenza per discutere dell'attuale situazione della pandemia di COVID-19, della preparazione alle minacce per la salute, della sicurezza e della difesa e delle relazioni con il vicinato meridionale.
 
Prima di tutto si dovrà fare il punto sulla situazione epidemiologica e da qui si passerà al tema caldo dei vaccini con i ritardi nelle consegne, le difficoltà di produzione e gli altri ostacoli che stanno facendo della UE il fanalino di coda nel Mondo occidentale.
 
In una nota del Consiglio europeo si legge che i leader si concentreranno in particolare sull'autorizzazione, la produzione e la distribuzione dei vaccini e sulla circolazione delle persone.
 
Un tema, quest’ultimo, che vede al momento scontrarsi due linee, quella della chiusura sine die delle frontiere avanzata dalla Germania e quella più aperturista degli altri Paesi.
 
Ai leader europei anche a valutazione del pacchetto della Commissione sull'Unione della salute e delle possibili prossime iniziative, quali:

• miglioramento della preparazione dell'UE e sistemi di allarme rapido e prevenzione
• strumenti di gestione delle crisi e di risposta
• migliore utilizzo dei dati sanitari e modellizzazione dei dati
• sostegno alla ricerca e all'innovazione e migliore corrispondenza di queste ultime alle esigenze in materia di produzione di vaccini e di forniture mediche essenziali
• diversificazione e resilienza delle catene di approvvigionamento mediche globali
 
Ma, come dicevamo, è certo che il tema vaccini sarà quello più controverso anche dopo il mea culpa di qualche settimana fa della Commissaria von der Leyen su come sia stata gestita la fase contrattuale con le aziende farmaceutiche.
 
Sta di fatto che oggi, nonostante vi siano ben tre vaccini autorizzati e uno in arrivo a metà marzo (quello di Janssen), ancora nessuno se la sente di scommettere sul fatto che la promessa della Commissione UE di vaccinare il 70% degli europei entro l’estate 2021 possa essere effettivamente mantenuta.
 
Michel: “Accelerare autorizzazioni e produzioni vaccini”. “La nostra priorità - scrive il presidente del Consiglio europeo Charles Michel nella sua lettera di invito alla video conferneza inviata ai leader eropei - continua a essere quella di accelerare le vaccinazioni in tutta l'UE. Ciò significa accelerare il processo di autorizzazione dei vaccini, come pure la produzione e la distribuzione degli stessi. Sarà necessario, ad esempio, vagliare soluzioni che permettano di raggruppare i produttori nelle diverse catene di approvvigionamento al fine di aumentare la produzione nell'UE. Bisognerà inoltre garantire la prevedibilità della consegna dei vaccini e il rispetto da parte delle aziende farmaceutiche degli impegni da esse assunti”.
 
“Le nuove varianti - scrive ancora Michel - sono diventate i ceppi dominanti in molti Stati membri. Dobbiamo pertanto rafforzare la nostra capacità di sequenziamento e porre in essere le condizioni necessarie per l'aggiornamento dei vaccini”.

25 febbraio 2021
© Riproduzione riservata


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