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Sciopero medici. Gelli (Pd): “La protesta può aiutare la politica nel fare le sue scelte”. E sul Fondo sanitario: “Non verrà tagliato”

Per il responsabile sanità dei Dem quella dei medici è “Una manifestazione preventiva per dire di che cosa c’è bisogno e può aiutare. Quando saranno note le carte i colleghi dovranno poi decidere come continuare questa iniziativa. Ma non credo che ci sarà bisogno di andare avanti”. Quanto al Fondo sanitario: “Stiamo lavorando per capire quanto potrà essere incrementato”.

17 SET - “Tagli alla sanità non ce ne saranno. Anzi, al momento stiamo lavorando per capire di quanto potrà essere incrementato il Fondo per il 2016. E ai medici dico che una manifestazione preventiva per dire di che cosa c’è bisogno può aiutare e aiuta anche la politica nel fare le sue scelte”. Il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli non cambia di una virgola su quanto ha dichiarato nei giorni scorsi sul tema tagli alla sanità e, a margine della conferenza stampa di presentazione della campagna “Il sole amico” al Senato, auspica che anche i medici potranno cambiare posizione.

“Stiamo lavorando per un incremento del Fondo sanitario nazionale, l’obiettivo è quello di non scedere al di sotto dell’importo concordato nel Patto per la salute per l’anno in corso, ossia 112 mld. Si tratterebbe dunque di un aumento, visto che ad oggi lo stanziamento è fermo a quota 109,7 mld. Le Regioni – ha detto Gelli – hanno già rinunciato all’aumento previsto per il 2015, non credo che potranno adottare la stessa decisione anche per il prossimo anno vista la crescita della spesa sanitaria legata ai farmaci innovativi e all’invecchiamento della popolazione. Il punto è ora capire quanto sarà l’entità dell’incremento. Ecco perché stiamo anche lavorando sul fronte dell’appropriatezza, della medicina difensiva e sulla centrali uniche d’acquisto”.


“Tutto ciò che si muove intorno alla tutela e alla volontà di garantire e dare maggiore prospettiva al sistema è di buon auspicio”, ha poi aggiunto riguardo alle proteste annunciate dai medici. “Non sono contrario – ha spiegato a Quotidiano Sanità –. Una manifestazione preventiva per dire di che cosa c’è bisogno può aiutare e aiuta anche la politica nel fare le sue scelte. Lo dico senza infingimenti. I colleghi quando saranno note le carte dovranno decidere come continuare questa protesta. Ma non credo che ci sarà bisogno di andare avanti, perché il presidente del Consiglio è molto attento al tema della sanità”.

Quando si scioglierà il nodo? Naturalmente in sede di approvazione della stabilità. Per il momento quindi il dibattito è aperto. 

17 settembre 2015
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