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Veterinari. Borrello (Min. Salute) scrive a Baldini (Fdi): “Lei ignora non solo chi siamo ma la Medicina e la Prevenzione”


Dopo le parole della deputata di Fratelli d'Italia in Aula alla Camera che aveva polemicamente chiesto che senso avesse “assumere veterinari in questo momento”di emergenza Covid, interviene anche il Direttore generale della Sanità animale del Ministero della Salute: “La veterinaria, in questi momenti di emergenza, continua a mantenere alto il livello di sicurezza alimentare con i controlli presso i nostri porti ed aeroporti. Penso che l’intervento che ha fatto in Aula le sia stato preparato e che lei non abbia avuto il tempo di esaminarlo, in precedenza, con la dovuta attenzione”.

28 APR - Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Direttore generale della Sanità animale e farmaci del Ministero della Salute, Silvio Borrello diretta all’On.le Maria Teresa Baldini (Fdi) dopo che la deputata in un suoi intervento alla Camera aveva espresso perplessità sulle nuove assunzioni di veterinari da parte del Ministero per far fronte all’emergenza Covid 19:
 
Preg.ma Onorevole,
sono stato sollecitato da molti colleghi veterinari a prendere carta e penna, come Capo dei servizi veterinari italiani e delegato OIE, per esprimere la nostra sorpresa nell’ascoltare le Sue parole di parlamentare, ma soprattutto di medico, pronunciate in un autorevole sede quale quella del Parlamento italiano, luogo primario della vita politica nazionale dove sono risuonati interventi che hanno segnato la storia del nostro Paese. Certamente il suo rimarrà solo agli atti stenografici parlamentari, cadrà presto nell’oblio, dopo aver occupato le nostre menti soltanto per un attimo, giusto il tempo di rimanere increduli di fronte a tanta non conoscenza della “medicina” nel suo insieme.

 
Onorevole Baldini, non posso immaginare che ciò sia frutto del suo pensiero, preferisco pensare che sia uscito dalla penna di qualche giovane assistente che ignora i principi basilari della prevenzione e della sanità pubblica.
 
Non posso, infatti, credere che Lei non abbia ben presente il concetto “One Health”, che sebbene coniato recentemente, è da tempo riconosciuto sia a livello nazionale che a livello globale.
Sebbene e due medicine siano state praticate separatamente fino al XX secolo, già dal XVIII secolo i ricercatori avevano osservato delle relazioni tra i processi di malattia degli animali e degli esseri umani.
 
 Un esempio di questa intuizione, è rappresentato da un prestigioso suo collega, uomo politico tedesco, medico anatomo-patologo Rudolf Ludwig Karl Virchow, candidato premio Nobel che riconobbe il legame tra salute umana e animale, coniando il termine "zoonosi" per indicare una malattia infettiva che si trasmette tra esseri umani e animali. Virchow era solito ripetere che “Tra medicina animale ed umana non ci sono linee di divisione -almeno non dovrebbero esserci.L’obiettivo è differente ma l’esperienza ottenuta costituisce la base di tutta la medicina”.
Non posso credere che nel Suo corso di studi non abbia realizzato quanto sia stretto il legame tra malattie animali e quelle umane e che cosa sia la medicina preventiva e la sanità pubblica.Non posso supporre che Lei ignori che  il 75% delle malattie infettive emergenti che interessano gli esseri umani sono di origine animale e circa il 60% di tutti i patogeni che colpiscono l’uomo sono zoonotici.
 
Egregio Onorevole, non lo dico io, lo afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Organizzazione mondiale della salute animale (OIE).
 
Purtroppo le recenti epidemie di SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome coronavirus, SARS-CoV) nel 2003 e della MERS (Middle East Respiratory Virus coronavirus, MERS-CoV) nel 2012 hanno dimostrato definitivamente il potenziale zoonotico dei coronavirus.Il virus SARS-CoV-2 con molta probabilità si è originato da un animale, ha infatti 96% di similitudine genetica con un virus dei pipistrelli, come riportato da uno studio su Nature di Zhou et al, 2020.Oggi ,invece, nei nostri animali  sia domestici che quelli che vivono   i negli zoo sono stati segnalati casi di trasmissione inversa dall’uomo all’animale .
 
Non voglio tediarla sulle epidemie influenzali e sulla stretta connessione animale-uomo e su  quanti danni fanno in termini di salute degli uomini e degli animali ed alla economia di un Paese.
 Per cortesia, Onorevole, non se ne abbia a male se una intera categoria di professionisti si risente per il suo intervento alla Camera. Ha ragione, non siamo di fronte ad una “moria di vacche”, siamo di fronte ad una pandemia nella quale ognuno deve fare la sua parte. La veterinaria, caro Onorevole, non è solo quella che cura le vacche, o quella televisiva del veterinario che beve un noto amaro, o del dott. Pol o del Veterinario alle Hawai!
 
E’ quella che lavora in silenzio, che non va in televisione, ma che risponde al 1500 perché noi abbiamo studiato prevenzione ed epidemiologia! E’ la veterinaria che si occupata, in questa emergenza, del controllo degli allevamenti per evitare il diffondersi di malattie che avrebbero aggiunto ulteriore danno all’economia del Paese. E’ la veterinaria che assicura i cibi sicuri che arrivano sulle nostre tavole e che garantisce il mantenimento delle attività produttive! E’ la veterinaria che sta facendo ricerca sul virus SARS- COV-2!
 
È la veterinaria che, attraverso i nostri Istituti Zooprofilattici sperimentali sta eseguendo migliaia di tamponi al giorno su pazienti sospetti di COVID-19 umani (non animali! ) a supporto degli altri laboratori e sono già pronti per collaborare con i test sierologici perché fanno questo da oltre 150 anni .
 
E’ la veterinaria che fa le indagini epidemiologiche sul territorio, fianco a fianco con i colleghi medici perché la “Medicina è una”.
 
Anche questa è la veterinaria che nasce agli inizi del ‘900 quando la legge Crispi-Pagliani, ha stabilito che “mediante appositi veterinari governativi di confine e di porto, nominati dal Ministero dell’interno in seguito a concorso per esame, si provvede alla visita sanitaria degli animali, delle carni e dei prodotti animali (grassi e strutto) che si importano nel Regno e degli animali che si esportano”. E’ la veterinaria che, in questi momenti di emergenza, continua quindi a mantenere alto il livello di sicurezza alimentare con i controlli presso i nostri porti ed aeroporti, nei quali sono insediati i Posti di Ispezione Frontaliera (PIF) e gli Uffici per gli adempimenti comunitari (UVAC), Uffici periferici del Ministero della Salute.
 
Gentile Onorevole, a differenza di altri, io non mi sento offeso dalle sue parole, perché l’intenzionalità nel voler offendere presuppone che ci sia una conoscenza di chi si vuol offendere ed una precisa volontà, ma Lei, invece, ignora non solo chi siamo ma la “Medicina” e la “Prevenzione”. Per questo motivo Onorevole penso che l’intervento che ha fatto in Aula Le sia stato preparato e Lei non abbia avuto il tempo di esaminarlo, in precedenza, con la dovuta attenzione.
 
Finalmente abbiamo un Ministro lungimirante che si rende conto delle carenze del Sistema sanitario nazionale, ivi comprese le figure veterinarie e non si limita alla gestione dell’emergenza ma guarda al futuro e non solo alle possibili morie di “vacche”, avendo una visione strategica e non legata alla contingenza in un’ottica “One Health”.
 
Silvio Borrello

28 aprile 2020
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