Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Venerdì 27 GENNAIO 2023
Scienza e Farmaci
segui quotidianosanita.it

Cardiochirurgia. Meno trasfusioni di sangue con “cocktail” ad hoc

di Anne Harding

Una combinazione di ferro, eritropoietina, vitamina B12 e acido folico, somministrato al paziente cardiochirurgico anche il giorno prima dell’intervento, è in grado di ridurre il numero di trasfusioni di sangue. Il dato emerge da uno studio svizzero pubblicato da The Lancet

14 MAG - (Reuters Health) – È stato messo a punto un trattamento che sembra ridurre significativamente – anche se somministrato il giorno prima dell’intervento cardiochirurgico – il bisogno di trasfusioni di globuli rossi nei pazienti che presentano anemia o carenza di ferro. Esso consiste in una combinazione di ferro, eritropoietina, vitamina B12 e acido folico. Lo studio clinico è stato pubblicato dalla rivista The Lancet.

Lo studio
I ricercatori – guidati da Donat R. Spahn dell’Università di Zurigo – hanno coinvolto nello studio 253 pazienti affetti da anemia (con una concentrazione di emoglobina inferiore a 120 g /L nelle donne a 130 g / L negli uomini) e 252 pazienti con insufficienza di ferro isolata (con un livello di ferritina inferiore a 100 ug /L, che non presentano anemia).

Il giorno prima dell’intervento i pazienti hanno ricevuto o il placebo o un trattamento che consiste in una combinazione di un’infusione lenta di 20 mg / kg di carbossimaltosio ferrico, 40.000 U di eritropoietina alfa somministrata per via sottocutanea,1 mg di vitamina B12 somministrata per via sottocutanea e 5 mg di acido folico per via orale.

Durante i primi sette giorni successivi all’intervento, i pazienti placebo avevano bisogno di circa un’unità di globuli rossi, contrariamente ai pazienti trattati.

I pazienti trattati richiedevano un numero significativamente inferiore di trasfusioni allogeniche fino a 90 giorni dopo l’intervento e presentavano maggiori concentrazioni di emoglobina, una maggiore conta dei reticolociti e un più alto contenuto di emoglobina reticolocitaria nei sette giorni successivi al trattamento.

Eventi avversi gravi sono stati riportati dal 30% dei soggetti del gruppo di trattamento e dal 33% del gruppo placebo.

Un trattamento efficace anche se somministrato 1 giorno prima dell’intervento
In realtà, in molti pazienti la carenza di ferro o l’anemia non sono né valutati né trattati, poichè i medici ritengono che il trattamento dovrebbe iniziare settimane prima dell’intervento chirurgico, spiega il dottor Spahn. “È una sfida logistica controllare emoglobina e lo stato del ferro di tutti i pazienti il più presto possibile prima della procedura, a quel punto il paziente potrebbe non essere ancora in ospedale. L’interesse del nostro approccio è proprio questo: il paziente può essere trattato uno o due giorni prima dell’intervento chirurgico. In quel momento molti pazienti che necessitano di un intervento chirurgico cardiaco relativamente urgente sono già ospedalizzati, quindi il trattamento non è difficile. Un trattamento più precoce è ovviamente preferibile, perché permette di aumentare realmente il livello di emoglobina fino ad arrivare a livelli normali prima dell’operazione”.

Fonte: Lancet 2019

Anne Harding

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)

14 maggio 2019
© Riproduzione riservata

Altri articoli in Scienza e Farmaci

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
iPiùLetti [7 giorni] [30 giorni]
1  
2  
3  
4  
5  
6  
7  
8  
9  
10  
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Giacomo Peroni, 400
00131 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy