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Covid. Conseguenze sullo sviluppo psichico di bambini e adolescenti

di Stefania Di Biasi

13 DIC - Gentile Direttore,
l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha determinato uno stravolgimento significativo nelle vite di tutti ed in particolare dei bambini ed adolescenti, legato soprattutto alla improvvisa chiusura delle scuole, all’isolamento in casa e alla interruzione dei rapporti interpersonali. Dal mese di febbraio 2020 ad oggi la popolazione globale sta vivendo in uno stato di costante ansia da controllo, paura di contagio e malattia e nonostante la ripresa della frequenza scolastica, tutti i bambini e ragazzi si sono dovuti adattare ad un nuovo stile di vita e a rigide regole di distanziamento sociale e affettivo.
 
Tutti i bambini e adolescenti hanno dovuto attraversare una fase di “assestamento” e di “disadattamento” fino a riuscire ad inventarsi un nuovo modo di stare insieme dentro e fuori. Tuttavia nei bambini più fragili e/o con bisogni speciali o provenienti da ambienti socio-familiari difficili l’emergenza sanitaria sembra aver funzionato da acceleratore del passaggio da disagio a sintomo e sembra aver favorito la costruzioni di disturbi psicopatologici.
 
I dati scientifici più recenti (Singh et al 2020) evidenziano infatti un netto aumento della psicopatologia in età evolutiva soprattutto per i disturbi d’ansia e depressivi (con un aumento di sintomi depressivi del 22% e di sintomi ansiosi del 20% nella popolazione infantile e adolescenziale) e l’abbassamento della età di insorgenza; la fascia di età maggiormente più a rischio sembra essere quella pre-adolescenziale ed adolescenziale (II-III Media Inferiore e primo anno Scuola Superiore) a cui si associano nuovi fenotipi psicopatologici: la dipendenza da internet con ritiro sociale massivo, i disturbi di regolazione emotiva-affettiva, l’autolesionismo non suicidario e la diffusione identitaria con fluidità del senso di sé e del proprio assetto identitario.
 
Per questo motivo a partire dalla seconda fase della Pandemia abbiamo iniziato ad analizzare la presenza di una sintomatologia subclinica nei bambini e ragazzi reattiva alla emergenza da Covid-19, attraverso la diffusione di un sondaggio on-line, rivolto ai genitori di bambini e adolescenti tra i 3 e 18 anni. Hanno partecipato al sondaggio 3397 genitori e di questi il 67% ha espresso una grande preoccupazione per lo stato d’animo ed il cambiamento comportamentale del proprio figlio a seguito della pandemia. In particolare le preoccupazioni maggiori sembravano riguardare un aumento di comportamenti oppositori e provocatori (> del 50%) agitazione psicomotoria e difficoltà di attenzione (> del 50%), disturbi del sonno (30%) dipendenza da internet o da dispositivi elettronici in generale (65%).
 
I dati del sondaggio sono stati confermati nell’autunno successivo: dal mese di Settembre 2020, con la ripresa graduale di tutte le attività, abbiamo assistito ad un incremento drammatico delle richieste di visite specialistiche, accessi al pronto soccorso, ricoveri per ragazzi e ragazze con gravi forme di disagio psicologico.
 
Da qui la necessità di riprendere le fila e costruire una nuove rete tra tutti i servizi coinvolti nella cura e presa in carico ed informare la popolazione generale sullo stato dell’arte.
 
Da questo pensiero e con questo spirito è stato ideato il libro: “Bambini ed adolescenti a distanza” edito da Alpes (Di Biasi S., Di Pietro D., Novembre 2021). Il volume raccoglie i lavori di insegnanti, educatori, medici, psicologi, genitori e la voce e le storie di tanti bambini e ragazzi.
 
Ogni capitolo è anticipato da un disegno dove i bambini e ragazzi hanno espresso in piena spontaneità emozioni e sentimenti legati alla Pandemia. Attraverso i disegni i lettori possono entrare in contatto immediato con le emozioni e affetti più intimi dei ragazzi: rabbia, paure, insicurezze, l’attesa del vaccino, il desiderio di libertà. Ecco quindi il disegno di Alice, 10 anni, che invitata a narrare le sue emozioni sulla pandemia, raffigura un gatto che annusa le ali di una farfalla. Forse perché sono proprio i sensi primari ad essere stati bloccati e censurati in questi anni e che stanno limitando profondamente la libertà relazionale dei nostri ragazzi. Il bruco diviene farfalla ma fa fatica a volare senza nuove esperienze sensoriali.
 
Giulia, di 17 anni, descrive la Pandemia disegnando un ragazzo (la parte maschile di sé) con i pugni in volto che piange disperato. Giulia a scuola si fa chiamare Felix e non riesce a parlare con gli altri soprattutto se la guardano; è confusa e preferisce disegnare e scrivere piuttosto che usare la sua voce.

L’obiettivo principale, in questo momento storico così delicato, è quello di permettere a tutti di conoscere come sta la popolazione infantile ed adolescenziale, quali sono i nuovi disagi emergenti, quali sono i luoghi di cura e i possibili progetti di intervento. Al fine di promuovere la salute mentale in età evolutiva risulta infatti fondamentale informare con dati scientificamente validi usando un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori.
 
I nuovi dati epidemiologi sul disagio psichico dei nostri ragazzi sono allarmanti ed è doveroso il coinvolgimento di tutta la comunità sociale. E’ inoltre stimato da diversi autori che le ripercussioni psicologiche della pandemia persisteranno per anni e si prevede un ulteriore aumento della prevalenza dei disturbi psichici in età evolutiva. Sono quindi necessari nuovi interventi di promozione e prevenzione.
 
In tal senso la scuola potrebbe rivestire un ruolo importantissimo favorendo la programmazione di interventi di rilevazione precoce del disagio ed inserendo a livello curriculare programmi età-specifici volti a rinforzare le capacità di coping, le competenze prosociali e l’autoregolaziuone emotiva, già a partire dalla età prescolare.
 
Stefania Di Biasi
Medico, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta presso TSMREE Asl Roma 1

13 dicembre 2021
© Riproduzione riservata

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