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Prematurità in crescita. Aumentano i late preterm. Focus group di Onda nel Lazio

di Viola Rita

Globalmente, ogni anno un milione di bambini nati prematuri non sopravvive. In Italia, negli ultimi 20 anni il numero di nascite premature è cresciuto, soprattutto dei bimbi nati tra la 32a e la 36a settimana di gestazione. Due tavoli tecnici promossi dall’Osservatorio O.N.DA effettuano il punto della situazione: politica e sanità sono riunite per discutere le strategie per il futuro

23 NOV - Globalmente, ogni anno 15 milioni di bambini nascono prematuri (cioè dopo meno di 37 settimane di gestazione) e di questi circa un milione non sopravvive. In Italia il 7% dei neonati è prematuro: ogni anno ci sono 50mila nascite prima del termine. Una cifra in aumento negli ultimi 25 anni, soprattutto se si considera il numero di bambini nati tra la 32a e la 36settimana gestazionale. Inoltre, su 50mila nati prematuri, circa 30mila sono late preterm (letteralmente pretermine ‘tardivi’), nati cioè tra la 34a e la 36settimana. Questi dati sono stati illustrati venerdì scorso, 21 novembre, in tavolo tecnico presso la Regione Lazio (Palazzo della Regione), un incontro promosso dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.DA), con il sostegno non condizionato di AbbVie. 

Ben il 63% dei bambini che muoiono prima dei cinque anni sono neonati; la prematurità e il basso peso corporeo alla nascita rappresentano due delle principali cause  di mortalità infantile e morbidità. 
L’Osservatorio O.N.DA ha organizzato due tavoli tecnici per effettuare il punto della situazione sulle nascite pretermine nel Lazio e nella Lombardia. Tali incontri hanno l'obiettivo di definire, attraverso l'intervento degli stakeholder di riferimento (clinici, istituzioni politiche e sanitarie), un percorso materno-infantile uniforme su tutto il territorio, per garantire una continuità assistenziale dal momento della nascita fino ai tre anni di età del bambino. Inoltre, il 17 novembre 2014 si è celebrata la Giornata Mondiale della Prematurità - organizzata dall'European Foundation for the care of newborns infants (EFCNI) e promossa in Italia dall'Associazione Vivere Onlus - un evento globale volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema delle nascite premature.

 
In occasione del Tavolo Tecnico, intervengono i seguenti esperti: Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da, Nicoletta Orthmann, Consulente Medico O.N.DA, la Sen. Giuseppina Maturani in rappresentanza della 12a Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato, Flori Degrassi, Direttore della Salute e Integrazione Socio Sanitaria della Regione Lazio, Domenico Di Lallo, Dirigente dell'Area 'Programmazione della Rete Ospedaliera (pubblica - privata - policlinici-universitari) e ricerca' della Direzione regionale 'Salute e Integrazione Socio-sanitaria', Domenico Arduini, Ordinario di Ginecologia e Direttore del Dipartimento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Tor Vergata a Roma, Costantino Romagnoli, Presidente della Società Italiana di Neonatologia (S.I.N.) e Direttore dell'Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Gemelli di Roma.

Questi specialisti mettono a fuoco la situazione attuale delle nascite pretermine nel Lazio, presentando alcune strategie necessarie per migliorare l'assistenza sanitaria in diversi momenti, nel concepimento, nella gravidanza, nel parto, nel dopo-nascita e nei primi anni di vita. Prevenzione, intervento tempestivo e follow up prolungato dopo la nascita rappresentano alcuni dei punti cardine alla base di tale assistenza. 

Un aumento, quello delle nascite pretermine, “che può avere ripercussioni molto pesanti sulla salute del bambino e della madre, stravolgendo l’intera famiglia”, ha affermato Francesca Merzagora, Presidente di O.N.DA, Osservatorio Nazionale della salute femminile che nel 2012 ha iniziato a collaborare con gli ospedali del network Bollini Rosa, rete creata dall'Osservatorio stesso, coinvolgendoli in un concorso ‘Best Practice’. Inoltre, O.N.DA ha organizzato un ‘Open-Day’ in occasione della Giornata mondiale della prematurità (17 novembre), nel 2013 in Lombardia e nel 2014 a livello nazionale.
Un problema, quello delle nascite premature che coinvolge le Istituzioni in maniera attiva. “Tutti noi ci rendiamo conto, a livello parlamentare, di quanto il problema delle nascite premature e dell’aumento dell’incidenza delle stesse sia centrale nell’ambito della Salute", ha affermato la Sen. Giuseppina Maturani della 12Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato della Repubblica. "In tal senso assumono un ruolo fondamentale sia l’organizzazione delle strutture sanitarie ospedaliere che la messa in atto di azioni preventive, verso le quali è aumentata la nostra attenzione. Inoltre, risultano di grande importanza anche le scelte di sostegno programmatiche delle singole Regioni, delle Organizzazioni sanitarie e territoriali nonchè ospedaliere. Pochi giorni fa il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha effettuato la presentazione del riordino del Piano organizzativo-sanitario relativo alla Regione Lazio, all’interno del quale viene rivolta una forte attenzione anche al problema delle nascite premature. Verso questa questione, una delle scelte condivise per prevenire il fenomeno in aumento della prematurità consiste nel cercare di accorpare i punti nascita nel territorio, cercando di concentrare le risorse professionali, organizzative e specialistiche, come punto di sostegno nel percorso materno-infantile”.

In occasione del Tavolo Tecnico presso la Regione Lazio, inoltre, l'On. Paola Binetti, Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati, ha inviato un messaggio scritto in cui sottolinea l'importanza del ruolo delle TIN e della costituzione di una rete di assistenza neonatale uniforme sul territorio. "Il diritto alla vita vale anche se si nasce pesando appena 500 grammi", afferma l'Onorevole Binetti. "Ci auguriamo che il governo preveda maggiori investimenti nella 'Tin'. L’assistenza neonatale italiana ha raggiunto livelli qualitativi non inferiori a quelli di altri Paesi europei, ma resta, invece, il problema delle diseguaglianze regionali, sia intraregionali che interregionali. Ben venga quindi il Neonatal Network, database nazionale, che fa da piattaforma operativa per i Centri nascita di tutta Italia, promosso dalla SIN per migliorare la qualità dell’assistenza ai neonati pretermine".
 
La prematurità nel Lazio
“Nel territorio laziale esiste un network dei centri di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) composto da 10 strutture”, ha dichiarato Flori Degrassi, Direttore della Salute e Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio. “Nonostante il miglioramento delle conoscenze dei fattori di rischio associati alla nascita pretermine e nonostante il miglioramento dell’assistenza ostetrica durante la gravidanza, la frequenza delle nascite altamente pretermine (sotto le 32 settimane di EG) rimane sostanzialmente stabile, mentre quella delle nascita fra 32 e 36 settimane è in lieve aumento. Per questo, nella nostra Regione, siamo particolarmente impegnati nella prevenzione che si concretizza su tre linee strategiche: qualificazione della rete dei consultori familiari, rimodulazione delle rete perinatale ospedaliera e promozione dell’appropriatezza dell’assistenza al parto”.
In generale, "assistiamo ad un aumento delle nascite pretermine prevalentemente associato ad un incremento delle nascite molto vicine al termine (tra le 32 e le 36 settimane di gestazione", ha illustrato durante il dibattito Domenico Di Lallo, Dirigente dell'Area 'Programmazione della Rete Ospedaliera (pubblica - privata - policlinici-universitari) e ricerca' della Direzione regionale 'Salute e Integrazione Socio-sanitaria', che, insieme a Flori Degrassi ha presentato le politiche per ridurre le nascite premature nel Lazio. "Si tratta di un dato consistente con quello di altri paesi, che trova tra le possibili interpretazioni principali l'incremento delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, l’innalzamento dell’età materna e soprattutto un aumento della quota parti assistiti in maniera elettiva o in urgenza mediante taglio cesareo, per cui si tende ad anticipare il parto".
 
Il ruolo dello specialista 
Oltre alle Istituzioni, gli specialisti della rete clinica e le Associazioni di pazienti giocano un ruolo centrale nella migliore cura e gestione del neonato pretermine. A tal proposito il Professor Domenico Arduini, Ordinario di Ginecologia e Direttore del Dipartimento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Tor Vergata a Roma, ha messo a fuoco alcuni punti relativi alla nascita pretermine dal punto di vista clinico. “Non esistono linee guida 'uniche' in tema di prematurità, come afferma il Royal College of Obstetricians and Gynecologists proprio nelle Linee guida del 2013”, ha sottolineato il Professore. “L’auspicio è che si possano avere nuovi studi randomizzati. Inoltre, la prematurità di per sé non è un’indicazione per effettuare il taglio cesareo, mentre statisticamente si può osservare una mortalità neonatale incrementata solo se il taglio cesareo viene effettuato in caso di epoca gestazionale inferiore alle 25 settimane”.
 
Un percorso assistenziale, quello legato alla nascita pretermine, che coinvolge in primo luogo i genitori, e lo fa sotto tanti aspetti diversi, di cui gli operatori sanitari devono tener conto e saper prendersi cura, come spiega Costantino Romagnoli, Presidente della Società italiana di Neonatologia (S.I.N.) e Direttore dell'Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico A. Gemelli, Roma . “È importante rassicurare madre e padre sullo stato di salute del bimbo: spesso è difficile essere rassicuranti per un bimbo ventilato artificialmente con elettrodi e sensori attaccati in ogni parte del corpo”, spiega il Presidente SIN. In questi momenti è importante essere vicini ai genitori e dare informazioni precise, semplici, facilmente comprensibili e sempre vere, corrispondenti al reale. La sicurezza dei genitori dipende dalla sicurezza che abbiamo noi nel fornire notizie certe, anche se non sempre positive. In altri termini i genitori sono rassicurati, relativamente, dalla competenza e dalla serietà e sincerità con cui vengono informati”. 
 
Viola Rita

23 novembre 2014
© Riproduzione riservata


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