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Disabili. Giovannini: “Più fondi per il lavoro”. Errani: “Basta demagogia su tagli alla sanità”

Conclusa a Bologna la IV Conferenza nazionale sulla disabilità. Il fondo per l'inserimento nel lavoro passerà da 2 a 12 mln quest’anno per arrivare a 22 mln nel 2014. Ma il presidente delle Regioni punta i piedi contro nuovi tagli: “Non accetto che più che autorevoli fonti tecniche dicano che si possono fare risparmi sulla sanità di 10/11 miliardi”.

15 LUG - Sarà più corposo il fondo per l'inserimento al lavoro dei disabili. Si è chiusa con una notizia positiva la seconda giornata della “Conferenza nazionale sulla disabilità” a Bologna. Ospite il ministro del lavoro Enrico Giovannini che ha parlato del piano nazionale, in via di approvazione, e dei provvedimenti del governo.   
 
''Abbiamo la possibilità - ha detto Giovannini - di aumentare da 2 a 12 milioni quest'anno e a 22 milioni l'anno prossimo il fondo per le assunzioni disabili, ridando così consistenza a un fondo che era stato quasi azzerato”.   
Per il mondo dei disabili, non è l'unico provvedimento nell'agenda del governo.
 
“Abbiamo già fatto nel decreto lavoro - ha detto - degli interventi che aiutano, che segnalano da questo punto di vista l'attenzione per l'inabilità. Chiarendo dopo anni di contestazioni anche giudiziarie che il reddito che conta per la pensione di inabilità è quello individuale, non quello familiare. Questo è un passaggio molto importante che sana migliaia di cause di contenziosi. Segnali che, insieme al programma per la lotta alla disabilità che oggi discutiamo, dimostrano come il governo sia assolutamente in prima fila”.   

 
Ma oltre ai fondi servono anche quelli che il ministro ha definito cambiamenti culturali. “Tutti abbiamo gli stessi diritti - ha detto, citando la convenzione Onu - e dobbiamo lavorare per consentire a tutti di vedere i propri diritti esercitati appieno. Un cambiamento radicale rispetto a un approccio che vede il disabile come una persona con diritti particolari”. E che passa anche da piccoli segnali come la proposta di istituire, all'interno del ministero del Lavoro, la figura deldisability manager che si occupi di gestire le situazioni dei disabili e che diffonda una cultura di piena integrazione.     
 
La conferenza si è chiusa con un impegno raccolto anche dalle Regioni: ''anche per questo aspetto - ha detto Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni - bisogna lavorare sull'integrazione, sull'integrazione sociosanitaria, sulla presa in carico della persona. Ciò vale per chi non ha disabilità e deve valere ancora di più per chi ha una disabilità”.
 
Sul tema delle risorse finanziarie il Presidente della Conferenza delle Regioni ha voluto però lanciare un avvertimento chiaro:   “siamo agli ultimi posti dei paesi Ocse per quanto riguarda la spesa sanitaria. Non accetto che più che autorevoli fonti tecniche dicano che si possono fare risparmi sulla sanità di 10-11 miliardi. Non è vero, è demagogia!”, ha detto, durante il suo intervento. E sulla disabilità – ha sottolineato Errani – “in questi anni si sono fatti passi indietro, anche dal punto di vista culturale”. Per uscire dall'impasse, secondo il Presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, occorre abbandonare la consuetudine di "passare il cerino" da un soggetto all'altro.
 
E alla Conferenza sulla disabilità al Palacongressi di Bologna, Errani ha presentato alcune proposte. Anzitutto “decidiamo in poco tempo di rivedere il sistema di controlli sui falsi invalidi. Non funziona, è costoso e criminalizza quelli che hanno diritto”.  Ma soprattutto le misure andranno portate avanti in accordo tra i diversi livelli dello Stato. “Costruiamo un gruppo di lavoro che metta insieme Governo, Regioni e Comuni e che in modo integrato, utilizzando anche associazioni e osservatorio, decida alcune scelte radicali e nuove”. In primis, scandisce Errani, "basta con fondi e fondini, qua non si capisce più nulla su quali sono le priorità e le politiche strategiche. Decidiamo, per non fare politiche manifesto che poi non si realizzano, quali sono le priorità, dove mettiamo le risorse e quali sono i livelli essenziali che assicuriamo”. Errani ha sottolineato come la crisi metta in difficoltà anche e soprattutto i disabili. “Nei momenti di crisi la marginalizzazione diventa sempre più significativa. Quando passa l'idea che ognuno deve fare per sé, chi ha più difficoltà è proiettato verso i margini”.
 
L’intervento di Errani è stato condiviso, a distanza, dal Presidente della regione Veneto, Luca Zaia, secondo cui “ha ragione il Presidente Vasco Errani quando afferma che non si può continuare a tagliare tout court la spesa sanitaria. E' lecito, anzi doveroso, parlare di risparmi per quelle aree del nostro Paese dove si registrano da sempre sprechi conclamati - rileva Zaia -, dove i denari pubblici vengono scialacquati a danno non solo delle popolazioni locali mal amministrate, ma anche di quelle regioni, come il Veneto e l'Emilia Romagna, che con grande impegno, capacità di gestione e programmazione, riescono nonostante le difficoltà a garantire un'offerta sanitaria di eccellenza'”. 
 
“Da tempo sostengo con forza che i tagli lineari non sono più ammissibili - prosegue Zaia - perché sanciscono quel metodo aberrante in base al quale chi amministra male ci guadagna e chi opera con senso di responsabilità viene castigato. Quanto dobbiamo ancora aspettare perché Governo e Parlamento italiani si decidano a varare quello strumento di giustizia che sono i costi e i fabbisogni standard? E' dalla modifica del Titolo V della Costituzione e dall'approvazione delle norme sulla devolution - conclude Zaia - che questa riforma semplice ma di straordinaria efficacia avrebbe potuto vedere la luce, e invece siamo ancora qui a invocarla”.  
 
Da: Regioni.it

15 luglio 2013
© Riproduzione riservata


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