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Giornata Mondiale del Malato. Schillaci: “Non dimenticarsi la centralità della persona e la relazione umana”


Il Ministro della Salute in occasione della ricorrenza in un’intervista su ‘Avvenire’ ha parlato anche dell’IA: “La formazione deve puntare a radicare la consapevolezza che un utilizzo etico delle tecnologie può essere lo strumento per alleggerire il carico di lavoro del medico, un supporto nello svolgere mansioni più complesse consentendo di dedicare più tempo alla persona”.

11 FEB -

“La Giornata del Malato è un monito a non dimenticare che dobbiamo curare il malato e non la malattia. Ce lo ha insegnato Ippocrate, e oggi questo insegnamento assume ancora più rilevanza. La centralità della persona e la relazione umana con il malato è ineliminabile. Le innovazioni tecnologiche hanno permesso di compiere giganteschi passi avanti: oggi è possibile intervenire chirurgicamente e guarire malattie fino a poco tempo fa incurabili, ma devono restare strumenti al servizio della insostituibile alleanza terapeutica tra medico e paziente”. Parole del Ministro della Salute, Orazio Schillaci che in un’intervista su ‘Avvenire’ in occasione della Giornata Mondiale del Malato fa anche il punto sullo stato del Ssn.

“Quando ci affidiamo a un professionista sanitario – ha detto il Ministro - ci aspettiamo abilità cliniche ma anche empatia, umanità e cultura della cura, nel solco di quella dignitas persone che recentemente ci ha ricordato il cardinale Pietro Parolin. Quando ci si ammala si ha bisogno di instaurare una relazione di cura con il medico, con qualcuno che ascolti le nostre paure, chiarisca i nostri dubbi. E nessuna tecnologia o algoritmo lo potrà mai fare”.

Fondamentale per il Ministro puntare alla riforma della sanità territoriale: “Oggi -e questo è un dato tristissimo - molti anziani restano in ospedale perché non hanno nessuno a casa che possa occuparsi di loro. L’assistenza sul territorio, che stiamo potenziando, può dare a questi cittadini risposte adeguate, abbattendo ogni steccato tra discipline, ambiti e setting assistenziali che rendono tortuosa la presa in carico del paziente cronico. Ricordo inoltre che con la legge che abbiamo approvato per le politiche in favore degli anziani il governo ha messo in campo una riforma strutturale che definisce un nuovo sistema di protezione sociale con la persona al centro”.

Schillaci conferma poi la sua ferma volontà di mantenere il Ssn universalistico: “L'universalità, la gratuità e l'equità del Servizio sanitario nazionale non sono in discussione. Le criticità attuali nascono da anni in cui la sanità è stata considerata la Cenerentola del bilancio statale e da un mancato adeguamento di modelli assistenziali che oggi non sono più adatti a rispondere ai nuovi bisogni di salute. Su questo abbiamo invertito la rotta: abbiamo aumentato le risorse portando il Fondo sanitario a cifre mai viste in passato. Contemporaneamente stiamo lavorando alla riorganizzazione dell'assistenza ospedaliera e territoriale per avere una sanità più moderna ed efficiente, a garanzia dei princìpi fondanti del nostro Sistema sanitario”.

E poi sul personale il Ministro rivendica quanto fatto: “La valorizzazione degli operatori sanitari è la prima linea su cui siamo intervenuti. Ricordo che abbiamo messo a disposizione 2,4 miliardi per i rinnovi contrattuali 2022-2024, vale a dire più soldi in busta paga. Il prossimo step è il superamento del tetto di spesa sul personale sanitario e l'aumento dell'indennità di specificità. L'obiettivo è avere più personale nelle strutture garantendo retribuzioni migliori e togliendo vincoli anacronistici che negli anni hanno contribuito a determinare la carena di organico. Disporre di più personale, oltre a ridurre il sovraccarico di lavoro, consentirà anche di salvaguardare il tempo della relazione con il paziente, che è esso stesso tempo di cura. Siamo all'inizio di un percorso per restituire attrattività al nostro Sistema sanitario, dopo oltre un decennio di caos”.

Infine, un commento sulle innovazioni tecnologiche tra cui l’IA: “In questo ambito la formazione universitaria è decisiva. Oggi in molte facoltà scientifiche c'è grande attenzione a sviluppare le conoscenze tecnologiche per essere al passo con i tempi, ma occorre la stessa attenzione verso i corsi di etica e deontologia medica. Anche gli ordini professionali stanno investendo molto nello sviluppo di queste competenze e nel tramandare ai giovani che la comunicazione è tempo di cura. La formazione deve puntare a radicare la consapevolezza che un utilizzo etico delle tecnologie può essere lo strumento per alleggerire il carico di lavoro del medico, un supporto nello svolgere mansioni più complesse consentendo di dedicare più tempo alla persona”.



11 febbraio 2024
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