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Verso il Forum Ecm. Intervista a Iachino (Agenas): “Migliorare su valutazione e controllo su provider”

Roma, e non più Cernobbio, sarà il 4 e 5 novembre la ‘capitale’ della riflessione sulla formazione in medicina in occasione della quinta Conferenza Nazionale sull'Ecm. Il dirigente Agenas, nel ruolo di segretario della Commissione Ecm, illustra il programma dei lavori e identifica gli elementi ancora critici della penetrazione della cultura dell'educazione continua.

02 NOV - La Conferenza, promossa dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua del Ministero della Salute in stretta collaborazione con Agenas, che negli anni scorsi si teneva a Cernobbio, quest'anno si trasferisce al Palazzo dei Congressi della capitale. Le novità e in generale il punto sulla sistuzione dell'Ecm è stato fatto da Achille Iachino, dirigente Agenas e segretario della Commissione ECM, intervistato per il portale della Fnomceo da Walter Gatti.

Dottor Iachino: la conferenza nazionale giunge alla sua quinta edizione e si sposta a Roma; quali sono i contenuti salienti del programma?
Lo spostamento a Roma è stata una scelta della direzione di Agenas, sia per contenere i costi sia per consentire una più ampia fruibilità dal punto di vista logistico. Quanto al programma, lo stesso è particolarmente ricco. Saranno trattati tutti gli argomenti salienti del triennio 2011 - 2013, un triennio in cui si è passati dal sistema eventi al sistema accreditamento provider, con implicazioni rilevanti sia per questi ultimi sia per i professionisti. I dibattiti non saranno solo teorici ma andranno molto sugli aspetti pratici, che poi sono quelli più interessano i soggetti coinvolti nell'ECM. Dopo una fase di rallentamento dovuta a circostanze contingenti, il 17 luglio u.s. la Commissione nazionale ECM ha approvato una determina fondamentale in cui, a conclusione di discussioni che andavano avanti da molto tempo, si sono regolamentati gli istituti dell'esonero, dell'esenzione, dei crediti all'estero, del tutoraggio, dell'autoapprendimento, del dossier formativo e della certificazione dei crediti. Sono argomenti di sostanza, che nel prossimo triennio caratterizzeranno da un lato l'attività dei soggetti istituzionalmente preposti a garantirli e,dall'altro, i professionisti sanitari che ne beneficeranno. E' in quest'ottica che è stato redatto il programma che, infatti, dopo una panoramica sui traguardi e le prospettive del triennio che sta per concludersi, verranno affrontati gli argomenti di cui sopra. L'intera mattina del 5 sarà dedicata al dossier formativo, a testimonianza dell'importanza che questo strumento ha per la Commissione e per tutto il sistema ECM. Ci sarà anche una significativa parentesi dedicata all'UE, con un dibattito che vedrà come ospite, fra gli altri, anche il Dott. Romuald Krajewski, Presidente della European Union of Medical Specialists. Si parlerà delle verifiche e dei controlli ai provider, che nel prossimo triennio saranno implementati, del convenzionamento con le Regioni, strumento che si sta rilevando particolarmente efficace, della formazione nelle Aziende Sanitarie, e naturalmente non mancheranno momenti di confronto con gli stakeholders.

 
E' sempre più evidente che la conferenza è il momento in cui tutte le agenzie e le istituzioni coinvolte nella formazione dei professionisti della salute lavorano insieme. Il coordinamento e la convergenza sono un "frutto naturale e ovvio" oppure sono risultato di un lungo lavoro comune?
Diciamo che si tratta di una aspirazione comune, di buon senso direi. Che però purtroppo, per rimanere alla sua metafora, non sempre "matura"spontaneamente, non fosse che per comprensibili e legittime diversità di vedute. Quando ciò si verifica, la strada da seguire è quella della massima apertura all'ascolto delle istanze di tutti, da valutare alla luce della necessaria coerenza che deve essere garantita al sistema. Fatto questo con obiettività e serenità, le risultanze che ne derivano saranno suffragate da argomenti forti, che metteranno i decisori nella condizione ottimale per compiere le scelte migliori.
 
Dovendo parlare di "risultati", ci può anticipare i punti positivi e le criticità ancora vive in questo momento nel sistema italiano di ECM?
A mio giudizio, il risultato più grande conseguito dall'ECM è quello di aver radicalmente modificato(in senso positivo) il rapporto dei professionisti sanitari con l'aggiornamento professionale. Grazie all'ECM, e al paziente lavoro di chi per esso si è speso, è ormai un dato acquisito che la formazione è un valore e, come tale, va salvaguardato e costantemente migliorato. Altro importante risultato è sicuramente una maggiore responsabilizzazione dei formatori che, con il passaggio al sistema provider, diventano soggetti con precisi doveri e obblighi. Quanto alle criticità, le stesse sono in buona parte connesse alla notevole complessità di un sistema che è e rimarrà in continua evoluzione e, in quanto tale, necessita di continui interventi migliorativi. Detto questo, se devo dire qual è l'aspetto critico secondo me più rilevante, non posso non citare l'oggettiva difficoltà di controllare e verificare, dal punto di vista sostanziale l'attività dei provider. Si tratta di una questione estremamente seria, che riguarda la qualità della formazione, e che a breve affronteremo in maniera incisiva, come avremo modo di dire alla prossima Conferenza di Roma.
 
La sua posizione in seno all'Agenas le permette una visione specifica dei territori regionali: l'educazione continua è uniforme sul territorio oppure esistono differenze regionali sensibili?
E' un discorso complesso, perché articolata è la realtà di cui parliamo. Ci sono regioni che programmano la sanità in maniera adeguata e altre che hanno delle difficoltà, regioni in piano di rientro e regioni non sottoposte a tale istituto. L'introduzione del sistema ECM regionale ha messo le regioni di fronte a un dato di fatto: essere enti accreditanti. Alcune regioni erano pronte, in altri contesti questa situazione ha creato difficoltà operative. A oggi nove regioni (Sicilia, Calabria,Puglia, Basilicata, Campania, Sardegna, Abruzzo, Veneto e Friuli Venezia Giulia) hanno scelto di convenzionarsi con Agenas, al fine di avere un affiancamento nell'attività di cui trattasi. I risultati di questi accordi sono molto positivi e, come ho detto, se ne discuterà anche nel prossimo Forum. Le regioni non convenzionate operano in autonomia e, a quanto mi risulta, l'accreditamento dei provider è un'attività che viene svolta in maniera adeguata, anche se sussistono problemi di coordinamento, soprattutto dal punto di vista tecnico, in relazione agli adempimenti procedurali da porre in essere successivamente alla realizzazione degli eventi formativi (mi riferisco, in particolare, alla trasmissione dei dati al Co.Ge.A.P.S.). E' una criticità che dovrà essere affrontata in maniera sistematica, perché avrà delle conseguenze rilevanti su molti degli istituti contenuti nella determina del 17 luglio 2013 e,soprattutto, su importanti diritti dei professionisti sanitari.
 
 
Walter Gatti

02 novembre 2013
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