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Ebola. Anche cani e gatti sviluppano la malattia? 

di Viola Rita

Mancano ancora conoscenze sufficienti per rispondere appieno a questa domanda. È quanto afferma un Rapporto Europeo EFSA e ECDC in risposta a un quesito della Commissione UE. Comunque in Europa il rischio per gli animali domestici di contrarre l’ebola per contagio dall’uomo è ritenuto molto basso, dato che i pazienti vengono prontamente isolati. IL RAPPORTO

06 DIC - In Europa, risulta molto bassa la probabilità che cani e gatti vengano esposti al virus per contatto con l’uomo, ma ancora non ci sono evidenze chiare se questi animali possano effettivamente sviluppare la malattia e trasmetterla. Lo afferma un Rapporto degli Organismi europei EFSA (European Food Safety Authority) e l’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), che hanno effettuato una valutazione del rischio che gli animali domestici, in particolare cani e gatti, possano essere contagiati e trasmettere il virus. Il Rapporto ha valutato tre differenti aspetti: la probabilità che l’animale entri in contatto con un paziente con virus ebola, la probabilità di essere contagiato dal virus e la probabilità di trasmetterlo all’uomo.
Dal rapporto, risulta molto bassa la probabilità che cani e gatti vengano contagiati dall’ebola venendo a contatto con persone che hanno contratto il virus in Europa, principalmente per il fatto che i malati vengono prontamente isolati.
 
In ogni caso Efsa raccomanda agli operatori sanitari e alle autorità veterinarie preposte alla cura degli animali, di valutare l’eventuale rischio sulla base di uno schema caso per caso, considerando tra i principali fattori per la valutazione il tipo di contatto avuto e lo stadio della malattia. Gli esperti inoltre hanno identificato possibili misure precauzionali, quali l’automonitoraggio e in alcuni casi l’isolamento degli animali.
Ulteriori analisi nei prossimi mesi indagheranno il rischio di trasmissione tra gli animali e gli uomini nelle regioni dell’Africa occidentale. Un altro aspetto da approfondire riguarda il rischio di trasmissione del virus attraverso la catena alimentare: in particolare, l'EFSA valuterà i rischi associati con il consumo di cibi crudi importati dai paesi africani più colpiti dalla malattia.
 
Viola Rita

06 dicembre 2014
© Riproduzione riservata

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