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Contratto Mmg chiave per una seria riforma delle cure territoriali

di Movimento MMG per la Dirigenza

02 APR -

Gentile Direttore,
abbiamo letto le recenti dichiarazioni del Ministro Schillaci, il quale in audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera, a proposito dei medici di medicina generale (Mmg) ha affermato: “dobbiamo rivedere le regole di ingaggio, non ne faccio un problema di tipo di contratto, mi appassiona poco il fatto che diventino dipendenti del SSR o rimangano liberi professionisti, mi interessa molto però che i medici di base diano un effettivo contributo orario nel SSR e che questo avvenga in particolare all’interno delle strutture che saranno deputate ad assicurare la medicina territoriale.”...”Non faccio battaglie sul contratto, ma pretendo che i medici di base lavorino un determinato numero di ore e assicurino quel lavoro all’interno delle case di comunità altrimenti qualunque tipo di riforma, anche la migliore, sara’ impossibile riuscire a portarla a casa”.

Come Movimento MMG per la Dirigenza dissentiamo dall’idea che il contratto sia un aspetto secondario e riteniamo invece che sia la questione centrale per una vera riforma del sistema delle cure territoriali. L’unificazione contrattuale di tutti gli operatori nel contratto della dipendenza dal Ssn è infatti a nostro avviso, e non solo, l’unico modo per consentire una efficace collaborazione tra ospedale e territorio, e fra le diverse figure impegnate, al fine di ottenere la migliore organizzazione che tutti auspichiamo e ci appassiona invece molto l’idea di poter lavorare a pieno titolo nel SSN con i relativi diritti e tutele, in un contesto più attrattivo per gli operatori e più efficace ed efficiente per l’utenza.

Lo scenario che si prospetta, e cioè quello di lasciare i mmg convenzionati nei loro studi privati obbligandoli allo stesso tempo ad effettuare delle ore nelle Case della Comunità (CdC) ci lascia molto perplessi. Tali ore aggiuntive rappresenterebbero un carico di lavoro eccessivo per il medico il quale difficilmente riuscirebbe a conciliare l’attività del proprio studio privato con le ore in più che sarebbe obbligato a svolgere per di più lontano dall’abituale luogo di lavoro e certamente non a favore dei propri assistiti. In questo senso serpeggia già un forte malcontento tra i Mmg, in particolare tra i giovani, per i contenuti dell’ipotesi di ACN 2019-2021 recentemente firmata, che per i nuovi incarichi prevede ad esempio che un Mmg con un numero di pazienti compreso tra 0 e 400 debba obbligatoriamente svolgere 38 ore aggiuntive, per un carico di lavoro complessivo che appare con tutta evidenza superiore a qualsiasi previsione contrattuale nel mondo del lavoro.

A parte questo, vediamo in questa concezione una distorsione di quella che dovrebbe essere la funzione e l’organizzazione sul territorio delle CdC quale abbiamo descritto nel nostro Documento di Posizione recentemente pubblicato: non più, appunto, luoghi capillarmente distribuiti sul territorio capaci di realizzare assistenza multiprofessionale, medicina di iniziativa e solide relazioni comunitarie, bensì luoghi da raggiungere e che vedono Mmg di passaggio e pazienti per nulla fidelizzati, in sintesi non-luoghi dove non ci sarà alcuna comunità di riferimento e che non potranno pertanto realizzare l’obiettivo per cui sono stati originariamente pensati.

Tale svuotamento di senso del progetto delle CdC previste dal PNRR appare in tutta evidenza conseguente alla volontà del Ministro di realizzare le richieste dell’Europa senza inimicarsi quei sindacati della medicina generale che si oppongono all’idea della dipendenza dei Mmg quand’anche solo per coloro che nelle CdC potrebbero e/o vorrebbero lavorare. Ma il risultato finale, che anticipiamo, sarà che il Ssn si ritroverà con delle realtà svuotate di significato, I Mmg perennemente in affanno tra studio privato e CdC, con gli obblighi dei dipendenti ma senza le relative tutele e i cittadini con un’assistenza territoriale peggiorata piuttosto che riformata.


Le affermazioni del Ministro Schillaci peraltro dimostrano come da parte sua ci sia la “pretesa” che i Mmg diano un “contributo orario” nelle CdC senza ancora chiarire quali servizi pensa che i Mmg debbano svolgere in quelle ore ed a favore di chi. Invitiamo pertanto il Ministro a chiarire pubblicamente in dettaglio questo aspetto fondamentale. Purtroppo è più di una sensazione che la strada intrapresa porterà all’implosione del sistema con una fuga generalizzata dei mmg da un modello organizzativo ibrido e cervellotico, peraltro unico nel suo genere in Europa, che più che una riforma si va delineando come una seria complicazione della vita professionale e personale dei medici stessi senza alcun vantaggio per I cittadini. Le fila di coloro che offriranno la loro professionalità e le loro competenze alla libera professione o al privato o al lavoro all’estero che tanto si pensa di arginare, saranno vieppiù infoltite!

La storia dimostra che i Ssn più virtuosi sono quelli in cui il contratto degli operatori ospedalieri e territoriali è unificato nella dipendenza dal Ssn , come in Spagna e Portogallo ad esempio, mentre dovrebbe essere da monito la grave crisi in corso nel Regno Unito, esempio di Ssn dove le cure territoriali sono affidate a gruppi di Mmg convenzionati.

Ci auguriamo vivamente che il Ministro voglia tornare ad appassionarsi al tema del contratto, che è centrale per realizzare l’auspicata riforma dell’assistenza territoriale.

Movimento MMG per la Dirigenza



02 aprile 2024
© Riproduzione riservata

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