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Disagio psicologico, le proposte di Italia sovrana e popolare

di Veronica Colaianni

19 SET -

Gentile direttore,
in quanto candidata della lista Italia Sovrana e Popolare, psicologa e psicoterapeuta, rispondo all’appello del presidente Lazzari. Come lei sicuramente saprà le tante formazioni e personalità politiche che compongono la nostra lista intendono dare voce e unità a coloro che non trovano rappresentanza nei partiti più noti.

Sono state più di 70.000 le firme raccolte in tutta Italia, tanto che possiamo presentare i nostri candidati in tutti e 49 i collegi elettorali da Trieste alla Sicilia. Se si aggiunge che le firme sono state raccolte in pieno agosto e in soli 10 giorni lei potrà tranquillamente capire quanto è ampia e forte la richiesta e il sostegno da parte dei cittadini nei confronti della la nostra proposta.

Segnale di ulteriore conforto è la nutrita presenza di iscritti all’ordine degli psicologi nelle nostre liste elettorali, nelle nostre sezioni, nei nostri dipartimenti.

Fatte queste premesse, desidero risponderle in quanto dirigente del partito, candidata psicoterapeuta.

Uno dei cardini fondamentali del nostro programma politico è il benessere psicologico di tutti i cittadini, compresi quelli iscritti agli ordini professionali. A nostro avviso i professionisti, e quindi anche gli psicologi, attualmente non possono operare in scienza e coscienza, non possono elaborare ed esprimere un pensiero e una autonomia di giudizio da quando con il decreto 3/2018 le federazioni e gli ordini sanitari sono stati trasformati in “organi sussidiari dello stato”. Ovvero in enti che passivamente ricevono i protocolli governativi diventando null’altro che “prefetture” sanitarie.

Gli ordini professionali si sono trasformati in organi di controllo esasperante: una situazione che paradossalmente ci troviamo a dover fronteggiare in ambito clinico, la subiamo in ambito istituzionale. Tale situazione umilia migliaia di persone laureate, tra cui molte di esse hanno fatto alti studi universitari e specializzazioni e hanno decine di anni di esperienza professionale alle spalle.

Tale situazione è ancora più sconcertante se si pensa che questa è una anomalia del tutto italiana, poiché nel resto di Europa gli ordini professionali sono per lo più associazioni di categoria, senza obbligo di iscrizione, a sostegno dei professionisti e non certo dei governi! Serpeggia pertanto un generale malcontento che trova ampie ragioni e fondatezza.

A tutela dei professionisti (e dei componenti degli ordini professionali stessi) proponiamo l’abolizione di tale decreto, una generale riorganizzazione delle funzioni degli ordini professionali con il fine specifico di tutelare la professionalità e la libertà di svolgere un'attività cui tutti noi abbiamo dedicato molti anni di studio.

Proponiamo di prendere in considerazione il malcontento di quanti desiderino l’abolizione degli ordini professionali, rei di essersi trasformati in un ostacolo al diritto a lavoro piuttosto che un valido supporto ai professionisti.

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, i dati sono sconcertanti con un aumento vertiginoso delle richieste di cure psicologiche e psichiatriche. Fa spavento il raddoppio degli accessi alla neuropsichiatria infantile, così come il livello di abbandono scolastico e ancora più vasto è il sommerso. A nulla sono valsi gli appelli di molti intellettuali, tra cui psicologi, che si sono da subito preoccupati dell’eccessivo e prolungato ricorso a misure restrittive per fare fronte alla pandemia.

È inaccettabile che coloro che si propongono oggi come la soluzione, siano stati nel recente passato una delle cause fondanti della crescita epidemiologica dei disturbi mentali, soprattutto per noi psicologi, così attenti alla componente sociale del modello di approccio

alla persona.

Senza contare la criminalizzazione di una parte della popolazione, etichettata come “no-vax” e descritta come una minoranza tanto vituperata che oggi sappiamo essere di oltre 15 milioni di cittadini che hanno difeso la libera scelta di non vaccinarsi.

Allo stesso modo proponiamo l’abolizione dell’obbligo vaccinale per i sanitari, misura che tutt’ora è in vigore. Riteniamo che questa sia una misura gravemente lesiva non solo dei principi costituzionali di libertà personale e dell’inviolabilità del corpo, ma che ha compromesso la possibilità di lavorare, persino e inspiegabilmente anche in modalità da remoto.

La nostra visione non prevede solo l’assunzione di psicologi nel SSN e di facilitare quanto più possibile l’accesso alle cure, ma riguarda anche un intervento diretto sulle condizioni che generano incertezza, fragilità e infelicità. Proponiamo di contrastare con ogni mezzo la cultura del precariato, specialmente in ambito lavorativo. Desideriamo occuparci di tutti i lavoratori e di restituirgli diritti, dignità, orari di lavoro e stipendi compatibili con la vita personale e il mantenimento di una famiglia.

Consideriamo una priorità assoluta restituire agli studenti di tutte le età un’esperienza scolastica di qualità: la scuola è un luogo di crescita (culturale, relazionale, psicofisica) che appartiene a tutta la popolazione e dal quale dipende il suo futuro. E l’interesse per la popolazione scolastica non riguarda solo gli studenti, ma anche il personale docente colpito anch’esso da condizioni di precariato perenne e da eccessi di burocratizzazione del lavoro.

Desideriamo contrastare la cultura del terrorismo, del bombardamento mediatico, della propaganda H24 operata da larga parte del settore informativo. Vogliamo invece favorire il pluralismo dell’informazione e al fine di proteggere i cittadini da preoccupazioni generate in maniera artificiosa.

Vi invitiamo quindi a prendere visione di tutto il nostro programma elettorale nel dettaglio e desideriamo un confronto serio e continuo con l’Ordine degli Psicologi, ma finalmente libero dai condizionamenti governativi. Intendiamo interfacciarci con tutte le associazioni di categoria e comitati di psicologi ed esperti della salute mentale che in questi anni hanno tentato di far sentire la propria voce e il proprio contributo. Vogliamo cittadini capaci di esercitare i propri diritti, liberi, consapevoli e informati e il contributo della psicologia a tal fine è essenziale.

Veronica Colaianni
Psicologa psicoterapeuta
Direzione Nazionale Ancora Italia per la Sovranità Democratica
Canditata nella lista Italia Sovrana e Popolare



19 settembre 2022
© Riproduzione riservata

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