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Spesa ospedaliera. Il 15% se ne va in complicazioni ed eventi avversi. A Firenze il XX Congresso Iea


E’ uno dei dati che emerge dal report sulla salute mondiale che verrà presentato a Firenze nel corso del XX congresso dell’International Ergonomics and Human Factors Association, che si apre domani a Firenze. Globalmente, il costo degli errori medici è di 42 miliardi di dollari l’anno. Attesi 1600 ricercatori provenienti da 76 Paesi.

25 AGO - Nei Paesi ad alto reddito, sette pazienti ospedalizzati su 100 possono aspettarsi di essere colpiti da un’infezione legata alle terapie (nei Paesi in via di sviluppo il dato è di uno su dieci). Circa il 15% della spesa ospedaliera nei Paesi ricchi è usata per correggere complicazioni prevenibili delle cure ed eventi avversi per i pazienti. E’ uno dei dati che emerge dal report sulla salute mondiale, realizzato congiuntamente da Who, Ocse e Banca Mondiale e che verrà presentato a Firenze nel corso del ventesimo congresso dell’International Ergonomics and Human Factors Association in programma dal 26 agosto a Firenze.

Sempre dal report, emergerebbe che nei Paesi ad alto reddito la percentuale delle vaccinazioni contro l’influenza varia dall’1% al 78% (malgrado l’obiettivo del 75% posto per il 2010 dall’assemblea dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2003). Globalmente, il costo degli errori medici è di 42 miliardi di dollari l’anno. Il Who stima che 303.000 madri e 2,7 milioni di neonati muoiano ogni anno, e che molti di più siano colpiti da malattie prevenibili. Inoltre, circa 2,6 milioni di bambini nascono morti ogni anno.

A Firenze sono attesi 1600 ricercatori provenienti da 76 Paesi. I ricercatori affronteranno il problema dell’errore umano negli incidenti, di come migliorare la performance dell’essere umano al lavoro, della qualità delle cure, della sicurezza nei trasporti.

In apertura dei lavori gli interventi di Pascale Carayon (University of Madison) una delle maggiori esperte di fattore umano e sicurezza delle cure e Jeffrey Braithwhite (Macquire University Sidney), tra le menti più lucide sui modelli di sanità da sviluppare per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria. “La sicurezza del paziente resta un problema molto grosso in tutto il mondo - dice Carayon -. I fattori umani e l’ergonomia possono contribuire in maniera significativa a delineare e implementare soluzioni sostenibili per migliorare notevolmente i processi di cure complesse e indirizzare i problemi di sicurezza del paziente”.

“Stiamo entrando in una nuova era di ergonomia - spiega Braithwhite -. Le persone opereranno molto meglio nei sistemi complessi se applicheremo un nuovo modo di relazionarsi e connettersi, in modo da poter collaborare in futuro nel modo migliore”.

Il congresso si concluderà il 31 agosto con un meeting internazionale a cui parteciperanno 300 specializzandi da 30 Paesi. “E’ affidato a loro - osserva Riccardo Tartaglia, responsabile Grc della Regione Toscana e organizzatore dell’evento assieme a Sara Albolino - quel salto di qualità e sicurezza nell’assistenza sanitaria, più volte auspicato, ma ancora lento nel suo sviluppo, come testimoniato dal recenti report Oecd, Oms, Banca mondiale”.

25 agosto 2018
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