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Ricerca e tecnologia. Schillaci: “Pilastri su cui si basa il nostro Ssn e determinanti per garantire sia sostenibile”


Il ministro: “Vogliamo che gli italiani vivano in buone condizioni di salute. In questa direzione è evidente l'apporto significativo della ricerca e delle nuove tecnologie: penso alla telemedicina che rappresenta e rappresenterà sempre di più un supporto fondamentale per potenziare l'assistenza domiciliare, per gestire la cronicità e per ridurre le disuguaglianze”

18 MAR - “La tecnologia e la ricerca sono due pilastri su cui si basa il nostro sistema sanitario e credo che soprattutto nel futuro saranno sempre più determinanti per la qualità dell'offerta sanitaria e far sì che il servizio sanitario nazionale sia di fatto sostenibile”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento al convegno ‘Tecnologia e ricerca per la sanità di domani’ a Palazzo San Macuto a Roma.

“Siamo impegnati a garantire un'assistenza sanitaria sempre più equa e personalizzata per superare le tante disuguaglianze che sono ancora presenti sul nostro territorio: sono temi che saranno sempre più centrali nelle politiche pubbliche, soprattutto in una Nazione come la nostra tra le più longeve al mondo. Quindi oltre ad avere una popolazione che vive più a lungo - e questo è certamente un fattore positivo - dobbiamo far fronte a una crescente richiesta di domanda di salute e dobbiamo dare risposte adeguate. Perché vogliamo che gli italiani vivano in buone condizioni di salute. In questa direzione - ha aggiunto - è evidente l'apporto significativo della ricerca e delle nuove tecnologie: penso alla telemedicina che rappresenta e rappresenterà sempre di più un supporto fondamentale per potenziare l'assistenza domiciliare, per gestire la cronicità e per ridurre le disuguaglianze. Grazie ai servizi di telemedicina, ad esempio, i pazienti - specie quelli anziani e quelli con patologie croniche - non dovranno spostarsi dal proprio domicilio potendo contare su un'assistenza continua. Presto, inoltre, sarà attivo il portale per la diffusione della telemedicina, un canale con il quale vogliamo informare i cittadini e far conoscere loro quali sono i servizi di telemedicina, come funzionano, che impatto hanno sull'assistenza'. Altre interessanti prospettive di modernizzazione sono aperte dal `nuovo fascicolo sanitario elettronico, che rappresenta sicuramente un passo avanti nella digitalizzazione dei dati sanitari e costituisce uno strumento assai prezioso per i cittadini ma anche i professionisti sanitari”.

Anche “l'intelligenza artificiale può ampliare la possibilità di cura in tante malattie, può aiutare i medici a fare diagnosi più precise, può incidere sulla salute globale. E porta verso una medicina sempre più personalizzata”. Questa sfida “è un tema centrale nel G7 a presidenza italiana, come ha sottolineato più volte la presidente Meloni, e anche del G7 salute. Ovviamente l'Intelligenza artificiale non va considerata sostitutiva dell'uomo che deve governarla, con etica e responsabilità. Vorrei ribadire come la sensibilità del medico non potrà mai essere sostituita dall'intelligenza artificiale. Dobbiamo impiegarla per facilitare l'interdisciplinarietà e a supporto della medicina come già accade nel campo della diagnostica dove ha registrato tanti importanti progressi. Quando parliamo di innovazione, sappiamo bene quanto sia fondamentale la formazione adeguata dei professionisti sanitari, su cui siamo impegnati anche con gli investimenti del Pnrr per lo sviluppo delle competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali degli operatori sanitari. La ricerca e la tecnologia sono determinanti anche in ambito oncologico, favorendo un approccio medico sempre più orientato verso cure personalizzate e accurate”.

“Individuare la terapia più appropriata per il singolo paziente è la finalità dell'Oncologia di precisione - ha evidenziato poi Schillaci - una delle principali aree di innovazione nella lotta contro il cancro. Non dimentichiamo che se oggi in Italia il 60% dei pazienti è vivo a cinque anni dalla diagnosi di cancro e un milione di persone può essere considerato guarito è grazie ai progressi negli ultimi anni nel campo della ricerca nelle cure e nell'assistenza: questa è la strada da seguire”. Sul fronte delle risorse “c'è l'impegno del ministero della Salute con i bandi della ricerca finalizzata e gli investimenti previsti dal Pnrr per il potenziamento della ricerca, l'innovazione e la digitalizzazione del servizio sanitario nazionale. Altrettanto determinante, però, è creare i giusti presupposti per la promozione e lo sviluppo della ricerca. A questa logica rispondono, ad esempio, i decreti sui Comitati Etici che ho firmato nei primi mesi del mio incarico come ministro della Salute così come le attività previste nel Piano Oncologico Nazionale. Penso poi anche all'innovazione in campo farmacologico e farmaceutico, da cui possono arrivare nuove cure per i malati e quindi una migliore qualità di vita per i pazienti. In tal senso, siamo fortemente impegnati per rendere l'Italia sempre più attrattiva per le imprese e per gli investimenti in ricerca”. Il ministro ha quindi concluso ricordando che “incontri come quello di oggi contribuiscono a rafforzare il confronto e la collaborazione tra mondo sanitario, imprenditoriale, le istituzioni, la politica, associazioni dei pazienti, partendo dal presupposto che l'Italia dispone di realtà di eccellenza in ambito sanitario, della ricerca e dell'innovazione che vanno sostenute e incoraggiate”.

18 marzo 2024
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