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Lorenzin alla Camera: “Ssn non può tollerare altri tagli lineari. Norma su inappropriatezza prescrittiva non è contro i medici” 


Durante il question time il Ministro ribadisce che “non è previsto alcun taglio di 10 miliardi del Fondo sanitario nazionale”. E poi evidenzia, in vista della Legge di Stabilità 2016, che non ci saranno tagli lineari. E poi sulla norma contro le prescrizioni inappropriate: “Razionalizza le prescrizioni che sono fatte in modo non appropriato dando ai medici anche la possibilità di difendersi contro un eccesso di denunce”.

29 LUG - “In vista della prossima legge di stabilità 2016 intendo ribadire in quest'Aula che il Sistema sanitario nazionale non può tollerare tagli lineari, essendoci spazio esclusivamente per interventi di efficientamento e razionalizzazione in specifici settori della spesa sanitari”. È quanto afferma oggi il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin rispondendo durante il Question time a due interrogazioni, una di Marisa Nicchi di Sel (Vedi interrogazione) e un'altra di Donata Lenzi del Pd (Vedi interrogazione), dopo il caos scatenatosi in questi giorni in merito ai tagli alla sanità.
 
“Siamo di fronte ad un'intervista giornalistica – ha detto il Ministro riferendosi al titolo di Repubblica di domenica scorsa - che, a mio parere, è stata in gran parte travisata e tra l'altro non è stata rilasciata da me, dove il titolo ha fatto un po’ l'agenda di questa settimana. Come Ministro vorrei ribadire che non è previsto alcun taglio di 10 miliardi del Fondo sanitario nazionale”.

 
Lorenzin ha ricordato poi come “la riduzione del fondo sanitario nazionale non è riconducibile all'intesa del 2 luglio, bensì a quella precedente del febbraio 2015 e risponde a una scelta univoca delle regioni”. 
 
Per quanto riguarda il futuro l’obiettivo sarà riprendere le fila del Patto per la Salute. Il Ministro ha specificato come “nel Patto della salute, lo scorso anno, abbiamo indicato una mappa di interventi da attuare per rendere efficiente, trasparente e sicuro il nostro Ssn e soprattutto sostenibile nei prossimi anni perché la sanità è una materia in cui si programma, non si lavora per il consenso che si può raggiungere il giorno seguente ad una dichiarazione giornalistica ma si programma da qui ai prossimi quindici anni”.
 
Due sono le sfide più grandi che ci attendono. “Una è l'invecchiamento della popolazione, l'altra l'arrivo di nuovi costosissimi farmaci. Queste due nuove sfide insieme determineranno un aumento della domanda sanitaria cui dobbiamo dare una risposta senza aumentare le tasse dei cittadini e su questo stiamo lavorando. Non siamo nella fase delle ipotesi: le norme sono già state approvate e ogni mese sta andando avanti un lavoro di attuazione con decreti attuativi o con interventi all'interno delle leggi di stabilità ogni anno o anche all'interno di momenti decisionali della Conferenza Stato-regioni”.
 
Il Ministro ha ribadito anche come è “assolutamente importante riuscire a realizzare in tempi brevi questo programma di riforme che ha già in sé una serie di misure già attuate contro la corruzione e contro lo spreco: dalle centrali uniche di acquisto, come ho già detto, alla diversa nomina dei commissari nelle regioni in piano di rientro, a, per esempio, una nuova metodologia per selezionare i direttori generali cioè i manager del sistema sanitario, la politica diverrà estranea alle decisioni in merito alle nomine dei direttori sanitari e dei primari negli ospedali. Saranno previsti elementi di controllo e di verifica molto più forte con un rafforzamento di Agenas, l'agenzia che deve verificare e controllare non solo come vengono spesi i soldi nelle singole regioni e per le singole strutture ma anche con quale esito perché al centro di questa politica di visione c’è il cittadino e il paziente. Quindi non vi sarà più soltanto una visione ragionieristica per dover rientrare da soldi che purtroppo sono stati spesi in modo errato solo negli ultimi anni e quindi non più un ragionamento solo sui tagli – ricordiamo che in questi anni sono stati tagliati 25 miliardi di euro al Fondo – ma invece cominceremo a lavorare sulla qualità, sugli esiti, sulla qualità delle prestazioni. In Italia noi abbiamo ancora un grandissimo Servizio sanitario nazionale. Siamo considerati tra i migliori al mondo, quindi quello che noi dobbiamo fare è preservare questo servizio e colmare quelle che sono delle divergenze, delle diversità inaccettabili tra il nord e il sud del nostro Paese e garantire a qualsiasi cittadino, dovunque sia nato nel nostro Paese, di avere accesso a cure adeguate, le migliori che può offrire il nostro Servizio sanitario nazionale e per farlo dobbiamo rimettere al centro anche gli operatori sanitari, i medici.
 
E proprio alla famosa norma per le prescrizioni inappropriate sui cui si sta già lavorando per il decreto attuativo, che tocca da vicino i medici. “Non è una norma contro i medici – afferma il Ministro -  ma è una norma che invece razionalizza le prescrizioni che sono fatte in modo non appropriato dando ai medici anche la possibilità di difendersi contro un eccesso di denunce e questo è un dibattito in atto in quest'Aula e nella Commissione Affari sociali dove c’è un importante disegno di legge che sto seguendo e a cui sto cercando di dare un contributo per vederlo presto realizzato”.
 
“Inoltre – ha detto il Ministro - poiché Governo e regioni hanno condiviso la necessità di introdurre modifiche normative sulla responsabilità civile e penale dei professionisti sanitari, in modo da favorire l'appropriatezza prescrittiva e limitare gli effetti deleteri della cosiddetta medicina difensiva ed entro fine mese la commissione ministeriale da me nominata e presieduta dal professor Alpa completerà i lavori, è mia intenzione consegnare quanto prima il documento finale alle Camere e proporre contestualmente al Governo di valutare l'inserimento nel ddl stabilità del relativo pacchetto normativo. Tale iniziativa ci permetterà di liberare in un arco pluriennale risorse preziose per gli obiettivi sopra indicati. Ma non solo. Aggiungo, onorevole, che il parere e la volontà del Parlamento italiano di preservare il Fondo sanitario nazionale credo sia utile a tutti per capire dove agire per ridurre la spesa pubblica improduttiva nel nostro Paese e dove, invece, incentivare trasformazioni e innovazioni necessarie per garantire qualità e servizi ai nostri cittadini”.

29 luglio 2015
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