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Dirigenza professioni sanitarie. “Non solo infermieri”. Accolto ricorso Antel al Capo dello Stato


Accolto il ricorso straordinario proposto da varie Associazioni e Collegi di professionisti sanitari avverso il decreto del Commissario ad acta della Regione Lazio con il quale era stato autorizzato l'espletamento di procedure di mobilità per titoli e colloquio per la copertura di complessivi 19 posti a tempo indeterminato per il soli Dirigenti delle Professioni sanitarie Infermieristiche. PROVVEDIMENTO

18 NOV - “Con Decreto del 4 novembre 2016, sottoscritto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è stato accolto il ricorso straordinario al Capo dello Stato proposto da varie Associazioni e Collegi di professionisti sanitari avverso il decreto del Commissario ad acta della Regione Lazio del 26.5.2014 con il quale era stato autorizzato l'espletamento di procedure di mobilità per titoli e colloquio per la copertura di complessivi 19 posti a tempo indeterminato per il soli Dirigenti delle Professioni sanitarie Infermieristiche nelle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale”. A darne notizia è l’Associazione italiana tecnici sanitari di laboratorio biomedico (Antel).
 
“Il Consiglio di Stato prosegue la nota - , competente a redigere il provvedimento finale per conto del Presidente della Repubblica, ha convalidato la nostra tesi rappresentata dal servizio legale Antel nella persona dell'Avvocato Marco Croce secondo cui la mancata istituzione dei posti di dirigente delle Professioni sanitarie diverse da quella infermieristica viola principi di rango finanche costituzionale, quali l’uguaglianza e la razionalità ed imparzialità dell'agire della Pubblica Amministrazione”.
 
“È stata – si legge - , dunque, dichiarata illegittima l'esclusione di tutte le altre Professioni sanitarie, rispetto a quella infermieristica, dalla possibilità di acquisire la qualifica dirigenziale. Il Consiglio di Stato ha, così, espressamente statuito che le funzioni dirigenziali delle Professioni sanitarie infermieristiche, la Professione ostetrica, le Professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, in applicazione, tra l'altro, del D.P.C.M. del 25.1.2008, non possono essere destinatarie di modalità difformi di espletamento dei concorsi. 
Conseguentemente, l'atto impugnato si è rivelato non in linea con le previsioni di cui alle Leggi n. 251/2000 e n. 43/2006 e con le disposizioni sull'accesso alla qualifica unica di Dirigente delle Professioni”.
 
Conclusivamente, il Consiglio di Stato ha rilevato che, “essendo stata istituita un'unica qualifica dirigenziale per l'Area professionale sanitaria, è evidente l’obbligo dell'Amministrazione di uniformarsi al principio della omogeneità delle Professioni come sancito dalla Legge n. 251/2000. Non è consentito, quindi, dare luogo a disparità di trattamento ovvero a prassi distorsive ed ingiustificate nello svolgimento dei concorsi e ciò anche in situazioni di carenza di personale e di oggettivo fabbisogno da parte delle strutture”.
 
Il Presidente Nazionale della Confederazione Antel-Assiatel-Aitic Fernando Capuano nel complimentarsi con il servizio legale Antel ha dichiarato che “la sinergia fattiva ed efficace delle Professioni Sanitarie afferenti al Coordinamento delle Professioni Sanitarie della Regione Lazio ha portato a questo importante atto della Presidenza della Repubblica che costituisce un precedente importante per la corretta applicazione della Legge n.251/2000 sulla Dirigenza delle Professioni Sanitarie”.
 
Il ricorso è stato sottoscritto anche dalla Presidente Antel della Regione Lazio Marina Bertolini e dal Segretario Nazionale della Confederazione Gianluca Signoretti.

18 novembre 2016
© Riproduzione riservata

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