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Question time Schillaci/3. Carenza personale sanitario: “Impegno a trovare le risorse necessarie per superare il blocco del turnover e nuove norme per accessi ai corsi universitari e alle scuole di specializzazione”


Questo l’impegno del ministro della Salute rispondendo a un’interrogazione della senatrice Daniela Sbrollini (Az-IV-RE). Nella risposta Schillaci ha anche confermato l’intenzione di rivedere il DM 70 sugli standard ospedalieri per adeguare i contenuti alla domanda di assistenza e ribadito l'inversione di tendenza del Governo sui finaziamento alla sanità con un incremento di fondi per il prossimo triennio.

02 FEB -

Giornata di interrogazioni al Senato per il ministro della Salute Orazio Schillaci. La terza in ordine di presentazione ha riguardato diversi aspetti a partire dalla carenza di personale sanitario ed è stata presentata dalla senatrice Daniela Sbrollini (Az-IV-RE) che ha chiesto quali interventi ha in agenda il Governo per sopperire alla carenza di medici e infermieri ma anche per smaltire le liste d’attesa e far fronte alla carenza di farmaci.

La risposta di Schillaci. “Signora Presidente, ringrazio la senatrice Sbrollini. Con riguardo alle criticità sollevate, ricordo che il reiterarsi nel tempo delle diverse misure di contenimento della spesa, in particolare dei vincoli assunzionali, ha determinato da anni una significativa riduzione del personale del Servizio sanitario nazionale. Andiamo per gradi, esaminando le criticità sollevate.

Sul tema del finanziamento del sistema sanitario nazionale, tengo a ribadire quanto già comunicato in fase di replica delle mie linee programmatiche e cioè che, dopo un periodo di definanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard, che addirittura negli anni dal 2012 al 2019 ha visto incrementi annui in valore percentuale negativo, la legge di bilancio per il 2023 ha previsto un incremento del Fondo sanitario nazionale. In particolare, il comma 535 ha disposto che il finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato è incrementato di 2,15 miliardi di euro per l'anno 2023; 2,3 miliardi per l'anno 2024; 2,6 miliardi a decorrere dall'anno 2025. Per l'anno 2023, una gran quota dell'incremento per il primo periodo, pari a 1,4 miliardi di euro, è destinata a contribuire ai maggiori costi determinati dall'aumento dei prezzi delle fonti energetiche.

Tornando al personale sanitario, con riferimento al decennio 2009-2019, il personale dipendente a tempo indeterminato del comparto sanità è diminuito complessivamente del 6,5 per cento, passando da 693.600 unità del 31 dicembre 2009 a 648.547 del 31 dicembre 2019. Per quanto riguarda il solo personale del ruolo sanitario comparto dirigenza, la diminuzione registrata nel decennio 2009-2019 è pari al meno 4,1 per cento. In particolare, il numero dei dirigenti medici è diminuito in termini percentuali del 5 per cento, passando da 112.700 a 107.044 unità. Per quanto concerne invece il personale infermieristico, il decremento di dipendenti a tempo indeterminato registrato nel medesimo periodo è stato pari al meno 3 per cento. Questa contrazione di risorse ha finito per generare nel medio periodo una grave carenza di professionisti sanitari nelle strutture con riferimento soprattutto ad alcuni settori. Questo ha comportato difficoltà nell'organizzazione e nella gestione dei servizi sanitari.

La situazione emergenziale ha ulteriormente acuito le difficoltà del sistema sin dal manifestarsi della pandemia da Covid-19. Questo ha reso necessario adottare misure straordinarie per consentire alle Regioni di poter reclutare in tempi rapidissimi i professionisti, stanziando all'uopo le risorse necessarie. Anche per effetto di queste misure, i dati del conto annuale a partire dal 2020 mostrano un'inversione di trend decrescente registrato fino al 2019. Nel 2020 il personale dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato del comparto sanità è cresciuto del 2,3 per cento rispetto all'anno precedente.

Proprio nella consapevolezza delle criticità connesse alla carenza del personale sanitario, ho proceduto intanto prorogando le misure straordinarie già vigenti non solo nella legge di bilancio per il 2023, ma anche mediante le disposizioni del decreto legislativo proroga termini, in ordine al quale la legge di conversione sarà integrata con ulteriori proroghe delle misure che consentono alle strutture del sistema sanitario nazionale di fronteggiare l'emergenza del personale. Ci tengo a precisare che la mia strategia di azione non si esaurisce solo prorogando misure emergenziali. Per rimediare agli errori del passato ribadisco il mio impegno a trovare le risorse necessarie per superare il blocco del turnover, ma soprattutto a mettere in campo una strategia generale che riveda l'intero assetto relativo al reclutamento del personale sanitario con misure di carattere sistemico, anche intervenendo d'intesa con il Ministro dell'università sul tema degli accessi ai corsi universitari e alle scuole di specializzazione.

Quanto alla necessità di valorizzare la professionalità acquisita dal personale sanitario che ha prestato servizio durante l'emergenza pandemica, ricordo che l'articolo 1, comma 268, lettera b), della legge di bilancio per il 2022 ha previsto la possibilità per gli enti del sistema sanitario nazionale di stabilizzare il personale assunto a tempo determinato che abbia svolto un periodo rilevante del proprio servizio nel corso dell'emergenza pandemica. Al fine di ampliare l'ambito di applicazione della stessa, l'articolo 1, comma 528, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, ha esteso fino al 31 dicembre 2024 la possibilità di ricorrere alle predette procedure.

Con specifico riferimento al tema delle strutture, è mia intenzione rivedere il decreto ministeriale n. 70 del 2015, che ha disciplinato gli standard delle strutture ospedaliere, per adeguare i contenuti alla domanda di assistenza.

In ordine alle liste di attesa per i tempi contingentati a disposizione, rinvio a quanto riferito al senatore De Poli. Mi limito a ribadire il mio impegno a prorogare le misure esistenti, che già prevedono i piani regionali.

Sul tema della carenza farmaci, infine, a gennaio scorso ho convocato il tavolo di lavoro permanente sull'approvvigionamento per definire la reale entità del fenomeno e indicare proposte risolutive, alla presenza dei rappresentanti del Ministero della salute, di Aifa, della filiera farmaceutica produttiva, ma soprattutto dei medici di medicina generale. Ritengo infatti che una misura di contrasto della carenza in esame sia rappresentato dal limitato ricorso alla prescrizione e all'utilizzo dei farmaci equivalenti.

La replica. In sede di replica è intervenuta la senatrice Raffaella Paita, sempre di Azione-Italia Viva, dichiarandosi “piuttosto delusa” per chè, ha detto, “lei è un ministro tecnico, quindi ci aspettiamo che nelle sue risposte ci sia un'analisi più puntuale anche rispetto ad alcune posizioni politiche che non ci convincono”.

“Quello che ci saremmo aspettati è che questo Governo, data anche la libertà che il fatto di essere un Ministro tecnico le consente - passasse anzitutto di fronte alla scelta coraggiosa di acquisire i soldi del MES e di immettere 37 miliardi di risorse per poter andare a modernizzare gli apparati diagnostici, per poter modernizzare i pronto soccorso, per riuscire a dare una risposta seria alla medicina territoriale”.

“Allo stesso modo – ha continuato - le dico con grande franchezza che mi aspetto che lei sappia intervenire puntualmente sulla scelta sbagliata di continuare a diversificare la sanità da Regione a Regione. Quando parliamo di autonomia dobbiamo estrapolare il tema della sanità e renderla una delle questioni che riguardano l'intero Paese, con una visione unitaria. È da qui, infatti, che si può passare per sconfiggere, per esempio, una delle altre grandi piaghe che lei ha citato, e cioè, quella delle liste d'attesa”.



02 febbraio 2023
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