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I nati prematuri sono a maggior rischio di ricovero ospedaliero durante l’infanzia


Anche se il rischio diminuisce man mano che il bambino cresce, può tuttavia perdurare fino ai 10 anni di età. Anche per quelli nati alla 38a e 39a settimana di gestazione. I dati di un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal secondo il quale l’età gestazionale al momento del parto è un importante fattore predittivo dello stato di salute durante l’infanzia. I maggiori rischi di ricovero per infezioni, poblemi respiratori e gastrointestinali

02 DIC - Nascere prematuri, prima del termine completo della 37a settimana di gestazione, è associato a un rischio maggiore di ricovero in ospedale durante l’infanzia rispetto alla nascita a termine (40 settimane di gestazione).

È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato dal British Medical Journal (BMJ) e condotto da un team di ricercatori guidato dall’Università di Oxford assieme a ricercatori della City University of London e dell’Università di Leicester che ha preso in esame l’associazione tra l’età gestazionale alla nascita e i ricoveri ospedalieri fino ai 10 anni d’età del bambino e le variazioni dei tassi di ospedalizzazione durante l’infanzia.
 
Anche se il rischio diminuisce man mano che il bambino cresce, in particolare dopo i 2 anni di età, sottolineano i ricercatori, permane un rischio maggiore nei bambini nati prematuri fino ai 10 anni di età. E ciò anche per quelli nati alla 38a e 39a settimana di gestazione, il che vuol dire che ci sono molti bambini potenzialmente vulnerabili, affermano i ricercatori.

La nascita pretermine è uno dei principali fattori di rischio associato alle malattie infantili. Evidenze suggeriscono che il rischio di patologie associato alla nascita pretermine diminuisca con l’aumentare dell’età dei bambini, ma non è ancora chiaro a che età precisamente ciò inizi ad accadere e quale sia il legame fra questi cambiamenti e l’età gestazionale al momento del parto.

“Siamo felici di constatare che il database che abbiamo creato sia stato utilizzato per uno studio così importante – ha commentato Alison Macfarlane, Professoressa di Salute neonatale alla City University of London e co-autrice dello studio – un messaggio chiave per le ostetriche è che non solo i bambini nati molto presto, ma anche quelli nati alla 38a e 39a settimana di gravidanza hanno un rischio maggiore di ricovero in ospedale durante l’infanzia. È importante constatarlo in un momento in cui i bambini nati prematuramente sono sempre più numerosi”.

I risultati si basano sui dati di oltre 1 milione di bambini nati negli ospedali inglesi del NHS tra il 1° gennaio 2005 e il 31 dicembre 2006. I ricercatori hanno analizzato i ricoveri ospedalieri dalla nascita fino al 31 marzo 2015 in un database connesso e creato in un precedente progetto condotto dalla City University of London. I dati coprono una media di 9,5 anni per bambino nato tra il 2005 e il 2006.
L’età gestazionale alla nascita è stata analizzata in settimane, da meno di 28 a 42 settimane. Durante il periodo di studio si sono verificati oltre 1,3 milioni di ricoveri ospedalieri, di cui 831.729 (63%) sono stati ricoveri d’emergenza. Poco più della metà (525.039) dei bambini sono stati ricoverati in ospedale almeno una volta durante il periodo di studio.
 
Dopo aver tenuto conto di altri fattori di rischio potenzialmente influenti, come l’età della madre, lo stato civile, la condizione socio-economica, il sesso, l’etnia e il mese di nascita del bambino, i ricercatori hanno scoperto che i ricoveri ospedalieri durante l’infanzia erano fortemente associati all’età gestazionale alla nascita.
 
Il tasso di ricovero in ospedale durante l’infanzia nei bambini nati a 40 settimane era di 28 su 100 pazienti/anno - questa cifra era circa sei volte superiore nei bambini nati estremamente prematuri (meno di 28 settimane). Quando i bambini avevano fra i 7 e i 10 anni, il tasso di ricovero in ospedale nei bambini nati a 40 settimane era di 7 su 100 pazienti/anno - questa cifra era circa tre volte più alta nei bambini nati a meno di 28 settimane.
Tuttavia, anche i bambini nati qualche settimana prima del termine avevano tassi di ospedalizzazione più elevati. La nascita alla 37a, 38a e 39a settimana di gestazione era associata a una differenza nel tasso di ospedalizzazione rispettivamente di 19, 9 e 3 ammissioni in ospedale su 100 pazienti/anno durante l’infanzia, rispetto a quelli nati a 40 settimane.
 
Il rischio di ricovero in ospedale associato all’età gestazionale è diminuito nel tempo, in particolare dopo il secondo anno di età. Tuttavia, un maggior rischio è rimasto fino ai 10 anni, anche per i bambini nati alla 38a e 39a settimana. Anche se questo rischio in eccesso alla 38a e 39a settimana era relativamente basso, il gran numero di bambini nati in tutto il mondo a queste età gestazionali suggerisce che probabilmente questo fenomeno avrà un grande impatto futuro sul sistema ospedaliero, sottolineano i ricercatori.
 
La causa principale dei ricoveri sono state le infezioni. Anche le condizioni respiratorie e gastrointestinali hanno rappresentato una grande proporzione dei ricoveri durante i primi due anni di vita. Trattandosi di uno studio osservazionale, non si possono stabilire le cause. Inoltre, i ricercatori sottolineano alcuni limiti a cui sono andati incontro, come l’impossibilità di tenere conto di diversi fattori che possono influire sulla salute dei bambini, ad esempio il fumo materno e l’allattamento al seno.

02 dicembre 2020
© Riproduzione riservata


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