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Perché non mi convince lo sciopero della Fimmg

Sono molto colpito dall’indifferenza della Fimmg nei confronti delle posizioni politiche degli altri sindacati, che se sono indisponibili allo sciopero perché  giudicato inopportuno sono  però disponibili a ricompattare tutto il fronte su una rivendicazione che a me pare sia tutt’altro che disprezzabile

12 MAG - Come tutti sanno il Prozac è un antidepressivousato per la depressione "continua" e per il trattamento di disordini ossessivi e coercitivi. Avevo appena terminato la mia relazione sulla “questione medica” al convegno Cimo dello scorso anno, quando Giacomo Milillo il segretario nazionale della Fimmg prese la parola ed esordì dicendo: “dopo il quadro che ci ha fatto il professor Cavicchi sullo stato della nostra professione da medico suggerisco una bella dose di Prozac per tutti”.
 
Non dissi niente ma ci rimasi male, ma non perché il mio discorso non fosse condiviso, ma per il modo superficiale con il quale veniva svalutato uno sforzo analitico che mi ero premurato di fare con la massima cura. Non era colpa mia se i medici se la passavano male.
 
Dopo aver letto l’appello Fimmg che qualche giorno fa invitava i medici di medicina generale ad aderire allo sciopero del 19 maggio, mi è tornato alla mente l’episodio del Prozac. La cosa che mi colpiva, era il suo tono fortemente depressivo e l’ansia incontenibile   quasi  per una catastrofe avvertita come  immanente e soprattutto  questa ossessione coercitiva   a fare sciopero per non cambiare praticamente niente:

· “rialziamoci e uniamoci per difendere la nostra dignità, la nostra libertà e l’avvenire professionale di ciascuno di noi ”,
· “è per la sicurezza del nostro futuro che chiediamo a tutti di aderire senza indugi alle azioni di protesta”,
· “mai come in questo momento il destino della medicina generale Italiana è nelle mani e nella volontà dei medici di famiglia”,
· “la medicina generale sta per essere consegnata aiburocrati delle regioni e nere nubi si stanno addensando sulla nostra convenzione...”,
· “i cittadini rischiano di perdere la libera scelta del proprio medico di fiducia mentre noi non potremo più organizzare autonomamente il nostro studio e la nostra giornata di lavoro secondo le esigenze deinostri assistiti e secondo orari adatti alle nostre attività”,
· “sicurezza del nostro futuro significa poter mantenere il rapporto di lavoro libero professionale convenzionato”. (QS 04 maggio 2015).
 
Pensai tra me e me, devo dire a Milillo di prendere un po’ di Prozac ...mi sembraincagliato su una secca e sballottato  dalle onde,  pensava di scioperare contro il mare per protestare contro le maree.
 
Su questo giornale ho già espresso le mie perplessità sulla linea politica della Fimmg (QS 9 febbraio 2015) che non ripeterò. Desidero aggiungere qualche considerazione ulteriore perché, Prozac a parte, considero i medici di medicina generale una categoria importante.
 
Ecco le mie considerazioni:
· con un discreto cinismo, spacciato per realismo, sia la Fimmg che la Simmg in passato hanno teorizzato l’universalismo parziale,  sino ad arrivare all’ultimo congresso nel quale Milillo ha proposto una sanità pubblica solo per gli indigenti (QS 9 ottobre 2014). Ora la Fimmg non può pensare di essere credibile quando nel suo appello si mostra preoccupata per i propri assistiti cavalcando strumentalmente la questione della libera scelta. A me pare sbagliato cavalcare pretestuosamente questo discorso. Per esperienza so che in politica usare le patacche...non paga;

· sono molto colpito dall’indifferenza della Fimmg nei confronti delle posizioni politiche degli altri sindacati, che se sono indisponibili allo sciopero perché  giudicato  inopportuno sono  però disponibili a ricompattare tutto il fronte su una rivendicazione che a me pare sia tutt’altro che disprezzabile. Mi chiedo quanto paghi la presunzione della Fimmg a fronte della possibilità di dispiegare tutto il fronte sindacale sulla base di una strategia comune e quali prezzi i medici di medicina generale   dovranno pagare a causa di questo presunto senso di superiorità? E’ vero che la Fimmg è maggioritaria ma in politica sono le proposte e le battaglie giuste che rendono autorevole un sindacato;

· i medici di famiglia sono i più colpiti dalle norme previste nell’intesa Stato regioni  che prevedono di amministrare gli atti prescrittivi dei medici. Su questo problema, dopo l’alzata di scudi contro la patrimoniale proposta dalle Regioni, da parte della Fimmg neanche una parola nonostante l’intesa preveda comunque azioni molto limitanti la libertà del medico. Trovo davvero paradossale che si faccia di tutto per difendere il rapporto di lavoro libero-professionale...ma accettando imbelli di perdere la propria autonomia clinica;

· voi Fimmg nella vostra conferenza (QS 8 maggio 2015) dite di scioperare contro  l’abolizione del medico di famiglia...una espressione tipicamente gappy, cioè né vera e né falsa, quindi propagandistica. Essa agli occhi dei cittadini può risultare ingannevole e sembrare   quella che non è e cioè che si voglia cancellare la medicina di base e le cure primarie...voi sapete che così non è...quello che vi si chiede è di cambiare, di essere self- enforcing,  cioè di rispettare i patti che avete sottoscritto, le norme in vigore a partire dalla applicazione integrale della vostra convenzione...ma soprattutto quello che vi si chiede ...è una nuova responsabilità e sensibilità... nei confronti dei problemi pesanti del sistema. Se i tagli agli ospedali non saranno compensati con migliori cure primarie sarà un disastro. Se le cure primarie...non saranno veramente e interamente primarie...il sistema costerà sempre più del necessario;

· la Fimmg accetta senza colpo ferire il costo zero del rinnovo della convenzione… ma è francamente un errore che nessun sindacato serio potrebbe permettersi. A mio parere La Fimmg dovrebbe mettere sul tavolo una proposta che produca un valore aggiunto...per esempio integrandosi meglio con la medicina territoriale e qualificando in tutti i sensi i propri atti prescrittivi e azzerare la medicina difensiva...ma farsi pagare come si deve. Accettare il costo zero vale come accettare la decapitalizzazione del lavoro e quindi di essere svalutati. Chiedete che i vostri risultati siano retribuiti dichiaratevi disponibili a ridiscutere il criterio della quota capitaria e fatevi pagare;

· infine vorrei fare un accenno al vostro rapporto con la politica. Fino a Balduzzi siete stati consociativi. Il decreto che avete concordato è ormai un intralcio che blocca paradossalmente la vostra evoluzione, ora la politica nei vostri confronti è stufa e sta cambiando atteggiamento. Per le Regioni che voi continuiate a fare il bello e il cattivo tempo è antieconomico...punto. Ma la vera debolezza che vedo nel vostro rapporto con la politica è nell’uso conservativo che sino ad ora ne avete fatto. Perché non provate a farne un uso riformatore? Non eravate voi che nel congresso del 2001 avete lanciato l’idea della rifondazione della medicina convenzionata? Che rifondazione è quella che sciopera per non cambiare nulla?
 
A proposito, una piccola curiosità finale...nel vostro appello, unici medici nel panorama pubblico, definite il vostro ambulatorio con il termine “studio” usando l’accezione che si usa per l’attività privata…perché la medicina generale non può essere un servizio pubblico come tutti gli altri?
A pensarci meglio forse un po’ di Prozac a Milillo e alla Fimmg non farebbe male...giusto un po’.
 
Ivan Cavicchi

12 maggio 2015
© Riproduzione riservata


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