Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Venerdì 19 LUGLIO 2019
Lettere al direttore
segui quotidianosanita.it

La Cgil dice no a uno sciopero contro i “fantasmi”

12 MAG - Gentile direttore,
la ringraziamo e facciamo tesoro degli stimoli all'approfondimento ed all'azione contenuti nel suo commento sullo sciopero dei medici proclamato dalla Fimmg. Approfondiamo. Certo che ci sarebbero motivi a iosa per protestare contro lo stato di declino e di degrado in cui versa la sanità italiana. E siamo pronti a scioperare domani ed ad oltranza. Per salvare la sanità pubblica e la dignità dei suoi operatori, per l'orgoglio di quel camice bianco che troppe aggressioni convergenti (alcune autoprodotte) hanno sporcato. Ma non casualmente, forse perché rappresenta l'ultimo baluardo di una sanità pubblica, universale, equa.
 
Oggi la nostra sanità è strozzata tra il martello dei tagli dei Governi degli ultimi anni, che ormai veleggiano sui 35 mld  in 5 anni; e l'incudine delle Regioni che, per mantenere il controllo della gestione della sanità (soldi, potere, clientele troppo spesso contaminate dalla corruzione), accettano in sostanza tutto, senza riformare il sistema,  e trasferiscono i sacrifici sugli operatori, sui servizi e in ultima analisi sui cittadini.

 
Il punto è che lo sciopero della Fimmg del 19 non è affatto contro questo. Riteniamo anzi che assecondi e acceleri il declino della sanità e del medico. Per questo non possiamo aderire.
Ma precisiamo meglio. 
 
Le ribolle il sangue, gentile Direttore, nel vedere quello "0" sulla crescita degli stipendi pubblici e di noi medici. Le assicuro, ribolle anche a noi che li percepiamo immutati da sette anni.

Questo è il primo motivo del nostro giudizio negativo sullo sciopero Fimmg.
Gli stipendi li hanno bloccati i Governi ma la Fimmg rivendica una legge 'di cui non avrebbe cambiato una virgola' la Balduzzi, che aggiunge una riforma delle cure primarie a costo zero.

Lo hanno fatto mettere entusiasti sulla legge, il costo zero. Non solo gli stipendi, vi hanno allegato in omaggio anche la riforma delle cure primarie con assistenza h 24 e 7 giorni su 7.
Crepi l'avarizia!  Ma chi paga le UCCP e le AFT? Siamo oltre al blocco dello stipendio, ci rimettiamo.  E dovremmo scioperare pure?
 
Da qui deriva la trattativa equivoca che abbiamo sempre denunciato, come può verificare. Ma la Fimmg insiste.  E sostiene che la Balduzzi introduca “principi molto tutelanti per la medicina convenzionata”
 
Tre osservazioni, Direttore:
- Se esistono nella legge principi molto tutelanti perché ci troviamo nel disastro che anche loro descrivono? La Balduzzi è vigente, non c'è un'altra legge in discussione al Parlamento e la convenzione non può andare contro la legge.
 
- Se la legge Balduzzi è così utile e valida perché sono trascorsi oltre due anni dal termine ultimo (8 maggio 2013), fissato dalla stessa legge, per concludere i rinnovi delle convenzioni nazionali e ancora non esiste nenche una bozza? Qualche dubbio sulla sua efficacia potrebbe sorgere ed anche sul mantenere il suo blocco delle risorse in eterno. Il tempo della Balduzzi per noi è finito.
 
- E' il sostegno alla legge Balduzzi che ha isolato la Fimmg. Non solo dagli altri sindacati della MG (piccoli, ma con quasi il 40% degli iscritti), ma da tutti i medici dipendenti, precari, e dagli altri operatori della sanità. Tutti bloccati tranne la Fimmg. Mentre tutti sono schierati contro i tagli la Fimmg li accetta, mentre tutti protestano (troppo poco) per il blocco contrattuale e il blocco degli stipendi, la Fimmg ci fa l'aggiunta delle riforme a costo zero.
 
Anche per questa scelta divisiva, secondo noi, oggi i medici sono più deboli, e le aggressioni sul ruolo medico aumentano, e siamo alla responsabilità prescrittiva.
 
Ma c'è di più, caro Direttore. La scelta della Balduzzi non è un incidente di percorso della Fimmg. È una linea politica. Pensi all'ultimo congresso di Cagliari nell'ottobre scorso. Milillo ha chiesto 'un bagno dì realtà' nel prendere atto della insostenibilità del SSN, ed ha dichiarato 'la necessità di prevedere un concreto contributo dell'assistito nel momento in cui usufruisce della prestazione...mantenendo la gratuità per gli indigenti'
 
Ha prospettato insomma una scelta liberista con una contrazione del sistema pubblico, l'apertura a fondi ed assicurazioni varie, la creazione in sostanza di una sanità di serie A per chi può pagare ed una di serie B per gli 'indigenti' che poi non si capisce chi sarebbero.
Cosa c'è dietro questa scelta? Di certo non la difesa del SSN nella sua equità ed universalità. (vedi nostro commento inviato a suo tempo). Di certo porta “all'allentamento” del legame convenzionale dei medici. Chi vuole cancellare il medico di famiglia...forse la Fimmg?

Vorrebbero aprire un altro forno: medici pubblici e medici delle assicurazioni. Alla fine dei conti il medico guadagnerebbe meno e dovrebbe lavorare anche per le assicurazioni, con buona pace per l'assistenza pubblica universale di qualità.  La medicina generale è il Sistema sanitario pubblico per noi, e vive di esso. Si cade, a segare il ramo su cui si è seduti.
E dovremmo pure scioperare per ottenere questi risultati?
 
Come vede, Direttore, non chiedono maggiore dignità per i medici e gli assistiti (indigenti, fa ancora ribollire, anche a Lei, siamo sicuri). Non scioperano contro l'austerità e il continuo prelievo di risorse dalla sanità per coprire deficit di spesa e debito pubblico non sanitario. Si accomodano, cercano piccoli privilegi per pochi. E neanche riescono. Altrimenti avrebbero chiamato tutti gli altri medici, operatori sanitari a protestare.

In questo scenario la chiarezza delle motivazioni dello sciopero, onestamente, non la vediamo.
 
L'interlocutore non c'è più. Il comitato di settore è in scadenza fra 20 giorni, e anche la Sisac sarà di conseguenza rivista.  Si cerca qualche promessa elettorale che scade 1 giugno? Ma queste le fanno gratis, non c'è bisogno di scioperare!
 
L'Atto di indirizzo potrà essere modificato da un nuovo comitato di settoree poi approvato dal Governo. Ce la faranno entro il 2016? E comunque lo potrebbero modificare solo in peggio se non cambia la Balduzzi. O bisognerà trattare con lo stesso atto di indirizzo oggi rifiutato. Scioperiamo per rivedere lo stesso film?
 
La controparte non si identifica:non il Ministro Lorenzin, non gli assessori al tavolo. Il colpevole sembrerebbe il coordinatore Sisac che però non ha il potere di cambiare l'atto di indirizzo ma l'obbligo di rispettarlo. Scioperiamo contro i tecnici di cui non si conosce la proposta?
 
E allora si inventano fantasmi,allucinazioni “vogliono abolire il medico di Famiglia” “vogliono assoggettarci ai burocrati e tecnocrati (nientemeno) regionali”.....
 
Se ritiene (e se riesce) Direttore, si faccia dire chi sono “quelli che vogliono...”, in quale documento è prevista la supposta abolizione del medico di famiglia, in quale autorevole dichiarazione (Bar compreso) hanno carpito questo diabolico progetto.
               
E dovremmo scioperare a bocce ferme, senza obiettivi, senza motivi, contro i fantasmi? E se andasse bene avremmo pure un peggioramento economico e delle condizioni di lavoro dei medici e un degrado dell'assistenza ai cittadini? No, grazie.
 
Tutto ci appare finto e strumentale, e non ci piace danneggiare i cittadini e i medici solo “per far casino”.  Come vede Direttore si potrebbe scrivere un trattato, e Flaiano lo concluderebbe così: la situazione è grave, ma non è seria.
 
Nicola Preiti
Responsabile nazionale FP CGIL Medici medicina convenzionata

12 maggio 2015
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Lettere al direttore

lettere al direttore
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy