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Contenzioso legale. Troppe pretese (e troppe ingiustizie) verso i medici

22 GEN - Gentile direttore,
le osservazioni e gli inviti alla “saggezza” del Prof. Cavicchi sul tema del contenzioso medico legale, se condivisibili in linea di principio cozzano con una realtà ormai spietata in cui siamo ormai tutti contro tutti.
Difficile mantenere saggezza pensando che domani devo andare ad assistere ad un riscontro a Medicina Legale come perito di parte per un collega cardiologo chiamato in giudizio solo per aver scritto una consulenza pre-operatoria per un paziente purtroppo deceduto per tutt’altre cause che cardiologiche
Sul caso sono stati chiamati, come di prassi, tutti i medici il cui nome figura nella cartella clinica a qualsiasi titolo.
 
Come viene chiamato il collega incappato nel giudizio? A casa durante il weekend con ordine di presentarsi al più presto in commissariato, con pressante invito a cercarsi subito un avvocato ed un perito. Si può lavorare in pace in questo modo? Si può essere saggi?
 
Dov’è lo Stato nella difesa dei suoi operatori sanitari? Dov’è lo stato che invece garantisce (giustamente) ai giudici di non dover rispondere di persona per gli eventuali errori, salvo di fronte al proprio tribunale? Dov’è lo Stato che (giustamente) impedisce di denunciare direttamente un insegnante?

Giustizia, Istruzione e Sanità dovrebbero essere i beni essenziali di uno stato sociale. Allora pari doveri e diritti per gli operatori di questi vitali settori dello Stato.
Sicuramente le azioni di protesta che hanno programmato Ginecologi e Chirurghi non li renderanno “simpatici” alla cittadinanza. Sicuramente marcheranno una distanza. Qualcuno delle istituzioni fino ad oggi ha mosso un dito? Il Ministro Balduzzi ha tentato qualcosa, peccato che l’unica norma seria della Sua bozza di decreto, l’obbligo di assicurazioni per ogni Azienda/ASL, è caduto subito in Commissione bilancio, per paura di spendere troppi soldi, visti i premi che le assicurazioni chiedono agli ospedali.
 
E’ costituzionale che io medico, in rapporto di esclusività con il mio ospedale, sia obbligato a stipulare un’assicurazione per “colpa grave” (che tra l’altro è pure un falso giuridico?). E’ forse chiesto ai tutori dell’ordine, ai magistrati, agli insegnanti di fare lo stesso?
Troppe ingiustizie, troppi aspetti incostituzionali, troppa solitudine nel nostro delicato lavoro, troppa speculazione, troppi sermoni. Poche risorse, poca serenità ma tante, tante pretese da parte dello Stato e dei cittadini. Ed infine una stampa a briglia sciolta e senza freni su ogni presunto caso di malasanità, tanto da farne ormai oggetto di rubriche a parte.
Per parte mio ho chiesto al nostro sindacato di valutare l’opportunità di rivolgersi alla Corte europea, alla stregua di quanto stanno giustamente facendo i detenuti.
 
Sandro Petrolati
Dirigente medico del San Camillo di Roma e membro della Segreteria nazionale Anaao Assomed 

22 gennaio 2013
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