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Radiologi. XV Congresso Nazionale Snr-Fassid: “Puntare sui giovani per cambiare”. La relazione di Bibbolino in anteprima

“Il coraggio di cambiare”: è questo il titolo del XV Congresso Nazionale dei radiologi Snr-Fassid, che si apre domani a Padova. Focus sul rinnovo contrattuale, ma anche una riflessione politica sul ruolo attuale del sindacato e sulla necessità di contrastare l’eccessiva semplificazione, che porta ad interpretazioni normative strumentali ed erronee. La parola d’ordine è cambiamento, puntando sui giovani. Si parlerà anche della rinnovata alleanza medico-paziente, dopo la legge Gelli. LA RELAZIONE DI BIBBOLINO.

17 MAG - Radiologi riuniti, dal 18 al 20 maggio a Padova, per partecipare al XV Congresso nazionale "Il coraggio di cambiare". Il contratto, ma non solo, al centro del dibattito aperto dalla relazione politica sindacale del Segretario Corrado Bibbolino, che punta il dito sulla situazione attuale dei medici: unità complesse con 400 e più dipendenti, un'età media dei medici in alcune aziende di 59 anni, da 10 anni senza contratto. Per Bibbolino è necessario il cambiamento.
 
I relatori
Al Congresso interverranno la senatrice Pina Maturani, della Commissione Igiene e Sanità e la Presidente Fnomceo, Roberta Chersevani.
Centrale la riflessione di Bibbolini sull’attesa infinita di un rinnovo contrattuale per i medici, mentre nel frattempo si consolida un “contratto naturale” fatto di precariati, semplificazioni, interpretazioni univoche e semplicistiche della organizzazione sanitaria, ricatti ed imposizioni che costringono i consulenti ad un lavoro legale quotidiano. 
 
I temi del congresso

La direttiva europea sull’orario di lavoro, l’applicazione malsana del DM 70, il precariato selvaggio, l’uso incongruo degli istituti della reperibilità e della mobilità, il blocco del turnover, l’uso divisivo e dispersivo della graduazione delle funzioni, la formazione e non ultima la regolamentazione assicurativa sono alcuni dei molti punti che il Congresso affronta.

Il Congresso affronta poi i nuovi scenari prodotti dalla legge 24 “Gelli” sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure, in vigore dal 1° Aprile, alla ricerca di un rinnovato patto per l’Alleanza Terapeutica tra medico e paziente. Obiettivo del dibattito dei radiologi riuniti a Padova è proprio il miglioramento e una maggiore appropriatezza delle prestazioni radiologiche grazie alla riduzione della medicina difensiva.
 
“Il ripristino delle certezze professionali attraverso la codifica di precise linee guida, l’introduzione dei tetti di indennizzo per gli operatori ma non per i pazienti che potranno sempre rivolgersi alle strutture, la cartella clinica in 7 giorni e tanto altro ancora - ha detto Bibbolino -  sono misure destinate a modificare il modo di lavorare che è diventato contratto e sospettoso, distante dalle persone e dalle loro esigenze. Questo Congresso ha l’ambizione di affrontare il progetto di un futuro migliore proprio attraverso il coraggio di cambiare approcci ed atteggiamenti, dedicando alle persone tutta la capacità tecnico scientifica in modo sereno, evitando di sottoporle a migliaia di accertamenti difensivi che creano l’allungamento delle liste di attesa e la sovradiagnosi, quel fenomeno per cui vediamo, descriviamo e curiamo cose che non evolverebbero mai”.
 
Ma importante anche la rivendicazione della propria specificità, che Bibbolino lancia non solo ai propri iscritti ma anche alle istituzioni con un invito al cambiamento: “Nessun uomo è uguale ad un altro se non nei diritti e nei doveri. La semplificazione, opportunisticamente perseguita da grosse finanziarie e leadership categoriali -ha concluso - è l’araldo di un nuovo Medio Evo che va contrastato con un nuovo Umanesimo”.
 
Ecco uno stralcio della relazione del segretario Bibbolino sul tema del contratto:

"Da più di un anno si assiste ad uno “stop and go” infinito. Sembra quasi che stiano per avviarsi le trattative, si comincia a ragionare di piattaforme, poi come niente fosse tutto si ferma in attesa di un Godot che finisce per non arrivare mai.
Certo i contenuti della recente Riforma del Pubblico Impiego, contro cui abbiamo manifestato, sembrano allontanarci dal tavolo contrattuale con mancate promesse e depauperamenti economici. Così come desta sorpresa che compaiano dal nulla piattaforme fantasmagoriche strizzando l’occhio populista ai pii desideri più che alle strategie contrattuali.
Nella visuale contrattuale compare un caleidoscopio colato di mille lapislazzuli condizionati dal desiderio ora di piacere, ora di compiacere.
Sarebbe ora che I Colleghi avessero maggiore consapevolezza, ma il ballo sul Titanicè sport nazionale ed internazionale e noi non ci sottraiamo come categoria, non ci rimane che cercare di lavorare per una unità di intenti sulle concrete cose da farsi anche se il compito non è facile.
Nel frattempo, e sono quasi dieci anni, si consolida un “contratto naturale” fatto di precariati, semplificazioni, interpretazioni univoche e semplicistiche della organizzazione sanitaria, ricatti ed imposizioni che costringono i nostri consulenti ad un lavoro legale quotidiano.
Eppure il nostro SSN tiene, come in Belgio dove in assenza del Governo per un anno le cose non andarono male. Il gradimento ed il confronto con gli altri Stati, nonostante l’accattonaggio mediatico e forense sulla malasanità, è elevato e l’impatto delle cure, come si è visto dai dati recenti pubblicati dall’ISTAT sull’età media e sui tassi di mortalità caduti in dieci anni del 35%, quasi sorprendente. C’è da chiedersi dove potremmo arrivare se posti in condizione di lavorare al meglio!
Anche se non sappiamo oggi che scriviamo queste note a pochi giorni dal Congresso cosa avverrà domani, con elezioni che vanno e vengono a secondo dell’episodio contingente, non possiamo non avviare una riflessione sulla tornata contrattuale pur se non vi è chi non veda che qualora ci fossero elezioni anticipate, sarebbe difficile che la trattativa si aprisse o avesse comunque un senso compiuto. Se si andasse alla scadenza naturale di giugno 2018 potrebbe anche darsi si riesca a concludere qualcosa.
Ecco perché riteniamo opportuno prospettare agli amici della FASSID delle riflessioni su alcuni punti, sperando siano utili per avviare la preparazione di una trattativa contrattuale, che se ci darà poco sotto il profilo economico (ma quel poco necessità di una risistematizzazione) deve rimettere in sesto le regole del gioco.
La direttiva europea sull’orario di lavoro, l’applicazione incongrua e perniciosa del DM 70 sugli standard, il precariato selvaggio, l’uso prevaricatorio degli istituti della reperibilità e della mobilità, il blocco malsano del turnover, l’uso divisivo e dispersivo della graduazione delle funzioni, la formazione e non ultima la regolamentazione assicurativa, sono alcuni dei molti punti che dovremo affrontare e risolvere.
Il programma del Corso che accompagna questo Congresso ha proprio la funzione di approfondire e dibattere alcuni di questi argomenti in modo da formare un ”know how” sia per i quadri nazionali che per quelli aziendali". 

17 maggio 2017
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