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Ddl Antiviolenza. Anelli (Fnomceo): “Soddisfazione per via libera Commissione Senato, ora sia calendarizzato presto in Aula”


Per il Presidente della Federazione è essenziale accelerare i tempi e far sì che “i medici e gli altri professionisti della Salute possano avere validi strumenti normativi, preventivi e dissuasivi, per contrastare il fenomeno delle aggressioni. La sicurezza degli operatori è un tema fondamentale e trasversale a ogni orientamento di parte”

09 LUG - “Soddisfazione per il via libera, senza modifiche, in Commissione Igiene e Sanità del Senato al Ddl recante disposizioni per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Ora auspichiamo che venga calendarizzato al più presto in Aula per l’approvazione definitiva, in modo che i medici e gli altri professionisti della Salute possano avere validi strumenti normativi, preventivi e dissuasivi, per contrastare il fenomeno delle aggressioni”.

È quanto ha dichiarato il Presidente della Fnomceo Filippo Anelli, che sin dall’inizio del suo mandato, a gennaio 2018, e ancor prima in veste di Presidente dell’Ordine di Bari, si è speso per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica - anche con campagne di comunicazione, eventi, e sostenendo la produzione di un Docufilm - nei confronti di quella che sta diventando un’emergenza sanitaria: le aggressioni sugli operatori, con le loro ricadute a livello fisico ma anche psicologico, compromettono infatti la stessa sicurezza delle cure.
 
Sono 1.388 l’anno, quasi 4 al giorno, le aggressioni contro gli operatori sanitari dipendenti del Ssn denunciate all’Inail nel 2019, secondo un’elaborazione effettuata sui dati disaggregati forniti dall’Ente. Senza contare, quindi, ricorda la Fnomceo, quelle contro le Guardie mediche, i Medici di medicina generale, i Pediatri di libera scelta, che esercitano in regime di convenzione con il Servizio sanitario e non sono assicurati Inail. E senza contare, ovviamente, i tantissimi episodi non denunciati neppure all’Inail, per una sorta di reticenza a portare alla luce inadeguatezze strutturali, o perché sotto choc, o, ancora, per non interrompere il turno di lavoro. Gli episodi reali sono quindi molti di più e riguardano non solo gli ospedali ma anche, ad esempio, gli ambulatori della continuità assistenziale o i Centri di Salute mentale.
 
“Condividiamo la linea politica del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha sin da subito colto appieno l’importanza di un provvedimento in materia e che ha voluto recepire, nei diversi passaggi, il contributo delle Professioni – continua Anelli -. Insieme a lui ricordiamo, per il suo operato, il Viceministro Sileri, presente ieri in Commissione in rappresentanza del Governo. E ancora, il Ministro del precedente Governo Giulia Grillo, firmataria del Disegno di Legge di iniziativa governativa poi unificato con i diversi progetti di Legge, da più parte presentati, e il Ministro Beatrice Lorenzin, che istituì l’Osservatorio contro la violenza, che vedeva il coinvolgimento delle Professioni sanitarie”.
“Proprio l’Osservatorio, ricomposto e rilanciato dal Ministro Roberto Speranza, viene ora istituzionalizzato dal Disegno di Legge, comprendendo, tra i suoi componenti, i rappresentanti di tutte le Professioni – rileva Anelli -. Un segnale importante, un riconoscimento del ruolo e della voce che va data a coloro che vivono le aggressioni sulla propria pelle e che sanno indicare i punti deboli e di forza dei sistemi organizzativi e preventivi”.
“La nostra riconoscenza va poi al Parlamento, che ha dimostrato la sua sensibilità, sia con la presentazione dei progetti di Legge sia con l’approvazione del testo avvenuta all’unanimità prima alla Camera e poi in Commissione XII al Senato - aggiunge – questo dimostra come la sicurezza degli operatori sia un tema fondamentale e trasversale a ogni orientamento di parte”.
 

09 luglio 2020
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