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Clima. Il caldo miete vittime tra gli over 65: mortalità giornaliera cresciuta dell’8%, +2.239 decessi

di E.M.

Tra il 17 maggio e il 17 settembre, nove le città maggiormente colpite: Bari (+46%), Campobasso (+30%), Catania (+27%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%) Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%) e Napoli (+9%). Questi alcuni dei risultati rilevati dal Sistemi di allarme, dal Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera e dagli accessi in pronto soccorso. IL DOCUMENTO

10 NOV - Un’estate calda, anzi caldissima quella di quest’anno, in Europa a più calda degli ultimi 20 anni. A pagarne lo scotto le fasce di popolazione più fragili per età e condizioni di salute. Da maggio a settembre la mortalità giornaliera è cresciuta dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2020. Ben 2.239 decessi in più causati dalle temperature superiori alla media del periodo con eccessi statisticamente significativi in 9 città: Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%), Campobasso (+30%), Napoli (+9%), Bari (+46%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%) e Catania (+27%).
 
A fotografare gli effetti delle alte temperature sulla salute sono i risultati dei Sistemi di allarme (Hhwws) e del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG) e degli accessi in pronto soccorso, rilevati tra il 17 maggio e il 17 settembre scorsi, contenuti nel Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute pubblicato sul sito del ministero della Salute.
 
Dati che parlano chiaro. Per questo, si legge nel Report, alla luce dell’incremento previsto nella frequenza e nell’intensità di eventi di caldo estremo nel nostro paese secondo gli scenari di cambiamento climatico si sottolinea la “necessità di rafforzare le risorse dedicate alla prevenzione degli eventi estremi sia a livello locale che nazionale”.

Vediamo in sintesi i dati emersi:
 
Le temperature Durante l’estate 2021 sono state registrate temperature superiori alla media di riferimento, ed è stato osservato in diverse città un incremento di mortalità giornaliera correlato all’incremento delle temperature. L’analisi della relazione dose risposta temperatura mortalità mostra infatti nel 2021 una relazione positiva, soprattutto nelle città del Centro-Sud. Da sottolineare che nell’estate 2020, a causa dell’elevata mortalità Covid 19 nell’inverno precedente, che aveva ridotto il pool dei suscettibili, non erano stati documentati incrementi di mortalità associati alle elevate temperature.

A livello europeo l’estate 2021 è stata la più calda degli ultimi 20 anni, le anomalie positive di temperature hanno interessato soprattutto l’area del mediterraneo ed il sud-est Europa. In particolare, in Italia l’estate 2021 ha registrato un’anomalia positiva di temperatura massima di +1.6°C rispetto alla media climatica. Per le città incluse nel sistema Hhwws i dati evidenziano valori superiori al riferimento climatico per tutte le variabili (Temperatura media, minima, massima, l’umidità relativa) in particolare al centro-sud.

Complessivamente, i giorni di allarme (livello 2 e 3) segnalati dal sistema di allerta Hhwws sono stati 239, un numero più elevato rispetto al 2020, soprattutto tra le città del sud dove si è registrato un numero di giorni di allerta tra i più alti degli ultimi anni. Nell’estate 2021 si sono verificate tre ondate di calore (livello 2 e 3); la prima, di breve durata, nell’ultima decade di giugno che ha interessato soprattutto il centro-sud, la seconda a partire dall’ultima settimana di luglio e una terza ondata più intensa e prolungata tra il 9-16 agosto che ha interessato tutto il paese.
 
I dati di mortalità.
Il sistema di monitoraggio della mortalità giornaliera (SiSMG) nella popolazione anziana (65+ anni) ed il sistema di sorveglianza delle strutture sentinella per gli accessi in pronto soccorso, nella stessa fascia di popolazione, hanno evidenziato un impatto sulla salute con un lieve incremento della mortalità. Nel periodo 15 maggio-15 settembre l’incremento della mortalità è stato pari a +8% (2.239 decessi in eccesso), con eccessi statisticamente significativi in 9 città: Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%), Campobasso (+30%), Napoli (+9%), Bari (+46%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%) e Catania (+27%).


 
Per quanto riguarda l’andamento della mortalità settimanale per classi di età (65+, 65-74, 75-84, 85+) durante l’estate 2021 tra le città del nord e del centro-sud, al nord si è osservata una mortalità superiore all’atteso nella settimana 29 luglio-4 agosto in correlazione con la seconda ’ondata di calore con un eccesso di mortalità soprattutto nella classe di età 85+ anni. Tra le città del centro-sud si è osservato un primo eccesso di mortalità nella seconda metà di giugno in corrispondenza del primo incremento delle temperature (livelli di rischio HHWW 1 e 2), seguito da un secondo periodo di mortalità superiore all’atteso a partire da fine luglio in corrispondenza delle ondate di calore soprattutto nelle classi di età anziane (75-84, 85+ anni) che si protrae fino alla fine di settembre.
 
I dati di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG) per mese evidenziano per il mese di giugno una mortalità lievemente superiore l’atteso (+7%) in parte associabile alla prima ondata di calore sul totale delle 27 città con sistemi Hhwws. Nel mese di luglio è da segnalare una mortalità in linea o inferiore all’atteso in gran parte delle città, ad eccezione di Venezia, Roma e Bari. Nel mese di agosto la mortalità è stata invece superiore all’atteso (+13%) attribuibile all’ondata di calore di agosto soprattutto tra le città del centro-sud (Perugia, Roma, Latina, Bari, Reggio Calabria, Palermo, e Catania). Mentre tra le città del nord si è osservata una mortalità in linea o inferiore ai valori di riferimento, ad eccezione di Milano dove l’eccesso di mortalità stimato è pari a +11%.

Combinando separatamente i dati delle città del nord e del centro-sud è stata analizzata la relazione temperatura/mortalità giornaliera attraverso un’analisi di serie temporale per confrontare l’effetto della temperatura nei diversi periodi estivi degli ultimi anni.  Questa analisi, si sottolinea nel documento, consente di verificare se l’eccesso di mortalità osservato è attribuibile all’incremento di temperatura.
L’analisi evidenzia come tra le città del nord nel 2020 (curva nera), che ha fatto registrare nei mesi precedenti al periodo estivo un’elevata mortalità associata alla pandemia Covid-19, non si è osservato un effetto del caldo mentre durante l’estate 2021 si osserva un rischio di mortalità associato alle elevate temperature paragonabile al periodo di riferimento (curva rossa). Tra le città del centro-sud la curva del 2021 è invece paragonabile a quella del 2020, con un effetto delle temperature sulla mortalità addirittura superiore al riferimento (curva rossa). Nel 2020 la differenza tra le città del nord e del centro sud è attribuibile al forte impatto che la prima ondata dell’epidemia Covid-19 ha avuto al nord con una riduzione del pool di soggetti ad elevato rischio (pool suscettibili).

I risultati della sorveglianza della giornaliera mortalità per ogni città confermano gli incrementi registrati in alcune città a fine giugno con il primo innalzamento delle temperature e durante le ondate di calore di fine luglio e di metà agosto soprattutto al centro-sud.

I risultati della sorveglianza degli accessi in pronto soccorso relativi alle strutture ospedaliere sentinella rilevano variazioni nell’andamento degli accessi in PS in relazione alle elevate temperature solo a Venezia, Milano, Genova, Bologna e Palermo con diversi giorni di latenza in seguito all’ondata di calore di agosto.
 
Piani di prevenzione.
Per l’estate 2021 i piani di prevenzione sono stati attivati in continuità con gli anni precedenti, nel complesso, 26 città hanno attivato una campagna informativa a livello locale e solo 4 città hanno realizzato attività di formazione degli operatori socio-sanitari sui rischi associati al caldo e sulle raccomandazioni per la popolazione nei sottogruppi suscettibili.
In 23 città l’attività centrale della prevenzione è la sorveglianza attiva delle persone a rischio (identificate attraverso l’anagrafe dei suscettibili al caldo) effettuata attraverso medici di base o tramite un caregiver adeguatamente formato collegato alla rete dei servizi. Nella maggior parte delle città sono attivi interventi di tipo sociale e in particolare è un intervento diffuso quello di attivare un call center come collegamento ai servizi. Tutti gli interventi hanno presentato delle criticità legate al Covid 19, in particolare l’attivazione di protocolli di emergenza come l’accoglienza/trasporto in strutture climatizzate e la sorveglianza attiva delle persone a rischio.
 
E.M.

10 novembre 2021
© Riproduzione riservata


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